Mickey Spillane.
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ALBA DI SANGUE.
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Titolo originale: Bloody Sunrise.
Traduzione di: Enrico Cicogna.
1970. Aldo Garzanti Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Tiger Mann, il feroce eroe nero, il sadico agente del controspionaggio creato da quel dominatore della narrativa poliziesca che  Mickey Spillane, riceve ordini da un'organizzazione terroristica americana che non crede nella democrazia, sospetta il governo degli Stati Uniti di filocomunismo e pratica, come metodo d'indagine, l'assassinio.
Come gi Il giorno delle pistole, il primo romanzo con Tiger Mann, anche Alba di sangue, oltre che un romanzo a sensazione,  a suo modo un documento su un'America segreta. Qui Tiger viene lanciato nella missione pi difficile della sua
carriera, l'Operazione Platone, proprio il giorno in cui sta per sposare la bellissima Rondine: frustrazione che scatena i suoi istinti distruttivi spingendolo senza riserve nell'avventura; perch Platone era la cosa pi grossa. L'intera struttura
dell'America era in gioco. L'altra via poteva essere soltanto la guerra
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L'AUTORE.
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Mickey Spillane, (New York, 9 marzo 1918. Murrells Inlet, 17 luglio 2006),  stato un fumettista, scrittore e sceneggiatore statunitense.  considerato uno dei padri, assieme a Dashiell Hammett e Raymond Chandler, del genere hard-boiled.
Il suo personaggio pi conosciuto, protagonista di molte avventure seriali,  stato l'investigatore privato Mike Hammer, caratterizzato da un'indole maschilista e violenta. 
L'autorevole organizzazione dei Mystery Writers of America lo insign nel 1995 del titolo di Gran Maestro. Molti dei suoi romanzi ebbero vita proprio fuori dalle pagine del libro, per essere o portati sullo schermo del cinema, oppure letti alla radio o ridotti per la televisione o, infine, da lui sceneggiati per serie a fumetti.
Dal suo lavoro di scrittore ebbe molto denaro e successo di pubblico.
Nonostante la facciata da cinico e disincantato facitore di storie quale si considerava, Spillane fu in realt - a detta di molti - un acuto interprete delle necessit visionarie del suo tempo.
La sua lunga vita - conclusa dopo una grave malattia a Murrels Inlet, nella Carolina del Sud, dove viveva da tempo -  stata tanto turbolenta ed intensa quanto, almeno per molti versi, felice e soddisfacente.
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ALBA DI SANGUE.
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Capitolo 1.
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Era un sabato, il giorno delle mie nozze. Ma era appena l'alba, troppo presto, e io non riuscivo a dormire, pensando a ci che sarebbe accaduto pi tardi e a Rondine ancora addormentata a venti isolati di distanza, nuda e invitante nel suo letto.
Ancora qualche ora, e tra lei e me non ci sarebbe stato neanche pi un metro di citt.
Mentalmente, avevo gi composto la lettera di dimissioni da spedire a Martin Grady. Non l'avrebbe gradita; avrebbe fatto di tutto per ignorarla, ma non sarebbe servito. Il giorno delle pistole era ormai trascorso, I sovietici potevano ormai cancellarmi dalla loro lista nera A, e gli eventuali bersagli che Grady aveva in serbo per me potevano respirare un po' pi liberamente: perch chiunque fosse il mio sostituto non avrebbe agito con la mia stessa efficacia e rapidit, n col mio entusiasmo. Quei bersagli avrebbero avuto qualche probabilit in pi di cavarsela, anche se prima o poi qualcuno li avrebbe raggiunti ugualmente.
Mi chiedevo come avrebbe reagito Grady. Avrebbe fatto appello al mio patriottismo? Mi avrebbe ricordato che nessuno era mai stato cancellato dalla lista A da vivo. Io sarei sempre stato un bersaglio per i Rossi, se non altro per dare un esempio. Quando uno di noi cadeva, tutti gli altri ne risentivano. Oppure sarebbe ricorso al vecchio trucco, rivelandomi che io, come gli altri, ero uno speciale caso psicologico e che per soddisfare i miei complessi avrei dovuto rimanere nell'organizzazione? Grady sapeva essere enormemente persuasivo quando voleva, ma il pensiero di Rondine mi avrebbe procurato degli argomenti
inconfutabili Grady caro, io taglio la corda. Basta pistole, basta omicidi.
Esco dalla giungla sano e salvo e voglio restare tale.
Ho apprezzato molto il denaro e il lavoro, ma ora ho trovato qualcosa che apprezzo molto di pi. Tiger Mann ha partecipato alla sua ultima caccia e ora cambier nome, cambier ambiente, e per lui comincer una vita nuova.
Ficcher in fondo a un armadio la mia calibro 45 come ricordo e mi avvier alla placida vita domestica. Ho visto il mondo, ho contribuito a cambiarlo. Ho conosciuto molta gente, ho contribuito a eliminarne parecchia. Non mi piace quello che ho fatto.
E cos, adesso cambier Tiger Mann.
Mi rincresce proprio, amico, ma non c' nulla da fare.
Cos vuole Rondine e cos voglio anch'io.
Il telefono accanto a me squill con una nota acuta e discordante. Allungai la mano, seccato, e alzai il ricevitore.
Non erano ancora le sette e non prevedevo chiamate, di nessun genere. Non avevo ancora portato il ricevitore all'orecchio e gi una voce diceva: Tiger?
S.
Sono Wally Gibbons. Aveva la voce stanca.
Che cosa fai alzato a quest'ora? Voi cronisti di Broadway non...
Non sono ancora andato a letto.
E allora perch mi svegli?
Perch mi ha telefonato un tale che dice di conoscerti.
Ha letto sui giornali il mio resoconto delle tue ultime imprese e ha telefonato a me per potersi mettere in contatto con te. Io non gli ho detto un bel niente. Tutto quello che  riuscito a strapparmi  la promessa di darti un colpo di telefono.
C' tanta gente che vorrebbe rintracciarmi, dissi.
 appunto per questo che non gli ho detto nulla. Conosci un certo Clement Fletcher?
Ripassai nella mia mente una lista di nomi ma non riuscii a individuarlo. Descrivimelo.
Ho solo sentito la sua voce al telefono. Ha chiamato otto volte al mio ufficio prima di riuscire a pescarmi, e ha detto che si trattava di una faccenda urgente. In ogni caso, ha lasciato un numero. Chiamalo tu, se vuoi. Mi pass il numero e io lo annotai frettolosamente.
Che cosa ti ha detto?
Niente. Non si  sbottonato. Sembrava agitato,  uno di quelli che parla troppo vicino al microfono e a voce bassa:  stato conciso e mi ha detto di fare in modo che tu lo chiamassi. Che cosa ne pensi?
Posai la matita e mi sdraiai sul letto. non ne ho la pi pallida idea e del resto non me ne frega niente. Lo chiamer, ma se si tratta di qualcosa che riguarda il mio lavoro, la lascio perdere. Pu occuparsene qualcun altro. Oggi mi sposo.
Me l'hanno detto. Buona fortuna. Ne avrai bisogno.
Grazie, ma perch dici questo?
Perch avrai bisogno di un mucchio di fortuna per rimanere sposato, o anche solo per rimanere in vita. Da quando ho scoperto di che cosa ti occupi, non vorrei restare nella stessa barca con te per tutto l'oro del mondo.
Va' a farti fottere, dissi ridendo, e riappesi. Questa era una giornata che nessuno avrebbe potuto guastarmi.
Il sole si stava affacciando all'orizzonte e i primi raggi cominciavano a brillare sulla finestra. Venti piani pi sotto la citt stava per rinascere e i rumori erano quelli che solo i netturbini riescono a produrre, con l'acuto stridore del metallo sul selciato e dei bidoni svuotati nei camion.
Pi lontano, una sirena emetteva un urlo di solidariet che andava scemando fino a svanire dietro le quinte di Broadway.
A uno a uno, gli uomini formiche ricominciavano il loro eterno percorso verso le entrate della sotterranea, che li avrebbe portati verso qualche altra apertura in qualche altra strada, dove li aspettava il lavoro o il divertimento Io stavo per sposarmi e avrei mollato tutto.
Clement Fletcher.
Il nome non mi era del tutto nuovo ma non riuscivo a ricordare n come n quando. N chi.
Non era un nome importante. Non doveva occupare un posto di primo piano nella mia mente, perch nel mio mestiere non ci si pu permettere di dimenticare un nome, anche se  di poco conto. Questo era solo un nome, vagamente familiare.
Un amico? Non ne avevo poi cos tanti da dimenticarmi di loro.
Un nemico? I nemici non hanno l'abitudine di annunciarsi per telefono. Vengono e uccidono, ecco tutto.
Non poteva trattarsi di una comunicazione di Martin Grady o di altri dell'organizzazione, altrimenti sarebbe stata preceduta da una parola d'ordine che avrebbe rivelato il grado di urgenza e lo scopo. E quindi, doveva essere qualcosa di personale, ero ancora sulla lista A dei sovietici, e dovevo stare all'erta. Certe volte, i Rossi riuscivano a preparare delle trappole abbastanza ingegnose.
Chi ha detto che la curiosit ha ucciso il topo ha detto il vero. Se si fosse trattato di qualsiasi altro nome non me ne sarei dato pensiero, ma questo era legato al passato e era abbastanza familiare da non darmi pace.
Richiamai Wally Gibbons, lo svegliai, e dopo aver ascoltato un fiume di improperi gli chiesi di informarsi del recapito che corrispondeva a quel numero. Dopo una decina di minuti, Wally mi ritelefon e mi diede l'indirizzo di una casa nel West Side, a un isolato di distanza dal fiume Hudson. Poi mi raccomand di andare al diavolo e riappese.
Una rapida doccia e una rasatura mi svegliarono del tutto. Mi vestii e per la forza dell'abitudine mi affibbiai la fondina sotto l'ascella, ma poi mi ricordai che giorno era.
Sorrisi tra me e fui sul punto di rimettere l'arma nel cassetto.
La calibro 45 era un vecchio modello, ma mi si era dimostrata amica in parecchie occasioni. Non era facile disfarmene.
E va bene, vecchia mia, ancora una volta, una sola.
La infilai nella fondina di pelle nera e scesi. Dopo aver bevuto un caff in un bar, fermai un taxi. Era ancora presto, il traffico non era molto intenso, e cos riuscii perfettamente a rendermi conto che nessuno mi stava seguendo.
Il taxi mi condusse in una strada perpendicolare al fiume, fiancheggiata da una lunga fila di vecchie case di pietra. Il numero era il terzo dopo il ponte della sopraelevata di West Side. Era una casa malandata con una breve scaletta di gradini consunti che portavano a una sudicia entrata dove una targa metallica indicava stanze ammobiliate.
Dovetti premere il campanello per un paio di volte prima che una vecchietta magra con due rotoli di carta igienica sotto il braccio venisse ad aprirmi, asciugandosi la bocca col grembiule.
Cercate alloggio, figliolo?
Le ammiccai. Un amico. Clement Fletcher. Pensate che sia troppo presto per svegliarlo?
La vecchietta mi squadr lentamente da capo a piedi e poi raggrinz la faccia in un sorriso. Non avrei mai pensato che avesse degli amici come voi, ma oggi non si pu pi dire. La settimana scorsa avevo qui un ragazzo che diceva di essere il figlio del giudice Long, ed era proprio vero. Il giudice  perfino venuto qui. Gli ha dato una bella lavata di testa perch il ragazzo era scappato di casa, ma ieri quello  scappato di nuovo. Si  imbarcato sul Maitland.
La stessa nave dove ha lavorato mio marito. Perch mio marito era un marinaio, e un brav'uomo, anche. Mr. Fletcher  al primo piano, nella stanza di fronte alla scala.
Grazie. Andr su.
Salii le scale, aspettai che la padrona avesse chiuso la porta al piano di sotto, e feci scattare il cane della .45.
La stanza di Fletcher aveva un'unica porta. Vi appoggiai l'orecchio e rimasi in ascolto: dall'interno proveniva l'inequivocabile rumore di un uomo che russa. Il secondo grimaldello che usai ebbe ragione della serratura; aprii cautamente
la porta, entrai, e richiusi il battente alle mie spalle.
L'uomo era addormentato, disteso in una poltrona, con
in grembo un numero del The News del giorno prima. Cinquantanni
passati, piccoletto, coi pantaloni di tela e una
camicia sbottonata. Aveva i capelli tagliati da poco e la
barba lunga. Respirava a fondo e regolarmente e dalla
bocca semiaperta gli usciva un gorgoglio di inconscia soddisfazione.
Sul cassettone accanto al letto c'era una manciata
di banconote e i due biglietti in cima al mucchietto
erano da cento dollari. Gli altri, erano tagli da cinquanta.
Rimasi fermo di fronte a lui, sicuro di averlo gi visto
prima, ma senza riuscire a ricordare chi fosse. Dopo essermi
assicurato che non era armato, gli diedi'un colpetto
col piede, feci un passo indietro, tenni la calibro 45 puntata, e
osservai il suo risveglio.
Quando mi vide, non disse altro che Maledizione, Tiger!
Io... Poi not la pistola nella mia mano, chiuse la
bocca, deglut e rimase a fissarmi.
Dove ti ho conosciuto, Fletcher?
Ges, Tiger, io...
Su, in fretta, amico. Poche chiacchiere. Dove?
L'ometto stacc le mani dai braccioli della poltrona e
continu a fissare la .45. Poi annu, ricuper la favella e
disse: A Panama! Ti ricordi?
No.
Punt l'indice sul mio petto. Mi hai ripescato nella
baia. Diavolo, stavo annegando. Mi hai riportato sul molo
e hai messo in fuga quei vigliacchi che mi avevano rubato
i soldi e mi hai salvato la vita!
Finalmente mi ricordai di lui e misi via la pistola. Un
marinaio matto che invece di spendere allegramente i suoi
risparmi li aveva messi da parte ed era caduto vittima di
un paio di delinquenti che erano a conoscenza del gruzzolo.
Dopo averlo ubriacato, lo avevano spinto in acqua proprio
mentre io mi trovavo sul molo alla ricerca del posto
dove Messner aveva collocato gli esplosivi. Avevo fatto
in tempo a sforacchiare i due indigeni, a ricuperare il malloppo
del marinaio e a ripescarlo.
E cos avevo un amico per l'eternit, che voleva offrirmi
qualcosa da bere. Gli sorrisi, e gli tesi la mano che egli
afferr spalancando la bocca da un orecchio all'altro. Ne
sono spiacente, ma me n'ero dimenticato, Fletch. Diedi
un colpetto alla fondina. Sai bene che nel mio lavoro non
posso correre rischi.
S, lo so, Tiger. Ma accidenti, mi hai spaventato. Non
mi va di vedere un aggeggio come quello puntato su di
me.
Gibbons mi ha detto della tua telefonata. E ora stammi
a sentire: mi piacerebbe molto berci sopra per festeggiare
il nostro incontro, ma mi sposo proprio oggi e bisogna
che mi mantenga in forma. Mi ha fatto piacere
rivederti e se ci dovessimo incontrare un'altra volta, ci
faremo una bevuta. E adesso devo andarmene.
Diavolo Tiger, non ti ho fatto venire qui per questo.
Aggrott la fronte, e si diresse verso la finestra. Sollev
una tendina, guard in strada e poi mi guard di nuovo.
Ho letto di te.
Come tanti altri.
S, ma ricordavo il tuo nome.
Annuii.
Dopo quella storia di Panama, sulla nave se ne 
parlato e cos sono venuto a sapere chi aveva risolto la
faccenda. Non ho detto nulla, Tiger. Non HO mai detto a
nessuno che tu ti trovavi sul molo e tutto il resto.
Grazie.
L'ometto fece un gesto con la mano e poi torse la bocca.
Non ti ho chiamato per questa ragione. Come ti ho
detto, ho saputo chi sei per le chiacchiere che si sono
fatte in giro. Ho pensato che dovevi essere un tipo importante
quando hanno messo a tacere ogni accenno all'esplosione
dei depositi del porto e a quei morti che ti sei lasciato
alle spalle. Sapevo bene che eri stato tu. Ho sentito da
quel farabuttello di Billy Mendes una descrizione che ti
calzava a pennello, ma non ho mai detto niente. Okay?
Okay.
Sapevo che c'era un testimonio di quella famosa notte,
ma non ero mai riuscito a individuarlo. Avevo visto un'ombra
muoversi dietro le balle di merce e l'amico Fletcher
non sapr mai quanto era stato vicino alla morte allora.
Quanto a Billy Mendes, era morto prima di poter firmare
una dichiarazione o di render possibile una identificazione.
E allora, perch mi hai fatto chiamare?
Fletcher si pass una mano sulla faccia, si mordicchi
un'unghia, e poi si lasci cadere pesantemente sul bordo
del letto. Parl a voce bassa. Chi altri potevo chiamare?
Se telefono alla polizia mi ridono sul naso; se me ne
occupo io, sono guai di sicuro. Diavolo, non sapevo proprio
che cosa fare finch ho letto il tuo nome sul giornale.
Di che genere di guai si tratta?
Fletcher alz lo sguardo verso di me. Ti metterai a
ridere.
Perch?
Perch sembra una frottola.
Comunque, sentiamola.
Clement Fletcher aveva una grossa preoccupazione, o
per lo meno cos sembrava a lui. Rimase l seduto cercando
le parole adatte e poi: Ti ricordi dei miei risparmi?
S.
Be', sono riuscito a mettere assieme altri mille dollari.
E ho lavorato sodo, credimi. A Bruxelles ho conosciuto un
tale.
Che tale?
Come ti ho gi detto, Tiger, io voglio andare a Perdes,
vicino a Veracruz, dove si trova l'uranio. Ho sempre
voluto andarci. Wells e Chobeay mi hanno parlato delle
scoperte di uranio fatte in quella zona e cos mi  venuto
in mente di andarci. Pensi che voglia navigare per tutta
la vita? Pensi che voglia sgobbare...
Veniamo al dunque.
Mi guard di sottecchi. E cos, a Bruxelles ho comprato
un contatore Geiger.
Quanto?
Milleottocento dollari. Tutto quello che possedevo.
Ti hanno fregato. Qui li puoi trovare per duecentocinquanta
dollari.
Fletcher salt su e and alla finestra. E va bene, mi
hanno fregato. Non lo so. Mi hanno detto che era indispensabile,
se volevo andare a Perdes. Sulla nave l'ho fatto
funzionare. Potevo distinguere gli orologi con le radiazioni
da quelli senza.
Non  una gran prova.
Al diavolo.
Se l'era presa molto a cuore e non lo stuzzicai oltre.
Va bene, Fletch, tira fuori quello che volevi dire. Io me
ne devo andare. Non accorro a una chiamata qualsiasi e
per me questa  una giornata importante.
Ges, Tiger, ne sono spiacente.
Non parliamone pi.
Egli annu, intrecci le mani e finalmente smise di camminare
in su e in gi e si ferm davanti a me. Sono arrivato
col Maitland, sai?
Lo so.
In Germania hanno imbarcato tre rotative. Ero gi
nella stiva, col Geiger, e l'apparecchio sembrava impazzito.
Ho individuato il punto... una grande cassa... quelle
rotative sono enormi.
Avanti.
Ho controllato... ho fatto un segno sulla cassa. Ti dico
che in quella cassa c' dell'uranio.
Tutta la cassa piena?
Non ho guardato.
Ora cercava di non incontrare il mio sguardo.
Continuava a guardare fuori dalla finestra, aspettando di sentire
quello che io avrei detto, e si sentiva mortificato; lo
capivo benissimo. Dissi: Andiamo a dare un'occhiata.
Era la mia buona azione della giornata. Per fare un
piacere a un amico che era stato imbrogliato; l'avrei consolato
un po'... e poi avrei potuto sposarmi e sparire.
Fu necessaria una telefonata e qualche raccomandazione
per arrivare dove volevamo, ma alla fine riuscimmo a
entrare nei magazzini del porto dove trovammo la cassa
contrassegnata da Fletcher. Non ci volle molto.
La ditta tedesca Keipleitz era una delle fabbriche di
rotative pi importanti del mondo. Ci voleva quasi un anno
per costruire una di quelle macchine che erano molto
richieste da ogni parte del mondo; e il nostro paese era
uno dei clienti pi importanti. La macchina in questione
era indirizzata a Washington, D.C.
Dopo aver tolto la quarta tavola di legno riuscimmo
a penetrare nell'interno della cassa e ci trovammo di fronte
a... una rotativa. Una rotativa completa, ad eccezione degli
accessori.
Non c'era nulla che non dovesse esserci. Una volta fuori,
e dopo aver rimesso a posto le tavole, guardai Clement
Fletcher e gli dissi: Non c' nulla, Fletcher.
Eppure ti dico che quel Geiger...
Fletch... conosco le macchine da stampa, dalla vecchia
Kelly alle rotative pi moderne. Ho esaminato ogni cosa
con attenzione. Non c' proprio niente.
Tiger... il Geiger...
Perch non andiamo a dargli un'occhiata?
Perch?
Diamogli un'occhiata, no?
Certo, Tiger. L'ho a bordo.
Ma a bordo non c'era. Fletcher frug da ogni parte
nel suo stanzino della stiva, ma trov soltanto la scatola
vuota. Osservando la sua espressione costernata, compresi
che cosa era accaduto.
Dissi: Fletcher...
Senti, Tiger...
Lo interruppi. Amico, ti hanno rifilato un aggeggio fasullo.
Per milleottocento dollari ti hanno venduto un arnese
che funziona solo di tanto in tanto. E meglio arrendersi
alla realt. Hai perso il gruzzolo e, per evitare reclami,
quelli che ti hanno imbrogliato hanno pagato cinque
dollari a qualcuno perch facesse sparire l'apparecchio in
mare... Niente da fare, Fletch; sei stato fregato. Hai guardato
bene il contatore di quella rotativa?
No.
Aveva un grande quadrante fosforescente che farebbe
marciare a tutta birra qualsiasi Geiger. Tu hai centrato
proprio quello. Sei stato imbrogliato, amico.
Improvvisamente, sembr convinto. Non disse altro che
Oh, diavolo, e poi ce ne andammo. Tornammo al
punto di partenza e trovammo un bar dove bere una tazza
di caff.
Parlammo per un po' delle ragazze di Panama e dei
vecchi tempi, ma Fletcher non era in vena. Davanti ai suoi
occhi aleggiava la visione dei milleottocento dollari perduti
e della spedizione a Perdes andata in fumo. Ma con
tutto questo non potevo dirgli come era stato fortunato.
Le grosse truffe sono peggiori delle piccole.
A mezzogiorno lo salutai e fui costretto a camminare per
tre isolati prima di trovare un taxi. Mi feci portare al
mio albergo.
Il giorno delle mie nozze era cominciato con un bel
fiasco, ma forse era una fortuna. Alle quattro mi sarei
sposato e ogni cosa sarebbe finita l.
Feci la valigia. Vi riposi tutto quello che possedevo, e
il resto me lo cacciai nelle varie tasche. Poi sollevai il ricevitore
del telefono per chiamare un facchino e fare una
uscita dignitosa, per l'ultima volta. Ma prima che potessi
parlare, il centralinista mi disse: C' una chiamata per
voi. Volete che ve la passi?
Pensai a Rondine e troppo in fretta risposi di s.
Martin Grady disse: Tiger, sei in missione. Plato.
Plato era una faccenda grossa. Uccidere o essere uccisi.
L'intera struttura dell'America era in pericolo. L'alternativa era la guerra.
...
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...
Capitolo 2.
...
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...
Bussai, e lei apparve, incorniciata nel vano della porta,
alta e bella, con un vestitino, verde stretto da una cintura
che accentuava le curve dei suoi fianchi, con la scollatura
profonda che mal celava il rigonfio vellutato del suo seno.
La luce alle sue spalle dava delle pennellate d'oro ai suoi
capelli ramati. Le sue labbra si schiusero in un sorriso di autentico amore.
Dissi: Ciao, Rondine.
Ma non era Rondine, era Edith Caine. Rondine, morta
da parecchio tempo, era la sorella maggiore, che vent'anni
prima era esattamente uguale a lei. Ricordai gli anni della
guerra, quegli incredibili anni che adesso sembravano
irreali. La prima Rondine aveva deformato a tal punto i
propri sentimenti da rinnegare la famiglia e mettersi al
servizio dei Nazi come agente di spionaggio contro la sua
patria. Nella mia qualit di agente dell'OSS, io ero stato
incaricato di darle la caccia nella Francia occupata per
eliminarla... ma invece avevo finito per innamorarmene.
Cio... ne ero stato innamorato finch lei non mi aveva
ficcato due pallottole nel ventre per salvare la propria pelle,
e se ne era andata lasciandomi per morto. Da allora,
avevo nutrito un odio profondo nei suoi riguardi. Avevo
sempre davanti agli occhi il suo bel volto e il suo corpo
perfetto; non potevo dimenticarla. Trovai quello stesso volto
e quello stesso corpo parecchi anni dopo la sua morte...
ma questa volta appartenevano a Edith, sua sorella minore.
Per me, Edith sarebbe sempre stata la Rondine che
io avevo amato, e a lei non importava perch l'amavo
ancora di pi. Ero stato quasi sul punto di ucciderla, credendola
Rondine. E ora? Ora avrei ucciso per lei o a
causa sua, e cos lei avrebbe fatto per me.
Tiger. Mi prese la mano e mi attir a s. La sua
bocca sotto la mia era come un morbido fiore pieno di
passione, caldo, umido...
Tuttavia, c'era qualcosa che non andava, e lei se ne
rese conto. Stacc la- sua bocca dalla mia, mi respinse
e mi guard interrogativamente. Amore... che cosa c'?
La sua voce era leggermente rauca.
Sediamoci.
Rondine infil il suo braccio sotto il mio e entrammo.
Non sarebbe stata una cosa facile. Aspettai che mi offrisse
una tazza di caff, ne bevvi qualche sorso, mentre lei aspettava
pazientemente, poi dissi: Dobbiamo sospendere le
nozze, amore.
Il lampo di dolore che attravers il suo sguardo fu rapidissimo.
Comparve e svan lasciando negli occhi di Rondine
una espressione dolce e triste. Puoi spiegarmi?
Scossi il capo. No, mi dispiace.
Ma oggi...
Oggi avevo intenzione di telegrafare le mie dimissioni.
Ma mi hanno chiamato prima che riuscissi a farlo.  una
faccenda troppo importante perch io possa rifiutare, e non
c' nessun altro che se ne possa occupare.
Nessuno?
Bambina...  in gioco la sicurezza totale di questo paese
e probabilmente anche del tuo. L'Inghilterra e gli Stati
Uniti sono due popoli cos strettamente uniti che dalla sicurezza
dell'uno dipende la sicurezza dell'altro. Non posso
rifiutare.  una spiegazione del tutto insoddisfacente,
ma non posso dirti altro. Noi abbiamo un codice e delle
norme che non possiamo e neanche vogliamo infrangere,
per nulla al mondo. Sono veramente desolato, tesoro, ma
la mia missione  perfino pi importante di te, e io spero
che tu capirai.
Non... non  facile. Rondine abbass improvvisamente
lo sguardo. Le sue labbra si erano irrigidite in un
sorriso forzato. Non so davvero che cosa dire.
Non c' nulla d dire. Lasciami terminare la missione
e poi torner.
I suoi occhi stranamente sbarrati incontrarono il mio
sguardo. Tornerai?
Me la sono sempre cavata.
E questa sar... come l'altra volta? Con me?
Rondine pos la tazza di caff e intrecci le mani in grembo.
Quanti uomini hai ucciso, Tiger? Quante volte hanno
tentato di ucciderti? Finora puoi aver avuto fortuna, ma
la legge delle probabilit non  pi in tuo favore.
Rondine...
No, Tiger, lasciami finire. Prima, tu eri in grado di
agire con una certa freddezza che tornava a tuo vantaggio.
Ora, in te le cose sono cambiate e potresti perdere. Forse,
questa volta non tornerai e io avr aspettato inutilmente.
Non  facile vivere cos.
Mi alzai, giocherellando col cappello. Quando tutto
sar finito, ritorner.
Potresti non trovarmi pi.
Ti sapr trovare.
No, non voglio dire questo. Ho vissuto troppo a lungo
in certe situazioni. Credevo di aver trovato l'amore e
la sicurezza alla quale ho sempre aspirato; se tutto questo
mi viene a mancare mi sento come svuotata, e potrei ricorrere
a qualcun altro. Una volta... ho creduto di aver
trovato l'uomo adatto.
Non mi restava molto da dire. Non potevo spiegarmi,
non potevo discutere, n avevo intenzione di farlo. Non
c' donna al mondo che non possa aspettare, se  convinta
che ne valga la pena, e se lei non voleva, be'...
La ruota della roulette si  gi messa in moto, bambina.
Punta il tuo numero o ritirati. Ci sono delle cose che
non cambiano, e io sono una di quelle. Mi diressi verso
la porta, mi voltai a guardarla e le strizzai l'occhio. Il sorriso
triste non abbandon il suo viso e io sapevo bene ci
che Rondine stava provando. Una volta era successo anche
a me.
Un modo magnifico di cominciare il giorno delle nozze,
fu tutto quello che riuscii a pensare. Proprio magnifico.
Ritirai il mio bagaglio dal Chester, presi un taxi e mi
feci condurre all'albergo King Leopold, dove fissai una camera
sotto il falso nome di H. Talbot, secondo le istruzioni
ricevute da Grady. Lasciai trascorrere mezz'ora e
poi mi misi in contatto col Centro di Newark. Chiesi di
parlare con Virgil Adams, e quando egli venne all'apparecchio,
gli dissi la parola d'ordine e aggiunsi: sono
Tiger Mann.  Plato e il numero  quattro quattro nove uno.
Riconoscimento completo?
Prova. Templeton due.
Dartmouth, risposi.
Okay, Tiger. In ogni modo, avevo riconosciuto la tua
voce. Il BX ha intercettato la tua frequenza, ma  meglio
esserne certi.
Due venti uno da Stitch. Ho bisogno di tutte le informazioni.
Questa volta, non sono assolutamente al corrente.
Grady me l'ha detto. Hai sentito parlare di un certo
Gabin Martrel, un disertore?
Ho letto qualcosa.
Okay. L'hanno qui.  nell'ufficio di Church Street della
IATS. Lo tengono completamente isolato.
Perch?
Questo tizio era capo della OONA-3 ed  probabilmente
uno dei pi importanti collegamenti del sistema del
controspionaggio. Ha fatto parte del servizio di sicurezza
per i progetti missilistici, ha diretto il piano Beltov ed 
al corrente di nomi e di luoghi che potrebbero metterci in
una posizione di vantaggio.
Ebbene?
Che cosa potrebbe indurre un uomo a cambiare rotta
politica?
La decenza e l'onest, risposi. Questi mi sembrano
due buoni motivi.
Dimmene un altro.
Una donna.
Hai colto nel segno, e ora tocca a te.
Sar un vero piacere, dissi, sbattendo con forza il
ricevitore sulla forcella. Era la stessa storia di sempre. Una
maledetta femmina, e tu sei morto. O sei vivo. Ma in
ogni caso, sei nei guai.
Wally Gibbons venne al Blue Ribbon, nella Quarantaquattresima
Strada, accompagnato da Dave Severn, il responsabile
della sezione politica del giornale. Mentre li
aspettavo, lessi tutti i ritagli dei principali quotidiani che
avevo davanti a me sul tavolo. Non c'erano altro che delle
comunicazioni ufficiali e a quanto sembrava nessun reporter
era riuscito a raccogliere altre notizie. Speravo che
Severn ne sapesse qualcosa di pi.
Per il momento, le informazioni erano queste: Gabin
Martrel, un elemento di primo piano dell'organizzazione
sovietica, aveva chiesto asilo politico lo stesso giorno in
cui era arrivato in America al seguito della delegazione
russa che era venuta a discutere sul disarmo.
Wally si incaric di fare le presentazioni e di ordinare il
pranzo e gli aperitivi. A quanto sembrava, doveva aver
parlato di me a Dave, perch questi continuava a osservarmi
con una curiosit un po' insolita da parte di un giornalista
navigato. In genere, costoro trattano indiscriminatamente
con presidenti o assassini senza dar mostra della
minima emozione, ma ora Dave Severn era seduto l, privo
del suo abituale scetticismo, con le labbra contratte in
un sorrisetto di attesa.
Disse: Avete stuzzicato un bel vespaio l'ultima volta,
Tiger.
 stato inevitabile.
Ma i giornali non ne hanno parlato, o quasi. E ci vuol
dire avere degli appoggi in alto loco.
Annuii senza dire nulla.
Wally mi ha rivelato qualche particolare. Peccato che
i giornali non abbiano potuto pubblicarli.
 meglio cos, risposi.
Dave bevve un sorso di Martini e mi sorrise. So perch
avete quel nome strambo.
Vi sbagliate, amico. Me l'ha dato mio padre.  proprio
il mio nome.
Ci non toglie che sia strambo. E ora, che cosa vi
frulla in testa?
Gabin Martrel, risposi.
Wally e Dave diventarono improvvisamente seri e si
scambiarono un'occhiata.
Terreno minato, mi avvis Dave. Quell'uomo  stato
isolato e rimarr cos per parecchio tempo. Nessuno
potr avvicinarlo, ad eccezione degli uomini del nostro
servizio segreto, fintanto che non dir tutto ci che ha da
dire.
E qui sta il problema, Dave.
Che cosa?
Supponiamo che ci sia qualcosa che gli impedisca di
parlare. Martrel pu godere dell'asilo politico comunque,
anche se non rivela nulla di importante.
Badate, Tiger... non abbiamo ancora saputo nulla di
positivo, ma c' sempre modo di trarre qualche conclusione.
Da quello che ho sentito - fonti ufficiose, beninteso -
lui  dispostissimo a sbottonarsi.
Adesso s.
I due si scambiarono di nuovo un'occhiata, e Dave, curvandosi
sul tavolo, chiese: A che cosa volete arrivare?
Il nome di Gabin Martrel  stato fatto anche qualche
anno fa. Avete controllato bene?
No. I nostri schedari registrano le cariche ufficiali e
altre informazioni che si riferiscono al suo passato politico.
Non c' molto. Quel Martrel non  mai stato un personaggio
di primo piano. Negli ultimi cinque anni ha fatto
rapidi progressi, dopo che i sovietici hanno esonerato molti
dei personaggi pi in vista per ordine di K. Martrel 
emerso dall'ultima purga silenziosa) come capo dell'OONA-3,
e lo si considera responsabile di gran parte dei
disordini avvenuti in Africa e a Panama. Non ho letto
altro sul suo conto.
E allora, amico, sar bene spingere le vostre indagini
un po' pi a fondo.
Avete un punto di partenza, Tiger. Posso conoscerlo?
Non lo conosco nemmeno io, ammisi, ma ricordo
che il suo nome  gi stato fatto.
Severn si appoggi allo schienale della sedia, mi guard
fissamente e annu. Se  cos, lo trover.
Bene. Domani mi metter in contatto con voi.
Mangiammo senza quasi parlare. Wally Gibbons sembrava
nervoso e ogni tanto il suo sguardo incontrava brevemente
il mio per poi abbassarsi nuovamente sul piatto.
Le sue cronache di Broadway si occupavano generalmente
degli spettacoli, della vita mondana e delle liti o dei pettegolezzi
che le stelle del cinema provocavano nei ristoranti
di lusso.
Ci lasciammo poco dopo le otto; loro due presero un
taxi e io mi avviai a piedi verso Broadway, girai in direzione
sud, raggiunsi la strada dove Ernie Bentley aveva il
suo nuovo ufficio e salii al suo piano con l'ascensore. Non
correvo il rischio di non trovarlo. Ernie era un uomo estremamente
dedito al lavoro e quando aveva qualcosa da fare,
il tempo per lui non contava.
Durante la guerra, Ernie era stato impiegato nel progetto
Manhattan, che aveva lasciato nel 1946. Aveva lavorato
poi come analista chimico per una importante compagnia
petrolifera finch Martin Grady non lo aveva scoperto,
accaparrandosi i suoi servizi. Uno stipendio astronomico
e la libert pi assoluta avevano ottenuto da lui
molto di pi di quanto si fosse mai sognata la burocrazia
governativa, e tutte le volte che occorrevano degli effetti
speciali si poteva contare su di lui per una brillante soluzione.
Questa volta me la cavai con poco. Una delle tante
floride attivit di Martin Grady era una casa editrice
che pubblicava due importanti riviste e io volevo soltanto
una tessera da giornalista e un corredo da fotografo.
Ernie ci mise cinque minuti a procurarmi la tessera, poi
prelev dal magazzino una Leica e una Rollei coi loro accessori
e mi fece firmare una ricevuta. H. Talbot era diventato
un membro del Quarto Potere.
Consegnandomi il tutto. Ernie disse: La Centrale mi
ha dato ordine di favorirti in tutti i modi. C' in ballo
qualcosa di grosso?
Scrollai le spalle: Non lo so.
Mi avevano detto che ti dovevi sposare oggi.
Gi, l'avevano detto anche a me.
E allora deve essere una faccenda molto importante,
se hai dovuto rimandare il "s" fatale. Fatti dare il permesso
di parlarmene; almeno posso pensare al da farsi
con un po' di anticipo.
 un'operazione Plato, Ernie. Tu vi partecipi automaticamente.
Ernie fece un fischio di sorpresa. Sono passati tre
anni dall'ultima Plato. Di chi si tratta?
Gabin Martrel, il disertore russo.
L'avevo immaginato. Come stanno le cose?
Non so ancora nulla.  una faccenda molto delicata.
Io lavoro a tentoni finch non trovo un punto d'appoggio.
Praticamente  in pericolo la sicurezza del paese e bisogna
indagare in qualsiasi direzione.
So che lo tengono sotto una campana di vetro in
Church Street. Herbie Bender mi ha detto che  riuscito
a ottenerne solo dei comunicati ufficiali gi ciclostilati.
Lo so.
Diavolo, esclam Ernie, hanno dedicato molto pi
spazio a Martrel al tempo dei suoi amorazzi con quella
sciatrice dell'Istituto Lenin durante le Olimpiadi del 1956,
che non ora.
Smisi di trastullarmi con la Rollei e lo guardai. Ecco
in che occasione avevo sentito parlare di lui, esclamai.
Accidenti, hai una buona memoria!
 solo perch sono un fanatico degli sport. Cero anch'io.
Una bella ragazza.
Chi era?
Questo non lo so, Tiger. Mi interessava lo sci, non
l'amore. Sono troppo vecchio per gli intrecci romantici.
Per mia fortuna, non tutti sono come te.
Che cosa?
Nulla. Pensavo alle poche notizie che erano trapelate
su Martrel. L'unica sua fotografia mostrava un uomo
alto e legnoso coi capelli radi e un viso che rispecchiava
gli anni di addestramento e di dedizione al suo particolare
genere di lavoro. Aveva cinquantadue anni, scapolo,
membro del partito dal 1929. Dopo la guerra aveva raggiunto
una posizione invidiabile - ma relativamente oscura -
nel governo; finch era salito molto in alto nella gerarchia
sovietica, e avrebbe potuto arrivare al vertice se
avesse percorso l'intera parabola.
Ma era scapolo. E uno scapolo  sempre un bersaglio
per una donna. Quando me l'aveva suggerito, Virgil Adams
aveva avuto un lampo di genio.
Gli uffici della IATS si trovavano all'ultimo piano del
Carboy Building in Church Street, un palazzo di venti piani
che ospitava delle organizzazioni governative in apparenza
secondarie. Oltre alla IATS, che sembrava l'organizzazione
pi importante, vi si potevano trovare le succursali
di tutti i ministeri di Washington, dall'Ufficio Imposte
a quello della coscrizione militare. Un buon sistema
di copertura, ma noi ne eravamo perennemente al corrente,
grazie alle informazioni ottenute col denaro di Martin
Grady.
Come mi aspettavo, non mi trovai solo nell'atrio d'ingresso.
Tutte le pi importanti agenzie stampa della nazione
avevano inviato i loro rappresentanti che attendevano,
assieme ai cronisti pi quotati della stampa locale, che
nel muro di silenzio eretto attorno a Martrel si producesse
una breccia.
Un paio di funzionari della IATS erano subissati dalle
domande dei giornalisti che continuavano ad affluire, e cercavano
di arginare la pressione distribuendo copie di comunicati
dove era scritto, a parziale modifica delle precedenti
dichiarazioni, che il governo pregava il pubblico
di pazientare e prometteva di dare al pi presto ulteriori
e pi precise informazioni. Ma ci vuole ben altro per i giornalisti.
Ogni reporter  impaziente, specie se deve trattare
con una organizzazione burocratica, e per ben due volte,
nello spazio di mezz'ora, gli agenti riuscirono a fermare
qualcuno che aveva vanamente tentato di salire all'ultimo
piano.
Alla fine, la pressione dei rappresentanti dell'opinione
pubblica si fece insostenibile. Tre stazioni TV erano collegate
in attesa, e una buona met dei presenti era munita
di microfono o di registratore portatile e di minuto in minuto
trasmetteva il punto sulla situazione. Se avessero permesso
una libera conferenza stampa, la novit si sarebbe
presto esaurita dopo i primi attimi di agitazione, ma la
sistematica soppressione di ogni informazione e la presenza
di alcuni senatori arrivati in volo da Washington,
continuava ad acuire l'interesse dei presenti.
Non riuscivo a togliermi dalla testa che tutto quel riserbo
attorno a Martrel non era dovuto alla importanza delle sue
rivelazioni, ma bens al suo rifiuto di parlare.
A mezzanotte e dieci annunciarono che i rappresentanti
autorizzati della stampa sarebbero stati ammessi in una
sala al terzo piano per una conferenza stampa con Gabin
Martrel e i suoi sorveglianti governativi. Evitai di proposito
di essere tra i primi a prendere d'assalto l'ascensore,
sapendo che il controllo dei documenti sarebbe stato meno
minuzioso dopo la prima ondata.
Accadde come mi ero aspettato e quando esibii un cartoncino
bianco su cui era scritto terzo piano, solo stanza
26 ottenni l'autorizzazione a passare. Dopo un nuovo
controllo entrai nella stanza 26. Cercai di farmi largo per
ottenere un posto in prima fila, poi mi rassegnai, mi piazzai
in mezzo al gruppo e mi nascosi dietro la Rollei fingendo
di mettere a fuoco i microfoni gi sistemati sul
tavolo.
Alle dodici e mezzo in punto. Hal Randolph e un'altra
mezza dozzina di uomini entrarono nella sala insieme a
un uomo alto con un vestito scuro dal taglio straniero. Randolph
era il capo relativamente poco noto della IATS e
prima che potesse riconoscermi avevo alzato la macchina
fotografica a imitazione degli altri fotografi, sparando flash
a getto continuo. Sapevo che non sarebbe riuscito a individuarmi,
abbagliato com'era da tutte quelle luci.
Avevo avuto a che fare con lui anche prima, e sapevo
che la sua massima aspirazione era quella di distruggere la
nostra organizzazione. Nella scala delle sue avversioni,
per primo veniva Martin Grady, poi c'ero io e infine tutto
il gruppo. Che andasse a farsi fottere! L'operatore che si
trovava davanti a me accese una serie di riflettori per illuminare
il campo alla sua 16 millimetri, e con tutte quelle
luci che mi proteggevano io non avevo nulla di cui preoccuparmi.
Le informazioni furono pi che sommarie. Ogni cosa
era stata predisposta per dare soddisfazione alla stampa,
permettere ai fotografi di scattare qualche foto e liquidare
tutti pi in fretta possibile. Un funzionario dell'organizzazione
lesse un comunicato in cui si diceva che Gabin Martrel
aveva chiesto asilo politico al nostro paese avendo
perso ogni illusione sul comunismo; era disgustato del modo
in cui i sovietici avevano trasformato il mondo in
un campo di battaglia ed era convinto che soltanto la democrazia
americana potesse garantire la pace mondiale.
Martrel aveva intenzione di ritirarsi a vita privata in qualche
luogo e forse di accettare un incarico presso qualche
universit, se si fosse presentata l'occasione.
Durante la lettura del comunicato, io non perdevo di vista
Martrel. Da molto tempo egli aveva imparato a mascherare
i propri sentimenti, e la sua espressione non
rivelava nulla. Certe volte abbozzava un breve sorriso, annuendo
a qualche frase, eppure il suo sguardo lo tradiva.
Era preoccupato. Doveva essere preoccupato da molto
tempo e, malgrado gli anni di esperienza, lasciava trapelare
un impercettibile timore. Martrel si guardava attorno,
apparentemente imperturbabile, ma non riusciva a ingannarmi.
Martrel osservava. E non gliene potevo fare una
colpa. Egli rappresentava una minaccia per la sicurezza
sovietica, ora che la faccenda era stata resa di dominio
pubblico, e da qualche parte doveva esserci qualcuno in
agguato. Prima o poi avrebbero tentato di sottrarlo ai suoi
custodi, prima che potesse parlare, e lui se l'aspettava.
Bench non mi potesse distinguere chiaramente, mi resi
conto che mi aveva notato. Lui stesso era esperto del
mio lavoro e ne conosceva ogni trucco. Non vedeva la
mia faccia, ma aveva capito che mi nascondevo dietro
le luci. Il suo sguardo mi sfior parecchie volte distrattamente.
Sperando che Randolph non mi notasse, corsi il rischio,
mi spostai fingendomi seccato col fotografo che mi impediva
di lavorare e alzai la macchina per fare una fotografia.
Le mie mosse parvero soddisfare Martrel, perch da quel
momento non si occup pi di me.
Dopo il comunicato stampa, Randolph permise ai giornalisti
di fare qualche domanda a Martrel. L'uomo rispose
con una voce grave, dall'accento russo. Tutte le domande
erano di carattere politico, ma venivano formulate con
grande cautela perch i reporter sapevano che Randolph
avrebbe approfittato di qualsiasi pretesto per dichiarare
chiusa la conferenza stampa. Le risposte di Martrel erano
cortesi e ambigue come le domande dei giornalisti.
Nel frattempo ero riuscito ad avvicinarmi, infilandomi
tra i fotografi, finch mi trovai proprio di faccia a Martrel.
Quando Randolph annunci la fine della conferenza
stampa, ci fu un improvviso mormorio di voci seccate, un
malumore generale che sarebbe durato per un po' di tempo
e che mi diede la possibilit di dire con voce abbastanza
alta da farmi sentire da Martrel: Siete gi riuscito
a trovarla?
Per una frazione di secondo la sua faccia sembr irrigidirsi.
Il suo sguardo si pos su di me e la paura mi
apparve evidente nei suoi occhi prima che egli riuscisse a
nasconderli sotto le palpebre. Egli lesse nel mio viso cos
come io avevo letto nel suo; con la massima sfrontatezza,
alzai la macchina e lo fotografai, poi lo salutai sorridendo
con un cenno del capo e mi ritrassi tra la folla.
Virgil Adams aveva ragione: c'era di mezzo proprio
una donna.
Riuscii ancora a confondermi col gruppo, scesi in strada
e dopo aver percorso a piedi qualche isolato, presi
un taxi e mi feci portare in albergo. Per quanto fosse tardi,
telefonai a Rondine e lasciai che il telefono squillasse
per parecchie volte prima di convincermi che non era in
casa.
Alle otto mi trovai con Dave Severn per la prima colazione
in un ristorante di Broadway. Il giornalista aveva il
viso tirato e stanco. Sembrava che non avesse chiuso occhio
per tutta la notte. Gli chiesi: Come si chiama,
Dave?
Lui tir fuori di tasca una busta e me la porse. Siete un
forte, Tiger. Qui c' tutto. Si tratta di Sonia Dutko, una
russa che si  rifugiata in America subito dopo le Olimpiadi
del 1956. Continuo?
Dite pure. Pi tardi mi occuper dei dettagli.
Dave continu: A quanto sembra, lei e Martrel se la intendevano
da circa un anno. Martrel aveva assistito alle
gare e aveva distribuito vari premi ai suoi compatrioti. Lei
aveva vinto due medaglie d'argento e sembrava il prototipo
della comunista convinta. Membro del partito, direttrice
dei gruppi studenteschi all'Istituto Lenin e roba simile.
Dovevano considerarla al di sopra di ogni sospetto perch
non era sorvegliata come gli altri. La sera del banchetto
offerto ai partecipanti delle Olimpiadi  sparita, ma
 riapparsa subito dopo a Londra dove si  presentata
alla nostra ambasciata.  arrivata qui in volo dopo avere
ottenuto l'asilo politico secondo la prassi. Per qualche tempo
 stata maestra di sci nel New England, poi si  trasferita
a Sun Valley, e in seguito  scomparsa dalla circolazione.
Nel frattempo, Martrel era stato severamente rimproverato
dai suoi superiori di oltre cortina per aver assiduamente
frequentato una nota transfuga.  stato allora
che ha cominciato il suo tentativo di riprendere quota, i
suoi sforzi hanno avuto successo e gli hanno permesso di
arrivare in alto. Ecco qualche fotografia della russa. Guardate
un po'. Proprio carina.
Tolsi dalla busta una serie di fotografie, alcune prese
durante le Olimpiadi, altre all'arrivo di Sonia Dutko in
America. Era davvero carina e non il solito tipo della contadinetta
che arriva dalle steppe. I capelli, che dovevano
essere color biondo cenere, incorniciavano un visino fresco
e pulito. Nonostante gli indumenti pesanti, era evidente il
portamento superbo di un corpo in perfette condizioni fisiche,
dal petto alto e sodo, dalle gambe perfettamente
tornite.
Dove si trova in questo momento?
Dave scroll le spalle e prese una sigaretta dal pacchetto.
Non si sa.  scomparsa. Nessuno ha sentito pi parlare
di lei dal 1958. Ho telegrafato dappertutto, cercando
di trovare qualche pista, ma senza risultato.
State ancora cercando?
Certo, rispose. Ne pu venir fuori qualcosa. Fece
una pausa e poi riprese: E ora, che cosa mi dite, amico?
Io penso che Martrel sia passato dalla nostra parte per
venire in cerca della ragazza.
Sciocchezze.
Be',  una supposizione come tante altre.
Martrel  qui, e voi lo sapete. In questo momento la
sua vita non vale un centesimo; perci, che cosa volete
che faccia quando l'avr trovata? Sapete bene che quella
gente  stata sottoposta a un completo lavaggio del cervello.
Con tutte le donne di cui pu disporre un uomo
della sua posizione, un tipo come Martrel non pianta ogni
cosa in asso per raggiungere una ragazza che pu rappresentare
la sua condanna a morte. Se cos fosse, l'avrebbe
fatto prima.
Misi la busta in tasca. Esaminiamo le cose da ogni
lato. Non si sa mai.
Per me, sono d'accordo. Sono disposto a tutto pur di
avere una storia da raccontare. Wally mi ha parlato di voi
e io non mi meraviglierei se prima o poi tiraste fuori qualche
sorpresa. Se non ne venisse fuori nulla, anche la
lettura del vostro necrologio dovrebbe essere interessante.
Mi piace la vostra fiducia, dissi. Avete intenzione
di far uso della notiziola sulla Dutko?
Dave schiacci il mozzicone della sigaretta e prese la
tazza del caff. Far come fanno tutti... andr adagio.
Tutti i giornali hanno avuto la raccomandazione di tacere
finch Martrel non avr parlato. La situazione  troppo pericolosa
per non stare agli ordini. E inoltre, io personalmente
non ci vedo alcun legame.
Pensate un po' a quello che Adamo ha fatto per Eva,
gli ricordai.
Certo, ribatt Dave prontamente, e pensate un po'
quello che Dalila ha fatto per Sansone.
Sorrisi, misi una banconota da cinque dollari sul conto
e dissi a Dave che mi sarei messo in contatto con lui.
Mentre mi dirigevo verso l'uscita, sentii il suo sguardo
puntato su di me.
Alle tre mi trovai con gli aiutanti che il Centro di Newark
mi aveva assegnato, dietro mia richiesta. Hooker e
James erano due uomini di media statura, sulla quarantina,
che potevano passare inosservati anche in mezzo a una
folla di due persone. Il terzo aiutante era una donna
sulla trentina, piuttosto dimessa, di nome Ann Lighter,
specialmente raccomandata da Virgil Adams. Consegnai
a ognuno di loro una copia della fotografia che avevo
fatto a Martrel e impartii delle istruzioni sommarie per la
sorveglianza dell'edificio in cui era custodito il nostro uomo,
con l'ordine di scoprire dove alloggiava quando la
IATS non lo sottoponeva a interrogatorio.
I tre incaricati avevano avuto delle precedenti istruzioni,
e perci non restava altro da dire. Potevano mettersi in
contatto con me all'albergo King Leopold o trasmettere
le eventuali informazioni a Newark, che a sua volta le
avrebbe passate a me. Ognuno dei tre possedeva abbastanza
denaro da poter comprare qualsiasi informazione, se
fosse stato necessario.
Dopo averli lasciati, trovai un telefono pubblico e chiamai
la Raymond Watts di Los Angeles, un'agenzia specializzata
in ricerche di persone scomparse, che era autorizzata
a lavorare per noi. Riuscii a parlare con Ray in persona.
Gli diedi l'ultimo indirizzo di Sonia Dutko a Sun
Valley e dopo essermi fatto assicurare che se ne sarebbe
occupato subito, riappesi.
Pensai alle difficolt che egli avrebbe trovato sul suo
cammino. Se la IATS o qualche altra organizzazione federale
avessero scoperto quel vago legame, si sarebbero messe
anche loro a cercare la ragazza. Ma io ero sicuro che
tutti si sarebbero concentrati sull'aspetto politico della
diserzione di Gabin Martrel, prima di tentare altre
strade.
Mi rimaneva da fare un'altra telefonata. Chiamai Rondine,
ma mi rispose la cameriera. Mi disse che Miss Caine
era uscita poco tempo prima e che non aveva detto quando
sarebbe tornata. Ringraziai, riappesi il ricevitore e fermai
un taxi che mi riport in albergo.
Tutti i giornali del pomeriggio riportavano le dichiarazioni
lette nel corso della conferenza stampa e il telegiornale
aveva trasmesso le fotografie dell'intervista. C'erano
anche un paio di articoli di fondo sulla situazione, che
insistevano sullo stesso tema trattato da tutti. Gabin Martrel
era considerato un uomo politicamente rinsavito. In
un certo senso era come uno dei primi pionieri che non
potendo sopportare l'oppressione in Europa erano emigrati
qui in cerca di una nuova libert. Si dichiarava candidamente
che egli era in possesso di informazioni segrete e
che a suo tempo tutto quel che sapeva sarebbe diventato
di nostro dominio. In poche ore, Gabin Martrel era diventato
una specie di eroe americano.
Era davvero straordinario che si potessero fare tanti bei
discorsi senza dire un accidente di niente. Di una cosa
avevo la netta sensazione: Martrel non aveva ancora parlato.
Forse aveva detto qualche piccola cosa, tanto per
accontentare tutti, ma se si decideva a cantare, lo avrebbe
fatto per una ragione specifica. Avrebbe dato le informazioni
in cambio di qualcosa. O stava facendo un astuto
gioco a favore dei sovietici o voleva la ragazza.
Per il resto, niente di sensazionale. Una rapina in un
bar nella Trentanovesima Strada, uno scontro di tre automobili
a Broadway, un corpo ripescato nel fiume e un
apparecchio di linea nel cielo dell'aeroporto La Guardia
che non poteva atterrare perch non riusciva ad abbassare
il carrello. I giornali avevano pregato il pubblico di stare
lontano dall'aeroporto finch la situazione non si fosse
risolta. Eppure, in quel momento, c'era certamente una
grande affluenza di macchine in direzione di La Guardia.
Nulla, ad eccezione forse di una impiccagione, poteva solleticare
maggiormente la morbosit del pubblico.
Riuscii ad assopirmi finch lo squillo del telefono accanto
alla mia testa mi svegli di soprassalto. Ann Lighter
si fece riconoscere dal telefono del portiere. Disse che
voleva vedermi e io la invitai a salire. Spensi le luci, socchiusi
la porta, mi ritirai in un angolo buio con la calibro 45 in
mano e attesi.
Quella donna sapeva il fatto suo. Buss una sola volta
e entr con le mani tese in avanti. Rimase l ferma per
un momento e poi chiuse la porta col chiavistello. Non
sapeva dove fossi, ma doveva aver capito che cosa stavo
facendo. Cerc a tentoni l'interruttore e dopo aver acceso
la luce si mise a sorridere vedendomi infilare la pistola
nella cintura. Si sedette nella poltrona.
Siete prudente, eh?
Ho perduto diversi amici che non lo erano.
Dall'ultima volta che l'avevo vista, aveva perso la sua
aria dimessa. Virgil Adams mi aveva detto che quella donna
poteva cambiare aspetto a seconda delle necessit, ma
non mi aveva informato del resto. I capelli sciolti le incorniciavano
il viso, e una sapiente truccatura rendeva
gradevoli i suoi lineamenti. Il soprabito che indossava
quando l'avevo vista per la prima volta celava un corpo
che avrebbe valorizzato un bikini, ma questo che indossava
ora ne accentuava i meriti. Le rivolsi un sorriso di approvazione
e cercai di distogliere lo sguardo dalle sue gambe,
mentre mi sedevo sul bordo del letto.
Che cosa avete scoperto? le chiesi.
Non ebbe bisogno di consultare degli appunti. Nessuno
di loro lo fa mai. Hooker li ha visti uscire da un'altra
casa. Evidentemente, c' un sottopassaggio. James li ha
seguiti alla Chamberlain House...
Come ha fatto?
Uno dei nostri taxi con un cartello: Fuori servizio.
Bene.
Poi mi ha chiamato. Sono riuscita a entrare facendomi
passare per una cameriera. Gabin Martrel non  iscritto
nel registro delle presenze, ma alloggia l, in una stanza
situata nell'angolo nord-est del nono piano che  riservata
in permanenza alla Delta-Phoenix Tool Company. Ho
controllato e a quanto pare la ditta esiste realmente. Ha
degli uffici in parecchie citt del Sud e dell'Ovest, quattro
grandi fabbriche, e fornisce il governo di materiale per
l'aviazione e per le ricerche spaziali.
Annuii, riflettendoci sopra. Era una combinazione magnifica.
Quanti uomini ha attorno?
Due nella stanza. In uno degli addetti agli ascensori ho
riconosciuto un agente che prima faceva parte della Squadra
Narcotici alle dipendenze del Ministero del Tesoro.
Lo sar ancora, probabilmente.
Una delle cameriere del piano  armata di pistola.
Direi che anche lei  stata messa l apposta.
C' dell'altro?
Fine del rapporto, disse, incrociando le gambe. E
adesso che cosa devo fare?
Rimanete in contatto col Centro di Newark. Da ora
in poi  affare mio. Telefoner a Virgil perch richiami
voi e gli altri. Non credo di avere ancora bisogno di voi,
ma non si sa mai.
Mi diede uno sguardo di sottecchi coi suoi occhi verde
scuro e fece un sorrisetto malizioso. Virgil ha detto che
forse potevate aver bisogno di me adesso.
Per che cosa?
Non dovevate sposarvi oggi?
Accidenti, s.
Se dopo tanta ansiosa attesa la solitudine vi pesa a
tal punto da influire sul vostro lavoro, io posso prestarmi.
E molto bene, se volete saperlo. Meglio di tante
altre.
Non potei fare a meno di mettermi a ridere. Non parlava
per scherzo. Martin Grady  veramente gentile coi
suoi subordinati, ma fate sapere a chi si interessa tanto di
me, che io non soffro, non ho mai sofferto, e non comincer
adesso. Vi ringrazio, in ogni modo.
Si finse delusa. Credevo di aver trovato una tigre.
Forse un'altra volta, ma non ora. Non mi va il sesso su ordinazione.
Potrebbe essere divertente. Ultima opportunit.
Soltanto per ora  un'ultima opportunit, figliola. Un
giorno o l'altro, questa proposta ve la far io.
Va bene, Tiger Mann, rispose. Aspetter di sentirvi ruggire.
Quando ruggir, sar per sbranarvi, le dissi, accompagnandola alla porta.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Pioveva. Maledizione, sembra che a New York piova
sempre. Non molto: quel tanto di pioggerella che pu sconcertare
chi non se l'aspetta. Per lo meno, diradava la folla
nelle strade.
Davanti al Metropole, dove di solito c'era una coda che
bloccava il traffico, erano rimasti soltanto pochi perdigiorno.
Dentro, un autentico demolitore pestava sulla batteria
e un tale che dieci anni prima si era rovinato con l'alcool
per poi passare all'eroina, soffiava nella tromba. A quanto
sembrava, doveva essere ancora affezionato all'eroina. Erano
luoghi che per me non avevano pi alcuna attrattiva.
Me li ero lasciati alle spalle. Qualche isolato pi in l
c'era la Chamberlain House, e la mia vera attrattiva era l.
Il lavoro nella nostra organizzazione offriva un grande
vantaggio. Era una organizzazione formata da civili, ma
era dotata di un personale altamente specializzato e aveva
una tale dovizia di mezzi che non c'era nulla che non si
potesse comprare e nessuna offerta che non si potesse soddisfare.
Quando Martin Grady aveva creato questa organizzazione
extra legale, era stato mosso da amor di patria
e dal completo disprezzo per i mezzi con cui erano costrette
a operare le organizzazioni autorizzate, intralciate
da indecisioni politiche, dall'avidit dei singoli e da una
assoluta incompetenza. Noi eravamo i pi potenti, i migliori,
ma se qualcuno non avesse cercato di mantenere le
cose come stavano, l'America sarebbe stata distrutta da
quei bruti dalle mani pesanti che vivevano dall'altra parte
della siepe.
In questo caso feci uso della magia del dollaro, per
ottenere quello che volevo. Oscar McDowell era il capo
del personale di un vecchio albergo ben quotato e aveva
molte conoscenze nel suo ambiente in tutta la citt. Aveva
lavorato per noi anche altre volte e ci sapeva fare. Riusc
a ottenere quello che volevo in meno di un'ora: l'accesso
a una stanza al nono piano, il cui inquilino era a teatro e
non sarebbe tornato prima di mezzanotte. Enrie Bentley
mi fece un duplicato della chiave di riserva che potei restituire
al lift il quale l'aveva sottratta per me nel cassetto
del portiere.
Alla Chamberlain House notai subito - come prima di
me aveva fatto Ann Lighter - l'agente federale che fungeva
da addetto all'ascensore. Aspettai che fosse occupato
e presi l'ascensore di fianco al suo. Arrivato al nono piano,
voltai a sinistra verso il numero 937, e una volta tanto fui
fortunato. Era in direzione dell'angolo nord-est. Giunto
davanti alla porta, infilai la chiave nella serratura, entrai
e chiusi l'uscio a doppia mandata alle mie spalle. Consultai
l'orologio. Erano le dieci e venti. Fra venti minuti esatti
sarebbe cominciata l'azione.
Il Centro di Newark si era dato da fare perch due uomini
muniti di porto d'armi - tenuti in serbo per occasioni
come questa - inscenassero una lite nell'atrio dell'albergo,
per attirare l'attenzione del lift. Speravo che
si trattasse di due buoni attori. Versai nel letto un paio di
bicchieri d'acqua e poi chiamai l'inserviente del piano
perch mandasse una cameriera a cambiare le lenzuola.
Mi sedetti in una poltrona col giornale spiegato davanti al
viso e con la TV aperta a tutto volume.
Ci mise sei minuti buoni ad arrivare, e notai subito
qualcosa di forzato nel suo atteggiamento. Non aveva certo
i modi di una cameriera. E anche quella protuberanza alla
vita, che l'ampia uniforme non riusciva a celare, era strana.
Come donna poliziotto era una cameriera da strapazzo.
Era troppo ansiosa di ritornare al compito che le era stato
assegnato e ci avrebbe messo pi tempo del necessario a
rifare il letto.
Poco prima delle undici meno un quarto telefonai al
portiere; gli chiesi se il bar fosse ancora aperto e, dopo
aver avuto una risposta affermativa, lasciai sul tavolo una
banconota da cinque dollari per la cameriera e mi diressi
alla porta facendo in modo che lei non potesse guardarmi
in viso. Quando aprii la porta, feci a tempo a vedere due
uomini armati di pistola entrare precipitosamente nell'ascensore.
I due minuti seguenti furono i pi lunghi di tutta la 
notte. Troppo presto, e Martrel avrebbe sospettato qualcosa.
Troppo tardi, e i due uomini che erano scesi avrebbero
fatto ritorno. Quando finalmente bussai alla sua porta,
sentii i suoi passi nella stanza e lo scatto della serratura.
Non gli diedi la possibilit di richiudermi la porta in
faccia. Trattenni il battente col pugno nel quale stringevo
la calibro 45 e spinsi Martrel nell'interno della stanza.
Salve, Martrel, dissi.
Mi riconobbe. Lavorava ormai da molti anni nel controspionaggio
e uno dei requisiti pi importanti del mestiere
 quello di non dimenticare le facce del prossimo.
Per un momento il suo viso si irrigid, poi la paura ebbe
il sopravvento sugli altri sentimenti. Non capiva che cosa
stesse succedendo. Voi siete...
Non sono dei vostri. Non abbiate timore.
Ma allora...?
Avete parlato?
Non penso...
Anche gli altri non hanno pensato, lo interruppi.
Non sanno ancora quello che voi volete.
Chi siete? La paura sembrava accentuare la sua
inflessione straniera.
Sono un cittadino qualsiasi ma con degli obblighi speciali.
Mi sembra di capire che voi siete in possesso di
informazioni che potrebbero neutralizzare l'opposizione.
Siete qui perch volete dettare delle condizioni.
Non mi pare di averne poste. Il suo sguardo si spost
verso la porta.
Scossi il capo. Diciamo che io vi capisco, Martrel. Ho
avuto a che fare coi Rossi per tutta la vita. E cos, siete
passato dalla nostra parte. Siete qui ma ci non vuol dire
che non continuiate a nutrire per la vostra patria l'affetto
di sempre. Voi siete un sovietico e vi piace la cavezza.
Se aveste potuto scegliere, sareste rimasto con loro e avreste
continuato ad adottare i loro metodi. Ora siete passato
dalla nostra parte, ma ci non significa che stiate diventando
un traditore assoluto. Voi sperate soltanto di ottenere
l'asilo politico e di potervi fermare qui il tempo necessario
per portare a termine il vostro scopo.
Martrel socchiuse gli occhi e mi rivolse uno sguardo
diretto e accusatore. E, quale sarebbe il mio scopo.
Trovare Sonia Dutko. La ragazza di cui eravate innamorato.
Notai le gocce di sudore che gli imperlavano la fronte.
Il suo sguardo devi leggermente dal mio.
Continuai: La ragazza  un bersaglio. Daranno la
caccia a lei per fare pressione su di voi. Fa parte del loro
sistema, e voi lo sapete bene.
E allora che cosa devo fare?
Date il via alle confessioni, amico. Dite tutto quello
che vogliono sapere.
Martrel si torse le mani disperatamente, poi a un tratto
and verso la finestra. Non posso farlo. Mi rifiuto. Ho
chiesto l'asilo politico e me l'hanno concesso. Non mi
hanno chiesto altro.
Volete che la uccidano?
Martrel si volt di nuovo verso di me e ora aveva la
faccia lucida di sudore.
No! No, certamente no. Non c' nessuna ragione che
lei...
E allora il bersaglio siete voi, Martrel. Fintanto che
tacerete, voi rappresenterete un grosso bersaglio contro il
quale tutti i vostri compagni punteranno le armi. Parlate
e non avrete pi alcuna utilit se non per fornire un esempio,
forse; e io dubito che i Rossi vogliano sprecare un buon
assassino per mandarlo sulle vostre tracce. Adesso per dovete
fare la vostra scelta... tra l'amore per il vostro stupido
e maledetto paese e l'amore per Sonia Dutko. Se non vi
decidete finirete per perdere sia l'uno che l'altro.
Il mio discorsetto fu efficace. Era una decisione troppo
urgente e troppo importante. Si lasci cadere su una sedia
e si copr la faccia con le mani. Quando alz la testa disse:
Non posso... Non posso parlare.
Dov' Sonia, Martrel?
Scosse disperatamente il capo. Non lo so...
Se i vostri compagni si rendono conto che voi volete
quella donna, la uccideranno. O la terranno in ostaggio
finch non vi farete vivo, e cos uccideranno anche voi.
Martrel mi guard e si pass la lingua sulle labbra.
Se... se potessi essere certo... che lei  in salvo...
Le nostre organizzazioni possono rintracciarla.
No... le vostre organizzazioni sono sorvegliate. I sovietici...
hanno degli agenti anche nelle vostre file. Se lo
scoprissero...
Io l'ho scoperto, Martrel.
Voi non siete dei loro.
Diedi un'occhiata all'orologio. Ancora trenta secondi di
tempo. Se lei fosse in salvo, voi parlereste?
Martrel mi fiss, guard la pistola che per tutto il
tempo era stata puntata contro di lui, e finalmente annu:
Se lei fosse in salvo, rispose.
Girai alle sue spalle e, prima che potesse rendersi conto
delle mie intenzioni, lo colpii col calcio della pistola
nel punto sensibile dietro l'orecchio ed egli si afflosci sulla
sedia. Poi rimisi l'arma nella fondina, uscii e scesi due
piani servendomi della scala antincendi prima di chiamare
l'ascensore.
Quando arrivai nell'atrio, la lite inscenata dai due incaricati
di Newark stava per concludersi. Solo che ora c'erano
anche due agenti in uniforme e ogni cosa sembrava sotto
controllo. Uscii senza farmi notare, presi un taxi e
feci ritorno in albergo.
Chiamai Rondine ma non ebbi risposta.
Era veramente finita.
Al diavolo! Ma l'avevo detto anche prima.
Mi buttai sul letto senza spogliarmi, chiusi gli occhi e
pensai all'indomani. Plato, aveva detto Martin Grady. Una
chiamata mortale. Lui aveva avuto delle informazioni riservate
sulla importanza della situazione, ma non conosceva
la risposta finale, che toccava a me trovare. Se questa
risposta non saltava fuori al pi presto, qualcuno avrebbe
potuto schiacciare il bottone rosso o in qualche angolo
del mondo una guerra locale avrebbe dato il via alla grande
esplosione, e allora da qualche altra parte ci sarebbe
stata la grossa esplosione di rappresaglia, e cos via finch
il mondo intero si sarebbe ridotto in una grande massa
atomica in fusione.
Le informazioni in possesso di un uomo potevano arrestare
o ritardare la catastrofe, o concedere qualche vantaggio
alla nostra parte, per lo meno.
Non udii bussare la prima volta, ma quando il colpetto
si ripet, avevo gi la pistola in mano e mi ero messo
accanto all'uscio. Aprii e mi feci da parte, pronto a sparare
se qualcosa non mi fosse piaciuta. Avanti, dissi.
La porta si apr e alla luce del corridoio vidi di chi si
trattava. Richiusi la porta a chiave e rimisi la pistola nella
fondina. Salve amore, dissi a Rondine.
Aveva visto l'arma. Aveva visto l'espressione del mio
viso nell'ombra, e nel suo sguardo si leggeva chiaramente
la costernazione. Tiger...
Non la lasciai continuare. Come hai fatto a trovarmi?
Quando entr nella stanza, mi accorsi che il suo sorriso
era pallido e stanco. Un portiere troppo zelante. Sapeva
che avevi chiamato ripetutamente il mio numero e prima
di andarsene ha tentato di nuovo. Mi ha detto solo che un
certo Mr. Talbot mi aveva chiamato dal King Leopold e
che avrei potuto trovarlo l.
Per cose del genere, gente come me pu rimetterci la
vita, dolcezza. Perch sei venuta?
Rondine si sedette e si appoggi allo schienale della
poltrona. Non sono stata seguita. Ho fatto una certa pratica,
prima di venire in America, ricordi?
Pu darsi, cara, ma non conosci tutti i trucchi. Qualsiasi
specialista riuscirebbe a dartela a bere. E adesso bisogna
che io me ne vada da questo albergo.
Mi spiace, Tiger, disse, ma mi hai chiamato tante
volte.
Lasciamo perdere. Per un momento non mi resi conto
del mio tono tagliente, ma poi sorrisi per cercare di attutirne
l'effetto. Ci nonostante, la tensione persisteva e
lei se ne era accorta.
Rimasi l immobile a guardarla, a osservare l'incredibile
bellezza della donna che non molto tempo prima ero
stato sul punto di uccidere, che avevo creduto di odiare,
convinto di aver trovato in lei la vera Rondine che per
poco non mi aveva ammazzato. Anche ora sentivo il fuoco
del desiderio che mi nasceva dalle viscere, ed era una
cosa che non mi potevo permettere...
Mi hai privato della notte di nozze, Tiger.  una notte
che ho atteso molto a lungo. Per un po' ho cercato di
dimenticare.
Quando avverr, non te la scorderai pi. Ho cercato
di spiegarti...
Rondine scosse lentamente il capo, e i capelli color
mogano che le incorniciavano il viso si agitarono come
morbida seta. Tu hai qualcosa per distrarti. Tu puoi dimenticare
per un po' di tempo. Io non posso.
Senti, tesoro...
Prima che tu faccia quello che devi fare, io voglio la
mia notte di nozze.
Rondine...
So quello che accadr.  gi successo un'altra volta
e ora so molte cose su di te che prima non conoscevo.
Sorrise dolcemente, si alz con la grazia di un grande e
magnifico felino e si tolse l'impermeabile.
Sotto non aveva altro che una camicia da notte nera e
trasparente, riservata per quella notte. Il nylon la fasciava
come una seconda pelle e rendeva visibili persino le pulsazioni
del suo cuore. Quando si volt per andare verso il
letto, l'ondeggiare dei suoi fianchi e la curva delle sue cosce
furono un grande invito all'amore.
Tir indietro la coperta, si stese, pos la testa sul guanciale
e mi guard languidamente. Sapevo che cosa sarebbe
successo; il folle eccitamento, l'incredibile furia, e tutto il
resto. Lo sapevo perch gi in un'altra occasione l'avevo
posseduta, per salvarla. Ora lei voleva essere ancora mia
e io sapevo che, come l'altra volta, avrebbe fatto in modo
di rendermi impossibile un rifiuto.
Mi avvicinai, le sfiorai il viso, sapendo che cosa stavo
per fare.
Poi il telefono si mise a squillare.
Lascia perdere, disse Rondine.
Non posso, le risposi. Poi afferrai il ricevitore: Qui
Talbot.
Sono Ray Watts, Tiger. Mi avete detto di chiamarvi
non appena avessi saputo qualcosa, disse. Posso parlare?
Parlate pure, Ray.
Abbiamo ritrovato le tracce della Dutko da Sun Valley
fino a Los Angeles. Durante il tragitto ha cambiato
nome per quattro volte. Per un po' di tempo ha lavorato
in una ditta di apparecchi ottici collegata all'industria cinematografica.
Poi ha fatto da consulente tecnica per la
Casa Produttrice L.G., col nome di Helen Wells.
Perch ha cambiato nome?
Suppongo che non volesse pubblicit o che temesse i
suoi legami col passato. Per diversi anni  stata molto in
vista.
Ha parenti in Russia?
A quanto sembra, no.  una delle ragioni che le hanno
permesso di passare dalla nostra parte.
E adesso dove si trova?
Una settimana fa la Casa Produttrice ha terminato
un film e lei se ne  andata dicendo che si sarebbe presa
una vacanza. Mercoled scorso, una donna i cui connotati
corrispondono a quelli di Sonia Dutko ha preso il jet
delle 11,05 da Los Angeles diretto a New York senza
scalo. Io direi che ora dovrebbe trovarsi dalle vostre parti.
Volete che me ne occupi io?
No. Ci penser io e cos guadagneremo tempo.
Okay. Ora sentite... ho controllato i suoi amici. Alcuni,
a quanto pare abbastanza intimi, andavano a trovarla
regolarmente a Sun Valley, e tutti parlavano una lingua
straniera che probabilmente era il russo. Era molto affezionata
alla sua lingua madre, e io penso che sarebbe bene
condurre le ricerche nei quartieri popolari, mi spiego?
Ho capito.
Mentre si trovava a Sun Valley ha preso lezioni da
un esperto di tiro con l'arco che era nell'albergo.  diventata
molto brava nel giro di qualche settimana. Una atleta
nata. Potreste controllare anche in questa direzione.
Va bene. Era affiliata a qualche gruppo politico?
Vi ho letto nel pensiero, amico. Ho indagato anche
su questo punto e non ho trovato nulla. Varie associazioni
l'hanno interpellata, allo scopo di speculare sulla sua diserzione,
ma lei non ha mai accettato le loro proposte. Ha
cominciato a svolgere le pratiche per ottenere la cittadinanza
americana.
Sotto che nome?
Il suo.
Indirizzo?
Chuenga 165, a Los Angeles.
L'aspettano di ritorno?
Tra due mesi la Casa L.G. comincia un nuovo film
e lei dovrebbe trovarsi sul posto.  un soggetto sulle
Olimpiadi. Oltre a essere consulente tecnica, sar la controfigura
della protagonista. Avrebbero dato a lei la parte principale,
ma l'avevano gi promessa a una stella. E inoltre,
quella russa  uno di quei rari tipi che non aspira a diventare
una attrice famosa.
Io avrei dato un'altra spiegazione, ma preferii non dire
nulla.
Ray continu: Bill Copely ha ricevuto istruzioni di
proseguire le ricerche a New York, nel caso che io non
fossi riuscito a parlarvi e voi potete mettervi in contatto
con lui, nel nostro ufficio di laggi. Pu darsi che abbia
gi una pista. Abita in un appartamento della Settantesima
Strada Est.
Bene, Ray. Lo chiamo subito.
Riappesi, consultai l'elenco telefonico per cercare il numero
dell'Agenzia Watts e chiamai. Non mi aspettavo risposta,
e cos fu. Chiamai l'appartamento di Copely e quasi
subito qualcuno sollev il ricevitore. Una voce cauta
chiese: Chi ?
Bill Copely, per favore.
Chi parla?
Non ha importanza, sono affari dell'agenzia. Fatemi
parlare con Bill.
Certo, ma...
Lasciate perdere, amico, e riappesi. Tanto per essere
sicuro, chiamai Willy Gibbons al giornale e una volta
tanto lo trovai subito. Gli chiesi se fosse accaduto qualcosa
all'indirizzo di Copely.
Non ci mise molto. Il giornale era stato gi informato
a proposito. A quell'indirizzo c'era stato un suicidio col
gas. Il nome del morto era William Copely, trentasei anni,
celibe, impiegato dell'Agenzia Watts con sede a Los
Angeles. Ne aveva dell'altro, ma io lo ringraziai e tagliai corto.
Devi uscire di nuovo, constat Rondine.
Contro il mio desiderio, bambina, dissi.
Non volli guardarla. Presi il cappello e la giacca, controllai
se avevo due caricatori di riserva per la .45, misi
la Rollei a tracolla e me ne andai. Nel chiudere la porta
udii i suoi singhiozzi, e poi mi ritrovai di nuovo ai bordi della giungla.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Davanti alla casa c'era un discreto gruppetto di persone,
alcune in pigiama, altre in vestaglia, altre ancora vestite
sommariamente. Un agente in uniforme e un pompiere
impedivano agli inquilini di rientrare, in attesa che le esalazioni
di gas fossero del tutto scomparse. Nessuno pareva
gradire la situazione e i soliti curiosi non erano di grande aiuto.
Esibii la mia tessera di giornalista e riuscii a passare
attraverso lo sbarramento della polizia e a entrare nell'atrio.
Lo sbirro di servizio annu col capo quando gli mostrai
il documento e disse: Secondo piano. Ma siete arrivato
in ritardo. Quasi tutti gli altri se ne sono gi andati.
Ah, stavo facendo un altro servizio, dissi con noncuranza e entrai.
La porta dell'appartamento 2-C era spalancata, come
pure le finestre del corridoio, ma si notava ancora la puzza
del gas. Feci un cenno di saluto ad alcuni cronisti che stavano
interrogando un detective e entrai nella cucina dove
il cadavere, disteso per terra, era stato coperto da un lenzuolo.
Due inservienti dell'obitorio stavano caricandolo su
una barella. In un angolo, due pompieri e un altro detective
ridevano di qualcosa, completamente dimentichi della morte
che era a portata di mano. Per loro, era una vecchia storia.
Chiesi: Posso dare un'occhiata?
L'agente scroll le spalle, annu e riprese la sua conversazione.
Un inserviente scopr il corpo per permettermi
di guardare ci che era rimasto di Bill Copely. Non era
uno spettacolo molto attraente. Non lo  mai, -in casi simili.
Era disteso accanto alla cucina a gas, con un cuscino
sotto la testa e le mani incrociate sul petto.  buffo.
Quando si decidono a morire, vogliono mettersi comodi,
disse l'uomo indicando il cuscino. La scorsa settimana ne
abbiamo avuti altri due cos. Uno si era perfino fatto tagliare
i capelli e la barba e aveva messo i vestiti della festa
per risparmiare lavoro al necroforo.
Grazie.
L'uomo rimise a posto il lenzuolo, e il corpo di Bill
Copely fu portato fuori sulla barella. Il detective che stava
parlando coi pompieri mi si avvicin e chiese: Non fate
fotografie?
Non ne vale la pena. Come  successo?
Uno degli inquilini ha notato l'odore del gas e ha
chiamato. L'uomo era gi morto. Abbiamo tentato di tutto,
ma inutilmente. La solita storia.
Tirai fuori un taccuino e una matita e guardai lo sbirro.
William Copely, disse. Dai documenti che abbiamo
trovato risulta che faceva l'investigatore per l'Agenzia
Watts. Viene dalla California, credo. Gli inquilini non
ne sapevano molto sul suo conto e non siamo ancora riusciti
a metterci in contatto con l'Agenzia.
Si conoscono i moventi?
Certo. Prese dal tavolo una lettera senza busta. Una
lettera di congedo scritta da una certa Flo. Aveva rotto il
fidanzamento e si era sposata con un tizio di cui si era
improvvisamente innamorata. L'aveva tra le mani, quando
l'abbiamo trovato.
Mi mostr la lettera. Poche righe su un foglio di carta
comune. Non c'era n data n indirizzo, e il foglietto era
stato piegato e ripiegato numerose volte.
Gliela resi dicendo: Poveraccio!
Niente di nuovo. Si  sdraiato, dopo aver tappato le
fessure della finestra, e ha aperto il forno e tutti i fornelli.
Si  preso la briga di spegnere la lampada spia e cos ha
evitato un'esplosione. Si  invece dimenticato di spegnere
il televisore e a momenti l'esplosione avveniva lo stesso.
In genere, a questi pazzi non importa di provocare altre
morti. Per conto mio, preferisco quelli che si buttano in
un cortile.  pi sicuro per tutti.
Presi nota dei particolari, scrissi i nomi degli agenti e
chiesi: Vi spiace se d un'occhiata in giro?
Fate pure. Non c' molto. Gli abiti di uno scapolo e
nel frigo non c' di che sfamare un gatto. Viveva qui soltanto
da tre mesi e probabilmente consumava i pasti fuori.
Forse, questa  la prima volta che ha fatto uso della
cucina.
Non ci volle molto per farsi un'idea di Bill Copely. Il
classico scapolo, ma dato il tipo di persona che egli doveva
essere per poter lavorare alle dipendenze di Ray Watts,
l'idea del suicidio non mi persuadeva. Gli uomini che lavoravano
con Ray Watts erano ex poliziotti o ex agenti segreti
scelti per il loro equilibrio.
Vicino alla finestra c'erano i giornali che erano serviti
a tappare le fessure ed erano la sola cosa fuori posto. Tutto
il resto era in perfetto ordine. Sul cassettone della stanza da
letto c'era l'orologio, una manciata di spiccioli e un portafogli
aperto dal quale sporgevano dei biglietti di banca.
Il letto non era sfatto e mancava soltanto il cuscino.
Era un appartamento di due locali, col bagno che dava
nella stanza da letto. Il soggiorno, che comprendeva anche
la cucinetta, era arredato con due grandi poltrone, un
divano e un tavolo con quattro sedie di metallo e formica.
In un angolo del divano c'erano due piccoli cuscini; avvicinandomi,
notai tra le loro pieghe tre monete da un centesimo.
Misi in tasca il taccuino, salutai gli agenti e mi diressi
verso la porta. Gli altri inquilini stavano rientrando, e nel
passare allungavano il collo cercando di sbirciare nell'appartamento,
continuando a commentare l'accaduto.
L'agente chiese: Finito?
Non ho trovato nulla.
 quello che hanno detto anche gli altri. Non sempre
pu saltar fuori una storia interessante.
Sar per un'altra volta.
Prima di uscire, controllai la serratura che era stata
scardinata per entrare nell'appartamento. L'agente osserv:
Hanno dovuto ricorrere al sistema rapido. Per fortuna
non era una di quelle porte di metallo a prova di incendio
che si usano adesso.
Aveva tappato anche le fessure della porta?
Diavolo, dimenticano sempre qualcosa.
Proprio cos, assentii.
Telefonai al Centro di Newark dal tabaccaio all'angolo
e parlai con Virgil Adams. Gli dissi che avevo bisogno di
Ann Lighter, di Hooker e di James per compiere delle
indagini sulle mosse di Bill Copely prima della sua morte,
e lo informai degli ultimi avvenimenti. Poteva aggiungere
quello che gli avevo detto nel suo rapporto alla Centrale,
e cos avrei risparmiato tempo. Gli dissi che avrei cambiato
albergo e che gli avrei telefonato pi tardi.
Entrai al King Leopold dall'ingresso laterale, mi assicurai
che non ci fosse nessuno ad attendermi, presi l'ascensore,
e salii in camera mia. Girai la chiave nella serratura
e spinsi la porta accendendo contemporaneamente la luce.
Rondine non c'era pi.
Ma c'erano delle visite. Tre uomini seduti tranquillamente
che mi guardavano in silenzio e senza fumare. Uno di
essi aveva una pistola in mano.
Hal Randolph disse: Venite avanti, Tiger.
E Thomas Watford aggiunse: Accomodati, Mr.
Mann.
Erano tutt'e due capi della IATS e quando partecipavano
di persona all'azione era evidente che c'era qualcosa che
scottava. Il terzo uomo non lo conoscevo, ma ci voleva
poco a capire chi fosse. Uno della CIA, o della IATS o
di qualche altra organizzazione del genere. Era quello che
aveva in mano la pistola.
Randolph lasci che mi sedessi, poi fece un cenno al
giovanotto, che mise via la pistola. Chi  il vostro amico?
chiesi.
Cutter. Albert Cutter. Non vi siete mai conosciuti ma
lui sa tutto di voi.
Lo guardai: non sembrava che si trovasse a suo agio
seduto l. Era sulla trentina e probabilmente l'abito grigio
di taglio classico che indossava celava una buona muscolatura.
Il suo atteggiamento denotava istruzione, intelligenza
e un buon addestramento.
Forse posso dirvi questo, Mann, disse Randolph
con una fredda espressione di piacere dipinta sul viso,
dato che non siamo riusciti ad ottenere dal Congresso
un'inchiesta sulle attivit del vostro gruppo, e dato che
Martin Grady ha ottenuto un rinvio del dibattito grazie
alla sua influenza e ai suoi soldi, il comitato ha deciso
di tenere la vostra organizzazione sotto costante sorveglianza.
Non volete dire persecuzione, per caso?
La vostra interferenza non  gradita, Mann.
Gli rivolsi un sorriso. Mi spiace. Qualcuno deve pur
fare qualcosa per rimediare ai pasticci che certe volte voi
combinate.
L'aspetto politico...
Balle! Mi alzai in piedi di scatto e lo fissai negli
occhi. Sono stanco di tante fesserie. E con me, anche
molti altri. Ecco perch lavoriamo cos. Questo paese non
 stato fondato su un dannato governo piovra che consente
a dei rosicanti come Castro o a dei farabutti del Cremlino
di mangiarci vivi. Questo  un paese di borghesi, Randolph,
e sar bene che non ve lo dimentichiate. Quando
le cose si mettono male e i signori diplomatici non sanno
pi che cosa fare, e i politicanti hanno una paura matta
di interessarsi della faccenda per timore di pestare i piedi
a qualcuno e forse di non essere rieletti, allora interveniamo
noi. Ora, signori miei, ricordatevi di ci che vi dico e
fatelo sapere a tutti: noi ficcheremo sempre il naso dove
crederemo ve ne sia bisogno e faremo sempre ci che ci
sembrer necessario. Se qualcuno deve essere eliminato
per alleviare la situazione, saremo ben contenti di provvedere.
Siamo tutti degli specialisti ben addestrati e chiunque
potrebbe imparare molte cose da noi. Vi abbiamo tolto dai
guai pi di una volta, e uomini di prim'ordine hanno perso
la vita. Nessuno ci pu fermare. Nessuno. Ora veniamo al
dunque o andatevene.
Per un minuto, tanto Randolph che Thomas Watford
rimasero in silenzio, rossi di collera e prossimi a perdere
le staffe.
Alla fine, Randolph disse: E va bene, ma forse riusciremo
a fermare voi, Tiger. Forse elimineremo voi dal
giro.
In che modo?
Sapevo che cosa aveva in mente e che aveva buone probabilit
di segnare un punto a suo favore. Voi siete entrato
illegalmente in una stanza dell'albergo Chamberlain.
Ebbene?
Randolph continu: Gabin Martrel ci ha fatto una
descrizione accurata e vi ha riconosciuto in una fotografia.
Lo stesso dicasi per l'addetto all'ascensore. Martrel era
trattenuto in quell'albergo in attesa che il governo gli concedesse
ufficialmente l'asilo politico e nel frattempo era
sotto tutela. Il vostro intervento ha violato certi statuti.
Non vi sar facile provarlo.
Tuttavia vi possiamo trattenere abbastanza a lungo
da rallentare l'azione che voi vi proponete.
Sar una notizia interessante per i giornali.
Possiamo permetterci questo rischio.
Forse, ammisi.
Randolph fece un ghigno cattivo. E se ci provassimo,
Mann? Qualche giorno al fresco vi farebbe bene.
Ma anch'io ero in grado di sorridere. Non mi avete
fatto ancora la domanda.
Randolph aggrott le sopracciglia. Che cosa?
Non mi avete detto perch siete qui. Volete forse sapere
perch Martrel ci interessa?
E va bene, perch?
Perch Martrel non vi dir nulla e io credo che voi ne
siate convinto. Terr per s tutte le sue informazioni e
noi rimarremo seduti su una miniera d'oro senza poterci
entrare. Martrel non ha di che preoccuparsi. Voi non potete
fare nulla per obbligarlo a parlare.
Avevo colto nel segno e lui lo sapeva. La sua mente
parve passare in rassegna rapidamente tutti i fatti, alla ricerca
di qualcosa che lo rimettesse in posizione di vantaggio
nei miei confronti. Poi disse: Voi invece contate di
riuscirci. Non  cos?
Ci sono vari sistemi.
Li conosciamo. Avete lasciato delle notevoli tracce
dietro di voi in un mucchio di posti. Morti e feriti.
Ma hanno parlato. E poi, anche loro hanno fatto altrettanto.
Abbiate compassione di loro come ne avreste
per Hitler.
Non vi lasceremo agire coi vostri metodi.
Li guardai a lungo. Non ce n' bisogno.
Watford incroci le braccia e si appoggi allo schienale
della poltrona con fare indifferente. Che cosa stai cercando,
Tiger?
La stessa cosa che state cercando voi.
Se non ti spieghi meglio, ti leveremo dalla circolazione
per qualche giorno.
Non scherzavano e cos decisi di offrire loro un osso.
Dissi: Questa notte  morto un uomo; a quanto pare si
 suicidato col gas. Si chiamava Bill Copely e lavorava
come investigatore per l'Agenzia Watts. Nessuno sa di che
cosa si occupasse ultimamente, ma pu darsi che abbia scoperto
qualcosa a proposito di Martrel. Sarebbe bene controllare
se la serratura della porta  stata forzata ed esaminare
il corpo per stabilire se gli hanno praticato un'iniezione
di narcotico prima di lasciare che il gas lo uccidesse.
L'autopsia potrebbe rivelare che droga  stata usata, ma
deve essere fatta a regola d'arte perch l'anidride carbonica
contenuta nel sangue pu trarre in inganno. Io direi
che l'assassino ha aperto la porta, ha soffocato Copely
con un cuscino fino a fargli perdere i sensi, gli ha fatto
l'iniezione e poi ha preparato la scena del presunto suicidio.
I tre si scambiarono una rapida occhiata, cercando di
capire dove volevo arrivare.
La polizia ne sa nulla? chiese Watford.
Non mi sono preoccupato di chiederlo. Sono stato sul
luogo in veste di reporter.  affar loro scoprire queste
cose.
Come facevi a essere in contatto con quel Copely? Lo
conoscevi?
No. Mi ha telefonato lui e mi ha detto di sapere qualcosa
che forse mi poteva interessare a proposito del nostro
amico. Mi ha dato il suo nome e l'indirizzo e quando sono
riuscito ad andare da lui era gi morto.
Ma vi siete andato in veste di reporter, disse Randolph
prontamente. Che bisogno c'era di servirvi di una
copertura?
Lo faccio sempre, amico. Non posso permettermi di
correre troppi rischi. Non si sa mai a che cosa si va incontro.
Perch invece non cercate di andare a fondo su quello
che vi ho detto?
Randolph si alz e and al telefono.
Dissi: Mentre voi telefonate io vado a fare una doccia.
Vi spiace?
Fate pure.
Me la presi con comodo, feci scrosciare rumorosamente
l'acqua, poi mi asciugai e infilai gli slip. Quando rientrai,
Randolph stava riappendendo il ricevitore. Che cosa avete saputo?
Rispose tranquillamente: Hanno trovato il segno di
una puntura in una coscia.
Bene, questo pu essere il vostro punto di partenza.
Ora ne sapete quanto ne so io.
Thomas Watford si alz, imitato da Cutter. Forse. Se
ti sei sbagliato, torneremo qui.
Come avete fatto a trovarmi, questa volta?... Avete
pedinato Edith Caine?
Watford fece un sorriso acido e assent. S... la tua
Rondine. Non  stata abbastanza abile da far perdere le
sue tracce a Cutter. Ti consiglio di rimanere in citt.
Ne ho l'intenzione, signori. E ora, se volete lasciarmi.
Vorrei dormire.
Se ne andarono e soltanto Cutter si prese il disturbo di
salutarmi con un cenno del capo quando mi pass davanti.
Sapeva riconoscere a prima vista uno del suo stampo.
Io ammiccai e chiusi la porta alle loro spalle.
Ma non andai a letto. Feci le valigie, controllai che nel
corridoio non ci fosse nessuno e scesi dalle scale antincendio
fino nell'atrio. Non fu difficile svignarmela alla chetichella
dopo aver dato al lift una mancia di dieci dollari
perch si occupasse di tutto. Scesi all'albergo Brigham,
diedi il mio nome T. Mann e come indirizzo Columbia,
S.C. Poi telefonai a Ray Watts da un telefono pubblico,
gli raccontai che cosa era capitato a Bill Copely e gli raccomandai
di non parlare dell'incarico riguardante Martrel.
Se qualcuno avesse fatto delle domande, doveva rispondere
che Copely stava seguendo una pista di sua iniziativa.
Ray cap a volo e mi assicur che avrebbe fatto come
desideravo. Lo meravigliava il fatto che Copely non avesse
lasciato almeno un appunto. Io sapevo che sarebbe stato
inutile perquisire l'appartamento. Anche se Copely aveva
lasciato qualcosa dietro di s, l'assassino aveva avuto un
mucchio di tempo a sua disposizione per farla sparire. Non
c'era nulla da fare. Riappesi, tornai in albergo e mi buttai
sul letto. Era stata una giornata lunghissima. Comunicai al
Centro di Newark il mio nuovo recapito e mi addormentai.
Poteva telefonare, prima. Ma non lo fece. Buss alla
mia porta a mezzanotte in punto, interrompendo un folle
sogno e facendomi balzare verso la pistola che tenevo accanto
al letto. Quando aprii la porta mi comparve davanti
sorridendo e sulle prime non la riconobbi. Questa volta,
la ragazza dimessa si era trasformata in una donna di sogno,
coi capelli biondi raccolti a corona sul capo. Ann
Lighter era la donna pi diabolica che io avessi mai visto
o una esperta in fatto di travestimenti femminili.
Dissi: Entrate pure. Non sono vestito.
Con quella pistola in mano fareste un'ottima figura
sulla copertina di certe riviste.
Ann chiuse la porta dietro di s e entr nella stanza.
La Ditta Grady non vi permette di alloggiare meglio?
Senza dubbio io riesco a guadagnare meglio di voi. Sorrise
e si accomod su una poltrona. E smettetela di fare
il broncio.
Mi sono appena svegliato.
 ovvio. Ma io ero convinta che un uomo del vostro
talento non dormisse mai solo.
Concetto errato, bambina. Che cosa c'?
Ann scosse il capo e mi fece una smorfia. Mi hanno
detto che tipo siete e non volevo crederci.
Bambola, cercate di dirmi che cosa volete. Presi i
pantaloni e la camicia e cominciai a vestirmi. Ann non si
cur di guardare. Quella donna poteva infastidirmi senza
saperlo ed era bene che stesse attenta. Un giorno avrebbe
fatto un gesto sbagliato o detto una parola a sproposito
e avrebbe avuto la pi grossa sorpresa della sua vita, qualcosa
che non le era mai successo prima e che non le sarebbe
accaduto una seconda volta. Forse.
Da esperta come era, cambi atteggiamento in un attimo.
Disse: Dico tutto dal principio o volete un riassunto?
Solo un riassunto.
Bene. Tramite la Centrale abbiamo saputo che il vostro
amico Ray Watts aveva incaricato Copely di mettersi
sulle tracce della Dutko. Copely ha indagato all'aeroporto
e ha scoperto che una donna che corrispondeva alla descrizione
data aveva viaggiato sotto il nome di Helen Bell.
Ce l'ha confermato una hostess che l'ha riconosciuta, nonostante
il nome diverso: conosceva tutta la storia e pensava
che volesse viaggiare in incognito. All'aereoporto ha
preso un taxi...
Rintracciato l'autista?
Certo. L'ha portata all'albergo Shrevesport, nei pressi
della Trentesima, e a questo punto si perdono le tracce.
Non risulta alloggiata in quell'albergo e tra le clienti non
c' nessuna che le assomigli.
Un bel lavoro, per una sola notte.
 una Operazione Plato, mi ricord.
Avete controllato gli alberghi delle vicinanze?
Tutti.
Taxi?
Il pi possibile. Non abbiamo ancora finito. Se ne
stanno occupando Hooker e James.
E Bill Copely?
Non si sa nulla sul suo conto. O ha continuato a seguire
le tracce della Dutko o ha rinunciato anche lui a
questo punto ed  tornato a casa. Propendo per quest'ultima
versione.
Presi l'elenco telefonico, trovai il Shrevesport e poi guardai
nell'elenco categorico. Era un albergo per sole donne,
con ogni probabilit uno di quei posti per ragazze in cerca
di lavoro.
Sonia Dutko non sarebbe mai andata in un posto cos
economico, le dissi.
 quello che abbiamo pensato anche noi. Avr detto
all'autista di condurla l e poi avr preso un altro taxi.
Dove sono James e Hooker in questo momento?
Hanno preso una stanza all'albergo Taft. Si danno il
turno e mentre uno dorme, l'altro continua a cercare.
Vedr che cosa hanno trovato. Nomi falsi?
No.
Bene. E ora che cosa contate di fare?
Ann sorrise, si alz e cominci a spogliarsi. Ho una
passione per il letto caldo, Tiger. Io... non ho avuto tempo
di trovarmi un albergo e cos rimarr qui a dormire. Vi
spiace?
Fate come volete, dissi.
Prima che io avessi potuto infilarmi la giacca lei si era
gi tolta la camicetta e io mi stavo chiedendo che cosa
diavolo mi avesse fatto pensare a lei come a un tipo
dimesso e innocuo. Aveva uno dei seni pi sodi che io avessi
mai visto. Ann mi rivolse un'occhiata birichina e provocante.
Non volevo vedere altro, ma lei non mi rese le cose
molto facili.
Tanto per stare al gioco, tornai a guardarla mentre le
sue dita facevano scorrere la cerniera lampo della sottana.
Dissi: Non sprecate i vostri trucchi, dolcezza.
La sua risatina era un po' rauca. Non ho ancora sentito
il vostro ruggito, Tiger.
Quando lo sentirete, morirete di paura, risposi.
Fremo dall'impazienza, disse infilandosi nel letto
nuda.
Assistendo alla metamorfosi di quella donna credetti di
intuire che cosa poteva essere successo. Mi feci portare da
un taxi all'albergo Shrevesport e mi diressi al banco dove
un paio di formidabili matrone stavano a guardia degli
spalti contro il pericolo dell'assalto da parte degli uomini.
Mi rivolsero uno sguardo ostile che significava che avevano
visto un uomo e che ogni uomo era il diavolo.
Quella dai capelli grigi tirati sulla nuca disse: S?
e attese.
Vorrei vedere il vostro registro con gli arrivi dell'altro
ieri notte.
Perch?
Sto cercando una persona. Probabilmente non si 
servita del suo vero nome.
Il suo sorriso era acido e sardonico. Mi spiace, ma
non  possibile.
Troppi uomini si lasciano sopraffare da tipi del genere.
Troppi uomini, condizionati da un matriarcato prepotente
e da una ferrea autorit domestica, si lasciano debellare
proprio dallo sguardo che quella donna mi stava lanciando.
Ma io sono diverso. Quei tipi non mi fanno paura. Se
vogliono ottenere qualcosa da me, sanno benissimo come
devono comportarsi.
Mi appoggiai al banco ostentando tutta la sfrontatezza
di cui ero capace e quando la donna mi guard, comprese
benissimo che cosa esprimeva la mia grinta. Dissi: Vi
piacerebbe avere dei guai?
Badate...
State zitta. Rispondete soltanto alla mia domanda.
Se voi credete...
Credo di potervi rompere il muso molto in fretta e il
fatto che voi siete una donna non baster a impedirmelo.
Credo di poter buttare all'aria in un attimo questo posto,
e se ne volete una prova, tanto peggio per voi.
Nel suo sguardo era scomparsa ogni traccia di ostilit.
Era solo spaventata. Mi rivolsi all'altra donna. Se toccate
quel telefono, vedrete quello che succeder. Ubbidite e
andr tutto bene.
Le due donne diventarono immediatamente due vecchie
signore dall'aria stanca che si passavano nervosamente la
lingua sulle labbra, aspettando che fosse l'altra a fare
qualcosa. Ma nessuna delle due riusciva a muoversi. Alla
fine, la prima annu, tir fuori uno schedario da sotto il
banco e me lo mise davanti.
In quella notte erano arrivate nove persone. Quattro
avevano dato il cognome del marito, ma le altre, avevano
omesso qualsiasi riferimento al loro stato civile. Mi feci
dare una descrizione di ognuna di quelle donne. Dovettero
mettercela tutta per ricordare, ma alla fine ce la fecero.
Solo tre di loro potevano avere qualcosa in comune con
Sonia. Ma di quelle tre. due erano brune e una rossa. Non
c'era nessuna biondo cenere.
Ma noi viviamo nell'epoca delle parrucche e una donna
non ha bisogno di molto di pi per cambiare aspetto. Presi
nota mentalmente dei numeri delle tre camere, misi sul
banco una banconota da cinquanta dollari per placare l'ira
delle due vecchie e restituii loro lo schedario. Grazie per
la vostra collaborazione. Vi consiglio di dimenticare di
avermi visto. Capito?
Rimasi l finch le due vecchie annuirono, e quando una
di loro afferr la banconota, seppi che ero stato dimenticato.
Ma fuori qualcuno non mi aveva dimenticato. Notai lo
strappo sul fianco della mia giacca e, pur non avendo sentito
alcun rumore, mi resi conto che da qualche parte nella
notte era stato esploso un proiettile contro di me. Mi tuffai
verso le automobili parcheggiate vicino al marciapiede e
tolsi dalla cintura la .45. Alle mie spalle qualcosa colp il
selciato e rimbalz nel buio, io mi trascinai tra due macchine
e mi rannicchiai, aspettando il seguito.
I due spari erano partiti da una pistola munita di silenziatore
sulla mia sinistra, ma l'assenza del lampo mi aveva
impedito di individuare la posizione del mio attaccante.
Sapevo che non aveva sparato da una finestra, perch il
secondo colpo era rimbalzato troppo rasente al suolo.
In quel momento, uno scoppio di risate annunci un
gruppo di ragazzi rumorosi e gesticolanti che uscivano da
una casa. La strada cominci ad animarsi. Due taxi si
fermarono per far scendere dei passeggeri, pass una macchina
della polizia con la sirena a mezzo volume, e un gruppetto
di persone svolt l'angolo e si diresse alla mia volta.
Mi alzai lentamente, misi via la pistola e, strisciando
accanto alle macchine in sosta, mi diressi a ovest verso il viale.
In quella notte ero riuscito a provare due cose. Primo,
Sonia Dutko era in quell'albergo e loro la stavano braccando.
Se fossero riusciti a prenderla come ostaggio,
Gabin Martrel non avrebbe mai fatto alcuna rivelazione.
Secondo, ero sempre sulla lista nera A dei sovietici;
ero stato riconosciuto. Ora bisognava vedere chi sarebbe arrivato per primo da lei.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Ora avrebbero agito rapidamente, sapendo che io ero
sulle sue tracce. Probabilmente avrebbero chiesto delle
istruzioni, ma se fosse stato necessario si sarebbero mossi
in forze e l'avrebbero eliminata subito.
Mi spiaceva dover causare tante noie alla citt, ma non
c'era un sistema pi efficace per isolare completamente
l'edificio. Trovai un telefono in un emporio a qualche passo
pi in l, chiamai i pompieri, e con voce isterica e allarmata
dissi che da una finestra dell'ultimo piano del
retro dell'albergo Shrevesport usciva una densa nube di
fumo. Per ottenere un risultato pi rapido ruppi il vetro di
un segnale d'allarme e premetti il pulsante, poi attraversai
la strada, fermai un taxi e mi feci portare al Brigham.
Prima di aver percorso due isolati sentii le sirene dei pompieri
e sorrisi tra me. Oltre ai pompieri anche gli sbirri sarebbero
comparsi sulla scena, e qualcuno di loro si sarebbe
fermato per le solite indagini. E cos, nessuno sarebbe potuto
entrare finch gli agenti non se ne fossero andati.
Ann non mi sent entrare nella stanza. Era distesa bocconi
sul letto, immersa in un sonno profondo. Le lenzuola
la coprivano solo in parte. Mi sedetti sul bordo del letto
e le passai un dito sulla spina dorsale; poi le massaggiai
la nuca finch lei si mosse sorridendo di piacere.
Ann...
Lei mugol piano e io continuai a massaggiarle la
schiena.
Ehi, ragazza, svegliati.
Come una bambina, pieg le gambe e si gir da un
lato. Sorrisi, le appoggiai un dito contro le costole e dissi:
Mani in alto!
Allora si svegli rapidamente, spalancando gli occhi in
uno sguardo di costernazione per essere stata colta alla
sprovvista, e in quel momento di dormiveglia, non avendomi
ancora riconosciuto, in lei non c'era altro che odio.
Poi cap e disse: Maledizione...
Mi spiace, cara. Ma dovevo svegliarvi. Sono riuscito
a sapere dove si trova Sonia Dutko e ho bisogno del vostro
aiuto.
Ann Lighter si svegli del tutto, salt fuori dal letto incurante
della propria nudit e cominci a vestirsi. Io mi
avvicinai alla finestra e guardai fuori. Anche a quell'ora,
la citt era come una piovra, coi tentacoli di luce che scendevano
ondeggiando sulle file di case, quasi alla ricerca
di qualche preda.
Che cosa  successo?
La Dutko  alloggiata in quell'albergo. Il Shrevesport.
Si deve essere messa una parrucca scura e si  registrata
sotto falso nome. Ci sono tre donne che corrispondono alla
sua descrizione: Roberts al numero 511, Hopkins al 300
e Grace al 434. La tenevano sotto sorveglianza dal di fuori
e hanno tentato di uccidermi. Ho azionato il segnale
d'allarme per gli incendi e a quest'ora il luogo deve essere
pieno di pompieri e di sbirri. Nessuno potr uscire o entrare,
e particolarmente nessun uomo, per cui bisogna che
ci andiate voi.
Ann assent.
Presentatevi come una forestiera e cercate di avvicinare
le tre donne. Se vedete Sonia, la riconoscerete di
certo.
Siete sicuro che chi sorvegliava dal di fuori non fosse
una donna?
Penso di no, ma se il mio attentatore fosse una donna,
sarebbe in vantaggio su di voi. Io vi protegger dal
di fuori e cercher di fare in modo di entrare.
Ho capito. Ora potete voltarvi.
Si era rivestita, ma in quei pochi attimi, sistemandosi i
capelli e ritoccandosi la faccia, si era trasformata nella tipica
donnetta che frequenta gli alberghi riservati esclusivamente
alle donne.
Avreste dovuto fare l'attrice, osservai.
L'ho fatta, a suo tempo, rispose.
E allora perch siete entrata in questo gioco pericoloso?
Ann sorrise, si avvicin a me e mi diede un colpetto
affettuoso sulla guancia.  una storia lunga, Tiger. un
giorno o l'altro ve la racconter in privata sede.
Sar lieto di sentirla. Il suo sorriso si spense lentamente.
Chiese: Istruzioni speciali?
Cercate di non esporvi. Ricordatevi che io sar vicino.
Se ci riuscite, portate via Sonia Dutko senza farvi scorgere.
Quell'albergo deve avere diverse uscite.
Vedr di farcela.
Conoscete qualche posto sicuro dove portarla?
Sar forse meglio che me lo indichiate voi.
Presi un foglio di carta e scrissi l'indirizzo di una pensione
della quale mi ero gi servito altre volte, in un
rione un po' malfamato della citt. Il padrone di quella
pensione aveva un debole particolare per il denaro di Grady.
Scrissi la parola d'ordine che le avrebbe permesso di
avere libero accesso e firmai. Le consegnai il foglio e dissi:
Sar sufficiente che gli facciate vedere questo.
Ann prese il foglio, lo pieg e lo infil nel seno. Datemi
cinque minuti di vantaggio, disse.
Va bene.
Scesi nell'atrio, presi un giornale e lo scorsi in attesa
che il tempo passasse. Nella seconda pagina c'era un articolo
che riguardava Gabin Martrel. Era stato ricoverato
al City General Hospital perch colto da un leggero malessere
di natura gastrica, ed era stato trattenuto in osservazione.
Lessi attentamente, ma mi parve di notare lo
stile di un comunicato preparato appositamente per la
stampa.
Poteva trattarsi di un sistema geniale per tenere Martrel
sotto controllo automaticamente.
Ma poteva anche trattarsi di qualche cosa d'altro.
Tirai fuori una moneta da dieci cents, ripescai nella memoria
il numero telefonico della Thomas Watford, Import-
Export, e chiamai. Dopo essermi annunciato, mi passarono
subito Watford che con voce cauta mi chiese: Che
cosa vuoi, Mann?
Informazioni.
Ti suggerirei di venire qui.
Perch? L'uomo che mi pedinava per conto tuo ha
perso le mie tracce?
Watford bestemmi sottovoce.
Continuai: L'autopsia ha confermato che Copely  stato assassinato, non  cos?
Vogliamo parlarti proprio di questo.
Naturalmente. Ma prima voglio delle informazioni.
Watford non rispose e io continuai: Come hanno fatto
ad avvelenare Martrel?
Tiger...
Senti un po' amico; ti ho dato Copely. Bene, ma vi
manca il movente. Io vi ho suggerito soltanto che pu
darsi ci sia una relazione con Martrel. Dammi l'informazione
che voglio e forse ti dar un punto di partenza.
Maledizione, Mann...
Smettila di cercare di scoprire da dove chiamo. Tra
trenta secondi non sar pi qui, comunque. Rispondimi.
Ci mise qualche secondo, ma poi si decise. S, hanno
tentato di avvelenarlo. Non abbiamo nessuna traccia. L'unica
cosa che sappiamo  che il cameriere che gli stava portando
da mangiare in camera si  fermato un momento per
dare delle indicazioni a due clienti che non sono stati
identificati. Mentre il cameriere stava parlando con uno di
loro, l'altro deve aver avuto il tempo di avvelenare i sandwich.
E adesso come sta?
 fuori pericolo. E ora parla tu, Tiger.
Tra non molto, dissi, e riappesi.
Quando raggiunsi l'albergo Shrevesport, un quarto d'ora
dopo, l'ultimo furgone dei pompieri stava andandosene.
Rimanevano tre macchine: due della polizia e l'auto rossa
dell'ufficiale dei pompieri. Uno degli agenti stava parlando
con alcune persone, cercando inutilmente dei testimoni.
In genere, quelli che fanno funzionare il segnale d'allarme
rimangono sul posto per godersi lo spettacolo, e quindi
potevo essere sicuro che tutti i presenti sarebbero stati
interrogati.
Mi seccava di dover abusare della tessera di giornalista,
ma era il sistema pi sicuro e pi diretto. Mi avvicinai all'autista
in uniforme della macchina rossa, gli feci vedere
la tessera, ma l'uomo scosse la testa.
Un falso allarme. Non  successo nulla.
Hanno azionato l'allarme stradale?
S... hanno anche telefonato.  un sistema un po' insolito. In genere, fanno funzionare solo l'allarme.
Uno degli sbirri si avvicin con l'ufficiale dei pompieri.
Mostrai loro la tessera. L'agente disse: Potete tornare a
casa tranquillo.  stato un falso allarme.
Qualche traccia?
No.  il secondo in una settimana, in questo rione.
Deve essere qualche ubriaco o qualche monello.
Diamine, gi che mi trovo qui, potrei scrivere qualcosa
a proposito... Ne verrebbe fuori almeno una colonna,
se la prendo per il verso giusto.  un albergo per donne
questo, no?
Strettamente riservato.  impossibile che un uomo riesca
a varcarne la soglia. Con quelle due megere che montano
la guardia, non c' bisogno n di fossati n di ponte
levatoio.
Annuii e poi dissi: Avete parlato con le clienti?
No, perch?
Stavo pensando a una cosa. Le donne combinano di
queste mattane, certe volte, soprattutto quando la solitudine
le opprime. Supponete che una di loro abbia voluto
animare un po' l'ambiente, tanto per vedere un po' di uomini
in giro.
L'ufficiale dei pompieri e lo sbirro si scambiarono un'occhiata.
 un'idea, disse l'ufficiale. Anche l'anno scorso
 successo qualcosa di simile in un ricovero di vecchi.
Dobbiamo controllare? chiese l'agente.
Certo, rispose l'altro.
Vi spiace se vengo anch'io?
No, venite pure. Un po' di pubblicit potrebbe essere
efficace per far cessare questi scherzi. Specialmente se qualcuno
finisce in prigione.
Voltai la schiena al banco e mi misi a parlare con uno
degli sbirri mentre l'ufficiale dei pompieri si intratteneva
con le due megere. Era abbastanza irritato da non ammettere
repliche e ordin loro di stare quiete e di non avvisare
le clienti. Un agente rimase sulla porta d'ingresso e
un altro fu messo di guardia all'uscita posteriore.
Passammo da una stanza all'altra seguendo la solita
prassi. Ci volle parecchio tempo, ma non c'era modo di
fare pi in fretta senza destare sospetti. A me interessavano
soltanto le stanze 300, 434 e 511. Un'ora e mezzo pi tardi
arrivammo alla 300 e trovammo la Roberts. Come
corporatura poteva anche sembrare Sonia Dutko, ma aveva
una faccia da infarto e inoltre parlava con un solido
accento americano.
Quando arrivammo al piano superiore, fermai l'agente
e gli proposi: Possiamo fare pi in fretta se io visito
qualche stanza per conto mio, invece di venire con voi.
L'impazienza ebbe il sopravvento. Quello mi fece un
cenno di assenso e io proseguii lungo il corridoio fino all'angolo
e cominciai coi numeri pari. Interrogai le ospiti
di sei stanze e finalmente arrivai al 434. Bussai, ma non
ottenni risposta. Dopo aver ritentato pi volte, sempre inutilmente,
mi rivolsi a una cameriera che mi stava osservando
dallo stanzino della biancheria e le dissi: Apritemi
questa porta.
La donna aveva assistito alle nostre mosse e mi ubbid
senza discutere, tornando a rifugiarsi subito dopo nel suo
sgabuzzino.
Non trovai la ragazza che aveva firmato il registro col
nome di L. Grace.
Ma trovai Ann Lighter. Giaceva per terra, col collo spezzato
e con ancora negli occhi l'orrore della morte. Sembrava
fissare il muro con uno sguardo di terrore, aveva il
viso tumefatto e una vasta ecchimosi sulla pelle.
Troppe volte avevo visto la morte perch quello fosse
uno spettacolo inusitato per me, eppure non riuscii a reprimere
un accesso di furore. Per un momento fui colto
dal desiderio di fare a pezzi qualcuno, ma mi ripresi.
Il cadavere di Ann era gi freddo. Lo perquisii rapidamente,
trovai la pistola calibro .25 che lei portava in una
fondina di pelle, e me la misi in tasca. Poi cercai il biglietto
che le avevo dato.
Era sparito. La finestra della stanza era aperta e fuori
c'era una scala antincendio.
Non mi preoccupai di frugare nella sua borsetta. Non
c'era tempo e poi sapevo che Ann non avrebbe conservato
nulla che la potesse mettere in relazione col nostro gruppo.
Uscii, senza toccare nulla, chiamai sia l'agente che il
pompiere, e quando i due uomini mi raggiunsero li invitai
a entrare.
Mentre l'agente si dava da fare, io non mi mossi. Quando
egli alz la testa e mi chiese: Avete toccato nulla?
io scossi il capo.
Che cosa  successo?
Gli spiegai come erano andate le cose e poi chiamai la
cameriera perch confermasse la mia dichiarazione. La
donna entr, diede un'occhiata al cadavere sul pavimento
e cadde in deliquio con un grido soffocato.
Sentite, dissi, posso telefonare o devo aspettare?
Questo potrebbe essere un colpo sensazionale per me.
Prima o poi lo si verr a sapere, disse l'ufficiale dei
pompieri, evidentemente inorgoglito dal fatto che io gli
avessi chiesto il permesso.
Tesi una mano verso il telefono. L'agente esclam:
Non toccatelo!
Scusate, telefoner dall'atrio. Volete che chiami la
Centrale per voi?
Scosse il capo. No, telefoner dalla camera accanto.
La vecchietta che ci abita sar felice di sentire la notizia.
E cos riuscii ad andarmene con la stessa facilit con
cui ero venuto. Di una cosa ero certo: qualcun altro avrebbe
avuto il collo spezzato, quando fossi riuscito a rintracciarlo.
O a rintracciarla. E in questo ultimo caso, i miei
pensieri erano rivolti a Sonia Dutko. Non riuscivo a capire
come un uomo avesse potuto entrare in quel luogo;
ma se la Dutko era una campionessa olimpionica poteva
anche avere la forza di spezzare il collo a Ann. Be', non
sarebbe stata la prima donna che io avrei fatto fuori.
Tornai al Brigham, chiamai il Centro di Newark e poi
spedii un rapporto direttamente a Martin Grady. Un'altra
telefonata fece sospendere le ricerche a James e a Hooker.
D'ora in avanti mi sarei occupato personalmente della
faccenda e non volevo altri aiuti. Due erano morti, uno
era stato avvelenato, una quarta persona era irreperibile:
l'Operazione Plato era scattata. Uccidere o essere ucciso.
La salvezza del paese era in gioco.
Ma al diavolo la sicurezza o il rischio di essere ucciso.
Non riuscivo a pensare che all'ineffabile piacere di avere
tra le mani chi aveva ucciso Ann Lighter, e sapevo che
avrei trovato quella persona a qualsiasi costo. Mi addormentai,
desiderandolo con tutte le mie forze.
I giornali del mattino parlavano di Ann come di una
certa Mrs. Romero di Patterson, New Jersey. Aveva preso
alloggio allo Shrevesport, stanza numero 727. Fino a quel
momento non si era stabilito alcun rapporto tra l'irreperibile
Grace e Mrs. Romero. La polizia supponeva che l'assassino
fosse un uomo, ma la presenza di eventuali uomini,
ad eccezione dei pochi inservienti, che erano sorvegliatissimi,
era stata messa fuori discussione dalle direttrici
dell'albergo. Il delitto era ancora avvolto nel mistero.
Sfogliai il giornale senza trovare altre notizie riguardanti
l'accaduto, ma mi soffermai su un trafiletto in quarta
pagina. Il cadavere ripescato dal fiume era stato identificato:
si trattava di un marinaio di nome Clement Fletcher
e l'autopsia aveva rivelato che egli era ubriaco fradicio al
momento della morte. Era stato visto in una mezza dozzina
di bar dalle parti dei moli e doveva essere caduto in acqua
mentre cercava di tornare a bordo per coricarsi.
Di bene in meglio. L'ometto che non sarebbe pi andato
a Perdes col suo contatore Geiger era stato eliminato.
Io gli avevo tolto ogni speranza e lui aveva cercato di annegare
i suoi dispiaceri nell'alcool riuscendo soltanto ad
annegare se stesso nel fiume. Sarebbe stato meglio non
averlo aiutato a ricuperare il suo malloppo a Panama.
Maledizione, tutti coloro che si avvicinavano a me finivano
male. Ed era finito male anche un matrimonio.
Buttai via il giornale e in quel momento suon il telefono.
Risposi. S? e la mia voce aveva un suono roco
e stridente.
...  Mr. Tiger Mann? La voce femminile all'altro
estremo della linea aveva uno strano accento.
Invece di rispondere, chiesi a mia volta: Chi parla?
Tiger Mann? ella insistette.
S. In persona.
Io sono... Sonia Dutko. La voce era esitante, timorosa,
e la donna parlava come se non volesse farsi sentire.
Respirai a fondo e ritornai alla normalit. Il mio era un
lavoro che non ammetteva complicazioni personali. Ann
Lighter era morta. Ora bisognava vedere di che cosa si
trattava.
Dove vi trovate? chiesi.
La vostra amica... quella donna... mi ha dato un
indirizzo e un foglio da consegnare a una persona. Sono
andata. Ho letto sul giornale che nella mia camera allo
Shrevesport  stata trovata una donna morta. Credo che
si tratti della vostra amica.
Come avete fatto a trovarmi?
Il foglio. Portava l'intestazione del vostro albergo e
in fondo c'era il vostro nome. Fece una pausa e riuscii
a sentire il suo respiro. Ho paura di tornare. Non so che
cosa fare.
Dove vi trovate ora?
All'indirizzo che era scritto sul foglio. Vi chiamo da
l.
Non muovetevi. Non parlate con nessuno e non lasciate
entrare nessuno nella vostra stanza finch non arriver
io. Se volete mangiare qualcosa, il padrone della pensione
se ne incaricher.
Verrete?
S.
Non c'era alcun dubbio che sarei andato da Sonia
Dutko.
Riappesi, afferrai la giacca, ma prima di poterla indossare
ci fu un colpetto alla porta seguito da altri due in
successione. Quando aprii, James e Hooker vennero dentro.
diedero un'occhiata in giro per forza d'abitudine, e
poi quest'ultimo disse: Siete nei pasticci, Tiger. La polizia
sta controllando tutti gli alberghi della citt in cerca
di voi.
Perch?
Le due vecchie dello Shrevesport, sconvolte per la
morte di Ann, hanno descritto l'uomo che ha controllato
lo schedario delle presenze. Per caso, l'agente al quale le
due donne hanno parlato  lo stesso con cui voi avete
collaborato nell'interrogatorio delle clienti. Poi hanno scoperto
l'identit di Ann, confrontando le sue impronte digitali
con quelle registrate al tempo in cui lei lavorava in un
locale notturno qui a New York. Un reporter astuto si 
ricordato che Ann aveva gi fatto parlare di s in un caso
dove era coinvolto anche Martin Grady e cos quei cervelloni
sono arrivati fino a voi.
La IATS  intervenuta?
Il Centro di Newark ci ha incaricato di dirvelo. La
CIA ha mobilitato una squadra e altre organizzazioni hanno
messo a disposizione i loro uomini. Non sono ancora
arrivati in questa zona e avete il tempo di svignarvela. Noi
ci occuperemo del conto e di tutto il resto. Martin Grady
ha telefonato personalmente e ha detto che voi dovete
continuare secondo le istruzioni.
Si sa qualcosa di Gabin Martrel?
Si trova sempre al City General.
Okay e grazie. Se dovessi aver bisogno di voi, ve lo
far sapere tramite Newark. A quest'ora la polizia dovrebbe
avere la mia fotografia e quindi  meglio che rimanga
per tutta la giornata in un cinema e che cominci
a muovermi quando sar buio. Voi state in guardia.
S, signore. Abbiate cura di voi.
Non potei impedirmi una smorfia soddisfatta e, preso il
telefono, chiamai Thomas Watford. Gli dissi: L'assassinio
dell'albergo Shrevesport, amico... riguarda la faccenda
Martrel. Ann Lighter era una dei nostri, infatti. Aveva
ripreso le indagini che erano state interrotte dalla morte
di Copely ed  stata sorpresa dalla stessa banda che sta
cercando di liquidare il vostro amico disertore.
Che cosa stava cercando, Mann?
Feci una risata. Invece di dirvelo, far qualcosa di
pi: ve lo mostrer tra breve. Quando riappesi egli stava
ancora bestemmiando.
Scelsi un cinema di Times Square e vi rimasi per dieci
ore. Approfittai per concedermi qualche ora di sonno, ma
anche cos fu una giornata interminabile. Quando uscii era
gi notte. Mangiai in fretta un sandwich e poi mi feci portare
da un taxi nel laboratorio di Ernie Bentley.
Ernie era al corrente di tutti i particolari fino a quel
momento, ma come tutti i tecnici di questa nostra attivit,
il suo interesse non superava i limiti delle sue competenze.
Fece ci che gli richiedevo... mi trucc in modo tale da
alterarmi i lineamenti e da rendermi irriconoscibile a prima
vista. Lasciai il mio vestito e indossai una giacca di
tweed e un paio di pantaloni di flanella piuttosto sciupati,
per essere in carattere con gli abitanti del rione nel
quale avevo intenzione di recarmi. Poi gli feci controllare
il funzionamento della .45.
Ernie disse: Mi spiace per Ann.
Gi.
La polizia ha detto che l'assassino deve essere dotato
di forza non comune.  morta immediatamente.
Mi guard, aspettando la mia risposta. L'hanno presa
in trappola in qualche modo, continu Ernie. Le avevo
consegnato una pistola automatica, quando le  stata affidata
questa missione.
La troverai nella mia valigia.
E aveva molta esperienza... continu Ernie.
Noi tutti siamo degli esperti, Ernie. Ma  sufficiente
commettere un solo errore.
E quindi, in una situazione normale, lei ce l'avrebbe
fatta. Come ha potuto cadere in quella trappola?
Non lo so ancora, risposi. Ho una vaga idea, ma
non sono sicuro.
L'altra donna?
Forse.
Ernie usc e rientr qualche secondo dopo con in mano
un tubetto di plastica. Lo apr e ne trasse una penna a
sfera che pos sul palmo della mia mano. Uno dei suoi
passatempi preferiti era la composizione di esplosivi ultra-potenti
che egli mascherava sotto l'aspetto di oggetti dall'apparenza
innocua. Ti piace?
Carina. A che cosa serve?
Chiss! Sembra e scrive come una penna a sfera, ma
se togli il cappuccio, lo infili dall'altra parte e gli dai mezzo
giro, hai l'equivalente di tre cariche di dinamite che
esploderanno dopo un minuto. Potrebbe farti comodo.
Sicura?
Meglio di quello che ti ho consegnato l'ultima volta.
Questa non  sensibile n all'urto n al calore.  un aggeggio
a reazione acida e deve essere messa a punto appositamente.
Se l'adoperi, fammi avere un rapporto particolareggiato.
Presi la penna, la osservai attentamente per un momento
e poi me la infilai in tasca. Non mi piace portare in
giro roba del genere.
Ernie mi guard ironicamente. Con la faccia che hai
adesso, potresti averne bisogno. In questo momento, chiunque
potrebbe prenderti per un pugile da avanspettacolo.
Gli risposi con un grugnito e poi presi il ricevitore del
telefono. Al secondo tentativo sentii la voce che volevo e
gli dissi di trovarsi al Blue Ribbon nella Quarantaquattresima
Strada, tra venti minuti.
Durante la guerra, Charlie Corbinet era l'ufficiale che
aveva comandato il nostro gruppo. Aveva il grado di colonnello,
era dotato di una lunga esperienza nello spionaggio
e alla fine era stato nominato capo supremo dei servizi
segretissimi dell'ETO. A guerra finita lo avevano promosso
generale di brigata, ma i suoi metodi, basati sull'esperienza
diretta e su una grande intelligenza, erano sembrati
troppo audaci alla gente timorata che stava mandando
in rovina il paese, e Corbinet era stato costretto a ritirarsi.
Tuttavia, quando ebbero ancora bisogno di lui, Corbinet
non si fece pregare e, pur conservando il suo impiego civile
come paravento, entr nella IATS dove gli furono affidati
i compiti pi difficili.
Era perfettamente a conoscenza delle nostre attivit. E
a modo suo, in pi di un'occasione, ci aveva dato una
mano quando avevamo affrontato certe situazioni che le
organizzazioni governative non potevano risolvere per timore
di dare esca a una propaganda straniera di odio. Capiva
benissimo una cosa che gli altri non volevano comprendere...
che c'era bisogno di gente come noi per poter
arginare la marea Rossa.
Ci eravamo seduti in un angolo del bar a centellinare un
bicchiere di birra scura Pryer. Gli feci un rapido riassunto
degli avvenimenti, e quando parlai di Sonia Dutko, Corbinet
disse: Hai messo il dito su un particolare che ci
era sfuggito, Tiger. Sapevamo della sua esistenza, naturalmente,
ma non abbiamo pensato che la diserzione di Martrel
fosse in rapporto con quella ragazza.
Perch no?
Per la sua et, prima di tutto.
Si trova proprio nell'et pericolosa. Altre obiezioni?
La sua posizione. Era all'apice del potere. Non ci
sembrava logico che volesse andarsene dopo tutto quel
lavoro...
Per amore di una donna... dissi.
Corbinet sorrise. Dovresti saperne qualcosa.
Okay, anch'io stavo commettendo lo stesso errore. Ma
ero molto pi giovane.
Quando ti sposerai con Rondine? Si ferm e mi
scrut attentamente. Mi spiace, mi hai contagiato. Edith
Caine. Continuo a dimenticare che Rondine  morta. Quando
ho visto Edith per la prima volta, ho commesso il tuo
stesso errore...  identica a sua sorella maggiore.
Mi sposer quando questa faccenda sar finita. Forse.
Mi spiace. Bevve un sorso di birra e pos il bicchiere.
Che cosa vuoi da me?
Fate controllare l'albergo Shrevesport. Controllate tutti,
senza eccezione. Se la Dutko ha la coscienza pulita, vuol
dire che Ann  stata uccisa da qualcun altro. Pu essere
la stessa persona che ha tentato di uccidermi in strada.
Non penso che una donna possa aver ucciso in quel modo.
Ci voleva troppa forza.
 una atleta perfetta. Deve avere molta forza nelle
mani e nelle braccia.
Storie. C' un limite alla forza delle donne. Potete farmi
questo favore?
Charlie Corbinet fiss per un attimo il suo bicchiere, poi
annu e disse: Hai in mente ancora qualcosa, vero?
Speravo che non si capisse.
Infatti, Tiger... ma io ti conosco molto bene.
Fate sorvegliare Rondine. Se sono sulle mie tracce,
potrebbero cercare di impadronirsi di lei. Non posso chiedere
ad altri questo favore, e se voi volete potete muovere
i fili necessari.
Rondine, mormor Corbinet. S, potrebbero agire
anche in quella direzione.
E allora?
Naturalmente. Fin di bere la birra e disse: Avr
tue notizie o manderai tutti i rapporti a Martin Grady?
Mi far vivo, dissi. Buttai tre dollari sul bar, diedi
un colpetto sulla spalla di Corbinet a mo' di saluto e me
ne andai.
Un taxi mi lasci a tre isolati di distanza dal luogo dove
avevo intenzione di andare. Percorsi a piedi il resto del
tragitto. Passai due volte accanto a degli sbirri in uniforme
che mi squadrarono con indifferenza. Se uno cammina con
decisione, come se sapesse dove  diretto, e se  vestito
abbastanza decentemente da non sembrare un vagabondo,
gli sbirri non si curano di lui. E se ha la faccia adatta
e l'aspetto dimesso, non si avvicinano n i delinquenti n
le peripatetiche.
Arrivato a destinazione salii i gradini di pietra che generazioni
di piedi avevano consunto e aprii la porta. Schiacciai
il bottone su cui era scritto Super, e attesi finch John
il Grasso apparve in fondo al corridoio scrutandomi con
uno sguardo poco raccomandabile. Che volete?
 quello che vuoi tu, amico. Ti piace il denaro di Marlin
Grady? Pronunciai la parola d'ordine e un sorriso
trasform la sua faccia in un ammasso di rughe.
Ges... non sarete mica...
Lo stesso di sempre.
John chiuse rapidamente la porta e indic le scale. La
ragazza  di sopra. Non  mai uscita.
Avete avuto fastidi?
No. Ho fatto quello che avete detto.
C' nessun altro qui?
Nessuno. Soltanto la ragazza e io. Uno dei vostri di
Chicago  stato qui due giorni prima che venisse la ragazza
e se ne  andato. Non ha detto niente, come al solito.
Bene, John. Mentre sono qui, tieni la porta chiusa.
John chiuse a chiave e mise la catena. Certo, Tiger. Io
non mi muovo. Chiamatemi, se avete bisogno di me.
Annuii, aspettai che si ritirasse e poi cominciai a salire
le scale. Lass poteva esserci la chiave di tutta l'Operazione
Plato e anche molte vite umane potevano dipendere da
quella donna. Arrivato alla porta bussai nel modo convenuto.
Da dietro al battente mi rispose una voce ansiosa: S?...
Chi ?
Tiger Mann.
Come posso esserne sicura?
Tirai fuori la penna letale che Ernie Bentley mi aveva
dato, scrissi T. Mann su un pezzetto di carta e lo feci
scivolare sotto la porta. Confrontate la calligrafia col
foglio che avete.
La ragazza ritir cautamente il pezzetto di carta, e dopo
pochi secondi il catenaccio si mosse, la porta si apr e apparve
Sonia Dutko.
In un certo senso, era completamente diversa da come
me la aspettavo. I capelli biondo cenere incorniciavano un
grazioso viso ovale dagli zigomi prominenti con gli occhi
dal taglio quasi orientale. Aveva la bocca tumida e a ogni
sospiro di timore, il suo seno gonfiava la camicetta di nylon.
Non c'era in lei l'aspetto tarchiato dell'atleta che avevo
visto nelle fotografie. Era snella, elegante, coi fianchi
sottili e con le cosce e i polpacci pieni di grazia come
quelli di una ballerina.
Non lasciatevi ingannare dal mio aspetto, cara, la avvisai.
 il risultato del lavoro di un buon truccatore.
Sonia abbozz un sorrisetto e io mi resi conto che non le
erano sfuggiti i segni dell'abile lavoro di Ernie che avrebbero
tratto in inganno un uomo. Io... io non sapevo che
cosa aspettarmi. Parlava a voce bassa, con un leggero accento
straniero.
Chiusi la porta, controllai la stanza per forza d'abitudine,
e poi la pregai di sedersi, io mi sedetti sul bracciolo di un
divano di fronte a lei e le chiesi: Volete parlare?
Voi... non credete che debba farlo?
Certo.
E allora parler.
Che cosa  successo in quell'albergo?
Quella donna...  venuta da me e mi ha detto che era
necessario che me ne andassi. Ha detto che era indispensabile
per la sicurezza di Gabin. Mentre era nella mia stanza,
qualcuno buss alla porta. La donna non mi ha lasciato
dire nulla. Qualche attimo dopo il telefono si  messo a
squillare e lei non mi ha permesso di rispondere.
Chi sapeva della vostra presenza in quell'albergo?
Io... nessuno, non avevo detto nulla a nessuno.
Ann... quella donna... sapeva che non l'avevate detto
a nessuno?
S, gliel'ho detto. Sonia strinse le mani con forza, si
pass la lingua sulle labbra e mi guard di nuovo.
Poi continu: Deve aver avuto paura che tornassero,
perch mi ha consegnato questo foglio e mi ha detto di andarmene
rapidamente passando dalle scale antincendio. Ho
dovuto ubbidire e lei  rimasta nella mia stanza. Io sono
venuta direttamente qui.
Non avete parlato con nessuno?
Solo con voi, rispose. Vi prego... ditemi, che cosa
 successo?
Sono venuti per prendervi e Ann  stata uccisa al vostro
posto. Era rimasta a proteggere la ritirata e l'hanno
presa in trappola.
Ma come?
Penso che abbia aperto la porta, sperando di ingannarli
con una faccia diversa e loro hanno capito tutto. Pi
tardi lei sarebbe stata in grado di identificarli e non potevano
correre questo rischio.
Sonia si copr la bocca con una mano e il suo sguardo
sembr annebbiarsi per un attimo. Oh.  terribile...
Perch siete venuta a New York, Sonia?
A causa di Gabin. Quando ho sentito quello che aveva
fatto...
La diserzione?
S.
L'ha fatto per voi?
La ragazza scosse il capo; per un attimo parve non capire.
Poi comprese che cosa volevo dire. No, non credo che
sia cos. Da quando... io me ne sono andata, non ci siamo
mai scritti.
Un tempo voi due avevate dei rapporti piuttosto stretti,
no?
S, una volta. Era... l'euforia dei giochi olimpici. A quei
tempi Gabin era una personalit importante e la cosa era
piacevole. Era molto gentile con me.
Sapevate che lui era innamorato?
Chi pu dire che cosa spera un uomo? Non era giovane.
Alzai le spalle, osservandola. L'et non c'entra molto
in queste cose. Vi amava, vero?
Abbass lo sguardo e si osserv le mani. Poi annu lentamente,
e aveva gli occhi umidi. S. Non volevo che fosse
cos.
Ditemi una cosa e siate sincera. Vi ha aiutato a scappare?
Non avrebbe potuto ingannarmi. Avevo troppa esperienza
e me ne sarei accorto subito. Con grande semplicit mi
disse: No, mio caro Tiger, non l'ha fatto. Me ne sono
andata perch ne avevo abbastanza.  stata una decisione
improvvisa. Quando ho visto gli altri... quando ho incontrato
degli altri giovani alle Olimpiadi e li ho sentiti parlare
e ho visto come erano, mi sono resa conto che dovevo scappare.
 stato molto facile. In patria non ho lasciato nessuno
che poteva pagare per la mia diserzione. Ho approfittato
dell'occasione e me ne sono andata. Certi... amici mi
hanno prestato del denaro. Il vostro paese  stato abbastanza
cortese da accogliermi e da fare il resto. Una volta qui,
ho cercato di comportarmi bene.
Avete cambiato nome parecchie volte.
S, rispose. Anche qui ci sono delle persone che
ricordano e che minacciano. Sono stata avvicinata in parecchie
occasioni. E ogni volta me ne sono andata. Non voglio
avere pi nulla a che fare col passato. Qui  una
nuova vita.
E allora che cosa volevate da Martrel?
Sonia scroll le spalle in un gesto di disperazione. Sapevo
che cosa avrebbe dovuto sopportare. Non volevo che
si sentisse solo. Si interruppe e alz gli occhi velati di
lacrime. Ho pensato per un momento che forse... lui lo
aveva fatto per me e me ne sono sentita responsabile. Volevo
sapere con certezza. Ma non  possibile che l'abbia
fatto per me. Dopo le Olimpiadi non ci siamo nemmeno
scritti. Per lui sarebbe stato pericoloso ricevere mie notizie.
 molto difficile parlare adesso di queste cose.
Sar pericoloso anche per voi.
Perch?
I vostri compatrioti tenteranno di arrivare fino a lui
per mezzo vostro. Se riescono a prendervi potrebbero far
pressione su Martrel e impedirgli di parlare. E lui forse si
convincerebbe a tornare in patria. Hanno gi attentato alla
sua vita.
Il suo viso rifletteva l'impressione prodotta dalle mie parole.
...?
Sta bene.  all'ospedale e lo tengono sotto sorveglianza.
Ma certamente non si limiteranno a questo tentativo.
Allora bisogna che io lo veda. Oh, bisogna.
Calma, bambina. In questo momento, voi siete importante
quanto lui.
Ma che cosa volete che faccia?
State nascosta finch io riuscir ad avvicinare Martrel.
Quando egli sapr che siete in salvo, parler. E quando
avr parlato, per i sovietici il suo valore sar zero e non lo
braccheranno pi. Avr rotto i ponti col suo paese e qui
potr trovare una certa sicurezza.
Ma non totale!
Non si potr certo tenere tutti lontano dalla sua porta,
ma con una nuova identit...
Diceva che avrebbe voluto dedicarsi all'insegnamento...
Questo  affare suo. Anche altri lo hanno fatto prima
di lui. Se vuol correre il rischio, faccia pure. Voi sapete
come agiscono gli agenti sovietici. Se appena  possibile,
non permettono a nessuno di farla franca, ma se una rappresaglia
contro di lui significa compromettere la loro posizione,
lo lasceranno in pace. Bisogner aspettare e avere
pazienza.
Sonia si alz, stringendosi le mani nervosamente. Ma
bisogna che ci sia qualcosa...
Alzai la mano per farla tacere. Avevo sentito un rumore
fuori dalla porta. Era un rumore che non avrebbe dovuto
esserci e che mi fece fremere.
Con un gesto, ordinai a Sonia di mettersi in un angolo
e di stendersi a terra. Poi mi avvicinai silenziosamente alla
porta, spensi la luce ed estrassi la pistola.
La debole luce del corridoio avrebbe dovuto filtrare dallo
spiraglio sotto la porta, ma invece tutto era buio. Qualcuno
doveva averla spenta per rendere invisibile qualsiasi
ombra e perch l'oscurit servisse da schermo.
Entrando nella stanza avevo notato una piccola radio
portatile. La cercai a tastoni, l'accesi e la sintonizzai su una
stazione che trasmetteva musica. Alzai il volume al massimo
per soffocare gli eventuali rumori che avremmo fatto
nella stanza.
Sonia... sussurrai.
S? La sua voce quasi non si sentiva.
Usciremo dalla finestra e saliremo sul tetto. Credete
di potercela fare?
Come... come volete. Sono...
Non parlate. Venite. La afferrai per la mano e la aiutai
a rimettersi in piedi.
John il Grasso manteneva gli infissi ben lubrificati. La
finestra si alz senza alcun rumore. Uscimmo sulla piattaforma
di ferro arrugginito. Indicai in alto, Sonia annu e si
avvi sui gradini della scala antincendio. Dopo aver richiuso
la finestra, la seguii.
Al terzo piano la fermai. Andate su e aspettatemi l.
Riparatevi dietro una balaustra o un camino e rimanete in
ombra. Tenete la testa bassa e non muovetevi se non siete
pi che sicura che sono io.
S, Tiger.
La finestra accanto a me era chiusa, ma io trassi di tasca
un rotolo di scotch, lo appiccicai al vetro in diverse direzioni
e poi, appoggiandovi l'avambraccio, diedi un colpo
secco con l'altra mano sul mio pugno e ruppi il vetro senza
far rumore. Infilai la mano nell'interno, girai la maniglia
e dopo aver alzato la finestra scivolai nella stanza.
Accesi un fiammifero e mi diressi verso la porta che aprii
con cautela. Per tre minuti buoni rimasi immobile cercando
di decifrare i lievi rumori che provenivano dall'interno della
casa. Poi riuscii a distinguere il leggerissimo sibilo prodotto
da un respiro. Un momento dopo capii che c'erano
due persone.
I due erano accanto alla porta, sotto di me. E non sarebbero
rimasti l a lungo.
Tirai fuori una bustina di fiammiferi, ne strappai uno e
piegai il cartoncino in modo da lasciare scoperti gli altri.
Chiusi gli occhi, accesi il fiammifero che avevo in mano,
diedi fuoco a tutta la bustina e la gettai al piano di
sotto.
Avevano sentito sfregare il fiammifero, ma non erano
preparati alla fiammata che per un attimo ruppe l'oscurit
permettendomi di individuarli, mentre con un grido soffocato
si voltavano puntando le pistole. I due non potevano
scorgermi dietro la luce improvvisa, mentre i miei occhi si
erano abituati all'oscurit. Oltre ai due lampi della .45,
l'ultima cosa che i due uomini videro fu la bustina in fiamme
che cadeva sulle loro teste. Ne colpii uno alla nuca e
l'altro in pieno petto. Caddero contro il muro rantolando e
dopo qualche secondo non si mossero pi.
Non aspettai oltre. Scesi al primo piano, entrai nella
stanza di John il Grasso e accesi la luce.
John il Grasso non avrebbe pi incassato gli assegni di
Martin Grady. Giaceva in un lago di sangue, con la testa
quasi staccata dal busto.
In strada qualcuno aveva cominciato a urlare. Notai una
macchina che si staccava dal marciapiede dopo aver acceso
i fari. Non c'era tempo da perdere. Risalii le scale, perquisii
rapidamente i cadaveri, ma non trovai nulla. Ripresi
a salire, aprii la porta del tetto e chiamai Sonia.
Sono qui. La sua voce mi giunse da sinistra e io uscii
in modo che lei mi potesse vedere.
L'ululato delle sirene si faceva sentire da ogni direzione.
Sonia venne verso di me spaventata e tremante. La
presi per mano, e scavalcammo parecchi tetti prima di
raggiungere il termine dell'isolato. Trovai una scala antincendio
e scendemmo a tastoni. Quando arrivammo in strada,
presi Sonia sottobraccio e ci allontanammo come se
nulla fosse accaduto.
Giunti a una distanza prudente, fermai un taxi e diedi
all'autista l'indirizzo di Ernie Bentley. Quando la corsa
termin, e mentre stavo aspettando il resto, la radio del taxi
cominci a trasmettere un bollettino su tre omicidi avvenuti
nella zona che avevamo appena lasciato.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Ci accomodammo nell'ufficio annesso al laboratorio e
Ernie si preoccup di ottenere tutte le informazioni possibili
sugli omicidi. Per il momento, la polizia non sapeva dove
battere la testa, ma comunque era stato chiarito che i
due uomini erano entrati da una finestra sulla parte posteriore
della casa e che il coltello che aveva sgozzato John
il Grasso era ancora in tasca di uno dei morti. Nessun documento
di identit era stato trovato sui cadaveri, e la
polizia stava indagando in base alle impronte digitali. Alcuni
testimoni avevano visto una Sedan ultimo modello abbandonare
la scena subito dopo la sparatoria, ma nessuno
aveva notato ne la marca n il numero di targa.
Per prima cosa, Ernie cambi la canna della mia calibro 45 e
ne modific il percussore per evitare che un eventuale esame
balistico potesse risalire alla mia pistola. I dati degli
schedari della polizia erano superati da un pezzo perch
la mia arma aveva subito parecchie modifiche del genere.
In previsione che io venissi fermato e sottoposto alla prova
della paraffina. Ernie us un solvente per cancellare ogni
traccia di nitrato dalla mia mano. Era preoccupato per la
bustina dei fiammiferi che avevo usato ma io lo tranquillizzai
dicendogli che si trattava di una bustina comune e che
non sarebbe servita per risalire fino a me. Probabilmente si
era completamente bruciata ed era improbabile che se ne
potessero ricavare delle impronte digitali.
Sonia rappresentava un altro problema. Aveva lasciato
tracce dappertutto, e, dato che le sue impronte erano schedate
a Washington, tra pochissime ore sarebbe stata sulla
lista delle persone ricercate.
Quando Ernie rientr aveva il viso rannuvolato. Chiese:
Come hanno potuto arrivare fino a John il Grasso?
Guardai Sonia. Ripetete, per favore... come avete lasciato
l'albergo.
Per la terza volta, Sonia ripet la storia con tutti i particolari.
Siete certa che nessuno vi abbia seguita?
Io non ho visto nessuno, rispose.
Diavolo, esclam Ernie. Lei non  una specialista.
Come poteva accorgersi se c'era qualcuno o no? Non
sarebbero stati cos idioti da tentare un colpo come quello
con un uomo solo. Probabilmente sorvegliavano tutte le
uscite, aspettandosi che succedesse qualcosa di simile.
 quello che penso anch'io. Quando Sonia  uscita in
strada, c'era troppa gente perch si potesse tentare di rapirla.
e cos qualcuno l'ha seguita fino da John e ha tentato
il colpo con comodo. La mia presenza  servita a rallentare
leggermente l'azione.
Ernie assent, poi si avvicin a Sonia e le chiese bruscamente:
Fatemi vedere le mani.
Senza comprendere, Sonia ubbid. Ernie le esamin accuratamente,
spingendole in su le maniche per osservare
anche gli avambracci. La pelle era liscia e delicata; da
qualche anno, Sonia aveva smesso di essere un'atleta e aveva
preferito curare la propria femminilit. Ernie tast accuratamente
i rilievi dei suoi muscoli, il dorso e il taglio
delle mani e io compresi che cosa stava cercando.
Quando ebbe finito chiesi: E allora?
No, non  stata lei.
Anche Sonia parve capire, strinse le labbra e ci guard
negli occhi. No, amici miei, non sono stata io a uccidere
quella ragazza.
Non ve la prendete, cara, le dissi. Nel nostro lavoro
occorre essere assolutamente certi, se non si vuol correre
il rischio di morire rapidamente. In questo momento, la
polizia  sulle vostre tracce e se vi trova dovrete darle molte
spiegazioni. Per quel che mi riguarda, mi basta l'opinione
di Ernie e la mia personale. Ho visto che cosa  successo
a Ann Lighter. Ci vogliono delle mani particolarmente
robuste per poter portare a termine un lavoretto del genere.
Sonia, sempre franca e un po' distaccata, osserv: Forse
avrei potuto usare qualche arma.
Non accettai la sfida. No. Penso proprio di no.
E allora grazie, concluse la ragazza.
Ernie lasci andare le sue mani e si rivolse a me. Che
cosa hai intenzione di fare?
Scrollai le spalle. Non ha niente da mettersi addosso
e non so dove farla alloggiare. Bisognerebbe lasciarla con
qualche persona di fiducia.
Chiedi al Centro di Newark.
Non c' tempo. Un mucchio di gente sta dando la caccia
a Martrel e alla ragazza e ora sanno in che mani si trova
Sonia. L'unico modo di venirne fuori sarebbe quello di
bloccare il gruppo incaricato di eliminarli. Se riuscissimo
a ritardare la loro azione finch Martrel si decide a parlare,
saremmo a posto. Senti... dovresti fare una cosa.
E cio?
Dovresti fotografare Sonia e me assieme. Useremo il
giornale di oggi come testimonianza per la data. Se Martrel
si persuade che Sonia  in salvo, pu darsi che si sbottoni.
Venite qui, disse Ernie.
Ci vollero pochi minuti per fare la fotografia e mentre
aspettavamo che la positiva si asciugasse, telefonai a Charlie
Corbinet. Gli diedi tutti i particolari e lo pregai di informarsi
dell'identit dei due morti, cercando negli schedari
degli agenti stranieri. Corbinet emise un lungo fischio
dopo aver sentito le ultime notizie, ma non gli venne neppure
in mente di farmi sospendere la mia attivit, n volle
sapere altro. Mano a mano che gli eventi precipitavano egli
avrebbe avuto da me tutte le informazioni, ma per il momento
io mi trovavo in vantaggio di diverse lunghezze e
avrei mantenuto quella posizione.
Chiesi: Qualcosa di nuovo sull'albergo Shrevesport?
Qualche fatto interessante. Primo... nessun uomo 
entrato e le porte antincendio chiuse dal di fuori non presentano
tracce di scasso. Secondo... le donne alla reception
hanno visto una dozzina di persone salire negli ascensori e,
salvo poche eccezioni, non sanno da chi fossero dirette. Tutte
queste persone erano donne. L'omicidio dovrebbe essere
opera di un uomo, ma anche una donna robusta e ben addestrata
potrebbe averlo compiuto. Alcune di quelle donne
erano robuste.
La cosa non mi quadra. Colonnello.
Nemmeno a me, ma  tutto ci che possediamo.
Avete gi disposto per la sorveglianza a Rondine?
Subito dopo la tua telefonata. L'incarico  stato affidato
a Albert Cutter. Ma penso che la pedini non tanto per
vigilare su di lei quanto per riuscire a pescare te. Stai in
guardia con quell'uomo, Tiger. Non gli va molto il tuo
intervento nella faccenda.
Non  il solo a essere infastidito per il mio intervento.
Ma nessuno quanto lui. Da quando Martin Grady 
riuscito a mandare a monte le indagini del Senato, non
vede l'ora di mettervi i bastoni tra le ruote. Ho idea che sia
incaricato di una doppia missione.
Vi ringrazio. Ma perch mi rivelate questo segreto?
Perch in un certo senso approvo quello che state facendo.
Ero anch'io dei vostri, ricordi? Ci sono certi aspetti
del nostro sistema di sicurezza che non mi sono mai piaciuti
e quando si rende necessaria una determinata azione,
bisogna che siano gli specialisti a compierla, senza preoccuparsi
di pestare i piedi a qualcuno.
A che punto sono le cose?
In questo momento, Gabin Martrel  il bocconcino pi
prelibato nel banchetto dell'autoconservazione.
E allora?
Non ti posso dire altro, Tiger.
Non importa. Ci vuol dire che tutte le organizzazioni
si sono coalizzate.
S, e tu sei il bersaglio, egli rispose. Ti stanno braccando.
 una storia vecchia, amico.
Dovrai fare le cose per benino, comunque.
Balle, risposi e riappesi, dopo averlo salutato.
Ernie mi fiss e mi fece segno di raggiungerlo all'altro
angolo della stanza. Per che cosa hai intenzione di servirtene?
disse, indicando Sonia.
Per qualsiasi cosa.  la chiave della situazione.
E per questa sera?
La porto nel mio albergo.  un buco di infima categoria
e con dieci dollari di mancia al portiere posso portare
nella mia stanza anche Mata Hari.
Ernie consider la mia faccia.  difficile che il portiere
ti riconosca, se vai in giro cos conciato.
E allora rimettimi in ordine. In un modo o nell'altro, i
connotati che ho ora sono conosciuti. L'autista di quella
macchina potrebbe avermi notato e io sarei costretto a cambiare
aspetto in ogni caso.
Siediti. Vado a prendere i solventi. Pu darsi che ti
faccia un po' male.
Ottimo.
Mentre Ernie mi toglieva il trucco, Sonia rimase a guardarmi
affascinata. A poco a poco riacquistavo il mio naso
e il mio mento, i lunghi capelli spettinati si trasformarono
nei miei tagliati a spazzola e i denti che sporgevano dalle
labbra sparirono. Mi tolsi la giacca e i pantaloni dimessi
e tornai a indossare il mio completo fatto su misura che
nascondeva cos bene la sporgenza della .45, misi in tasca
la penna a sfera micidiale e gli spiccioli e mi alzai.
Per la prima volta, Sonia si mise a ridere di gusto.
Spiritosa, dissi. Non mi andava che si ridesse alle
mie spalle.
No, caro Tiger, non offendetevi. Prima somigliavate
cos tanto a un... un...
A un barbone, conclusi per lei.
S. Ma adesso siete diverso. Posso vedere la tigre, ora.
Capisco perch vi chiamano Tiger.
No, mia cara. Tiger  proprio il mio nome.
Vi si addice.
Amico, osserv Ernie, voi uomini d'azione avete
tutte le fortune.
Va' al diavolo, gli dissi. Presi per mano Sonia e ce
ne andammo.
Il portiere si accontent di cinque dollari e non fece domande
indiscrete. Non si preoccup nemmeno di alzare la
testa; intasc la banconota e continu a leggere il giornale.
Per lui era la solita storia, e non si curava di cacciare il
naso negli affari altrui.
Il filo che avevo appiccicato per precauzione sulla porta
era ancora al suo posto. Quando chiusi il battente alle nostre
spalle, Sonia si appoggi alla parete vagliandomi attentamente.
Nella stanza c'era una poltrona, un cassettone e
un letto, nemmeno molto grande.
Tiger...?
Le parlai con franchezza. Figliola, hanno gi ucciso tre
persone, e la quarta potrei essere io, o voi, o Martrel. Pu
darsi che questa faccenda non vi vada a genio ma  inutile
che facciate delle domande perch non ho intenzione di
rispondere. Ho respinto pi donne io di quante altri ne
abbiano potuto mai conquistare, e non  questo il momento
di pensare all'amore. Non vi ho portato qui per ficcarvi a
letto. Se questa fosse la mia intenzione lo farei senza tante
storie e voi non reagireste. A cose finite vi mettereste a piangere
di gioia; ma ricordatevelo bene: aspettate almeno che
vi abbia fatto la proposta, prima di dire di no. Non dimenticatelo.
Non stiamo giocando e, per quello che mi riguarda,
potrei farvi addormentare rapidamente con un diretto
alla mascella, se ci fosse bisogno di calmarvi.
Io non ho mai...
Siete vergine?
Lei mi fiss a lungo, con calma. Alla fine rispose: No.
Questa  soltanto una sistemazione provvisoria, finch
non riuscir a nascondervi da qualche parte. Presi il ricevitore
del telefono e diedi al centralinista il numero di
Rondine... maledizione, non riuscivo a chiamarla in altro
modo! Rondine era morta e questa era sua sorella. Edith
Caine. Edith Caine! Il nome era troppo lungo e non mi
riusciva facile. Edith era la vera Rondine. La Rondine che
Rondine avrebbe dovuto essere.
Il telefono squill a lungo nell'appartamento di Rondine,
ma nessuno rispose. Lasciai perdere. Diedi un'occhiata all'orologio.
Era tardi. Molto tardi. Maledettamente troppo
tardi.
Le dissi: Prendetevi il letto. Io dormir sulla poltrona.
Sonia acconsent e si sedette sul bordo del letto. Sapevo
che mi stava osservando, quando mi buttai sulla poltrona
e appoggiai i piedi sul davanzale della finestra, ma ero arrivato
a un punto in cui nulla pi mi importava. Non 
possibile vedere un amico assassinato e uccidere due persone
senza esserne sconvolti, e quella era stata una lunga
giornata. Fuori, la caccia continuava e noi due eravamo le
prede. E i cacciatori provenivano da due diverse direzioni.
Bisognava fare attenzione se non volevamo essere presi tra
due fuochi. Ragione e potere. Qual era la risposta? Bisognava
averle tutt'e due per poter vincere. Guardai la luce
diffusa sui tetti delle case di New York addormentata e
pensai a quante altre persone stavano morendo e per quale
causa.
Mi addormentai con la calibro 45 in mano e sentii in lontananza
lo scrosciare della doccia e una voce che accennava a
un vecchio motivo europeo udito chiss quanto tempo prima.
Poi notai la fragranza del sapone e la carezza morbida
di una donna.
Le sue mani sfiorarono dolcemente la mia faccia e mi
svegliarono. Le dita continuarono a sfiorarmi le guance e
poi le palme delle mani accarezzarono i miei capelli con
un impeto appassionato, pur muovendosi adagio quasi non
chiedessero nulla in cambio.
Tiger, disse Sonia. Tiger... vieni a dormire con
me.
Fuori dalla finestra il sole stava sorgendo lentamente;
era un arco lucido e rossastro ancora velato dalla foschia
dell'alba.
Era un'aurora chiara, lenta e facile al principio, e poi
con sorprendente subitaneit la fiamma selvaggia e lucente
avvamp in noi in una estasi delirante che and scemando
col sorgere del giorno. Maledizione, come era morbida e
soda la sua carne. La sua bocca calda e umida era una miccia
infuocata che provocava una esplosione dopo l'altra.
Le mie labbra sigillavano le sue, soffocandone i gemiti, tutto
il suo corpo era una piovra fremente di emozioni, che
chiedeva, chiedeva, e quando era soddisfatta si rilassava
per qualche istante, in una inerzia simile alla morte.
Ma io non le lasciavo tregua. Aveva chiesto, e ora la accontentavo.
Voleva vedere come era fatta una tigre, e ora
lo avrebbe scoperto.
Pi tardi, molto pi tardi, il sole si avvicin allo zenit.
Feci una doccia, mi vestii e la svegliai. Odorava ancora
del dolce profumo di sonno, e io provai una sensazione di
odio nei miei confronti quando, guardandola negli occhi,
le dissi: Su, bambina. Sorgi e splendi.
A pochi centimetri di distanza, la mia .45, pronta a
sparare, era in attesa di uccidere qualcuno.
E ora dovevo telefonare a Rondine.
Rispose dopo due squilli. Cercai di rendere normale il
tono della mia voce. Sono Tiger, tesoro.
Ah!
Ho bisogno di te, amore. Puoi aiutarmi?
Tiger... tu non hai mai avuto bisogno di nessuno.
Ho bisogno di te, ora.
Ti prego, Tiger.
Oh, maledizione, taci e stammi ad ascoltare. Se vuoi
agire come una femmina stupida, fa' pure. Ne ho abbastanza
delle cretinerie che mi dicono le donne. E perci,
non dire nulla, cara. Non ti chieder pi niente. Mi spiace
di aver mandato a monte le tue nozze, ma ci sono delle
cose che devono avere la precedenza su tutto il resto.
Purtroppo, in questo caso tu vieni dopo, e se in futuro tu
avrai a che fare con un vero uomo, sarai sempre meno importante
del suo lavoro. Vattene al diavolo, quindi. Tu...
Non mi lasci terminare. Tiger... posso dirti che mi
spiace?
Certo, cara, ma non ci posso fare nulla. Mi trovo in
una situazione terribile.  come l'altra volta, quando tutti
mi erano addosso.
Lo so.
Non sai nulla. Ci sono gi tre morti alle mie spalle,
e non ho intenzione di arrendermi. Stavo sudando; presi
la calibro 45 e la infilai nella fondina, cercando di non tremare.
Sentii che aveva il respiro affannoso e la voce tremante,
quando mi rispose: Far tutto quello che vuoi, tesoro.
L'accento inglese contenuto nelle sue parole era pi forte
che mai.
Diavolo, che cosa pretendevo? Stavo ottenendo pi di
quanto meritassi, comunque. Oggi lavori?
Rondine era interprete all'ONU, ma era in contatto con
l'ambasciata inglese e in precedenza aveva seguito in Inghilterra
uno speciale corso di addestramento che l'aveva
resa esperta in molti campi. Erano cose che lei non mi
aveva mai detto, ma che io conoscevo molto bene. Nelle
ore di libert, Rondine assisteva a delle riunioni ultrasegrete
dei funzionari della sua ambasciata e molto spesso
aveva compiuto delle missioni in qualit di corriere o di
agente per varie importanti personalit.
Rimarr fino alle undici all'Assemblea Generale. Poi
dovrei rivedere dei documenti, ma nulla di urgente, comunque.
Bene. Ora ascolta e non farmi domande. C' un tizio
che ti sta seguendo, un funzionario della CIA di nome
Albert Cutter. Le feci una sommaria descrizione dell'uomo
e poi aggiunsi: Ti sta seguendo allo scopo di proteggerti,
ma anche perch pensa che prima o poi tu lo porterai
sulle mie tracce. In questo momento, tutti mi stanno
cercando. Quando arriverai nel tuo ufficio, fallo individuare
dai tuoi uomini. Se non ci riesci, taglia la corda e vai
al Bristol End, quel ristorantino speciale per il pesce dove
ti ho portato una volta.
Me ne ricordo.
Porta con te una valigia con qualche vestito... guardai
Sonia, misurandola con indifferenza... taglia quarantasei.
Porta anche un paio di occhiali neri, un impermeabile,
un cappello... insomma, tutto quello che occorre per
camuffare una donna. Mi trover l a mezzogiorno.
Va bene.
Okay, cara.
E, Tiger...
Che cosa?
Ti amo. Qualche volta... mi confondi le idee, ma alla
fine ci ripenso.
E allora, dove diavolo vai di notte? le chiesi, senza
riuscire a nascondere il risentimento nella mia voce.
Rondine fece una risatina, come fanno tutte le donne
quando riescono ad avere il sopravvento. Ti piacerebbe
saperlo?
Anche Sonia sorrideva, ora, ma soltanto con gli occhi;
sorrideva cosciente della notte e della mattina e del trionfo
di una donna su un'altra donna nella lotta per la conquista
di un uomo.
 la tua ragazza? mi chiese.
Dovevamo sposarci, prima che capitasse questa faccenda.
Ah, mi spiace, ma ora capisco il perch del tuo ardore.
Le sue labbra piene si incresparono in una risatina.
E penso che tu possa capire il mio. Non  bello stare
tanto tempo senza nessuno.
Gi.
Non lo sapr mai, Tiger.
Speriamo di no.
Ti rincresce?
Mi alzai, mi avvicinai a lei e le presi il viso tra le mani.
Era bella, nella luce del sole, con quei capelli biondo cenere,
quasi bianchi. No, cara, non mi rincresce affatto.
 stato molto piacevole e indispensabile. Sei una donna
completa.
Sonia si alz sulla punta dei piedi e mi baci lievemente,
poi, dopo essersi tirata indietro per guardarmi in faccia,
si rannicchi con un nuovo impeto tra le mie braccia,
avvinghiandosi a me in modo che tutte le curve del suo
corpo si adattarono al mio. Quando finalmente riuscii a
staccarla da me, Sonia disse: Spero... che non sia tutto
finito, Tiger.
Le sollevai il mento con la punta delle dita. Non abusiamo
della fortuna.
Alle dieci scesi nell'atrio e da un telefono pubblico chiamai
il Colonnello. Rispose immediatamente, poi fece uscire
qualcuno che si trovava nel suo studio e chiese: Posso
parlare?
S.
Ti racconto le cose rapidamente. La CIA ha riconosciuto
uno dei due cadaveri che ti sei lanciato alle spalle.
Si tratta di un messicano.  stato arrestato a suo tempo
sotto l'accusa di assassinio, ma  riuscito a svignarsela
e si  introdotto negli Stati Uniti, probabilmente con un altro
incarico. All'Interpol  noto come un pistolero dal
passato burrascoso. Sul conto dell'altro, nulla di nuovo,
salvo le sue scarpe. Sono di marca straniera. Nei nostri
schedari non ci sono n fotografie n impronte digitali, ma
abbiamo chiesto informazioni ai nostri agenti all'estero.
Ricevono ordini da qualcuno che risiede qui.
Certo. Siamo in grado di scovare i subordinati ma non
riusciamo a interrompere i sistemi di comunicazione che
essi usano per arrivare alla cellula. Nell'operazione in corso
impiegano esclusivamente degli specialisti in modo che,
in caso di insuccesso, non sia possibile arrivare fino all'organizzazione
che dirige la faccenda.
Sapete qualcosa sul conto di Sonia Dutko?
Un breve accenno della stampa locale. L'IATS ha
cercato di soffocare la notizia, ma qualcosa  trapelato.
Nel frattempo, tutte le organizzazioni sono state avvisate
e si sono messe in moto. Per quanto tempo conti di trattenerla?
Almeno fino a quando la missione sar conclusa. Non
vi  proprio possibile levarmi di torno tutti quei pedinatori?
Non  possibile, Tiger, non c' niente da fare. Sono
al corrente della nostra antica amicizia e quindi sorvegliano
anche me per poter controllare gli eventuali contatti tra
di noi.
Pensano che voi mi tenete informato?
Potrebbe anche darsi. D'ora in poi, probabilmente controlleranno
anche le mie comunicazioni telefoniche.
Se avete dei messaggi per me, lasciateli a George del
Blue Ribbon oppure a Wally Gibbons. Ci penser io a
farmeli trasmettere.
D'accordo. Non cacciarti nei guai.
Gi, naturalmente.
A mezzogiorno lasciai l'albergo con Sonia, sperando di
non essere pedinato, e presi un taxi per andare al Bristol
End. Era un piccolo locale, dove servivano pesce e patate
fritte, che un bravo londinese aveva aperto nel West Side
e che faceva un sacco di affari con gli equipaggi dei cargo.
Una sera, Rondine aveva avuto la nostalgia dell'atmosfera
del suo paese e Wally Gibbons mi aveva indicato dove
potevo portarla. Per un reporter, prima vengono le notizie,
ma subito dopo lo stomaco.
Quando entrammo, il locale era ancora semideserto.
Puntai verso un tavolo in fondo, ordinai tre razioni e della
birra e mi sedetti con la faccia rivolta all'entrata. Sapevo
di essere nervoso, ma non fino a che punto; lo seppi solo
quando finalmente Rondine apparve. Mi alzai e le andai
incontro mentre i clienti e il cameriere lanciavano degli
sguardi di approvazione verso qualcosa che non tutti i
giorni avevano la fortuna di vedere. Uno dei presenti lasci
andare un sospiro e mormor: Ne ha perfino due. C'
della gente proprio fortunata.
Presentai le due donne, le feci accomodare l'una accanto
all'altra e, dopo essermi seduto di fronte a loro, feci a
Rondine un rapido riassunto degli ultimi avvenimenti. Dopo
averla aggiornata, continuai: Voglio che rimanga fuori
citt... da qualche parte dove non possano trovarla finch
io non avr modo di avvicinare Martrel.
Rondine annu. Ti ricordi di Burton Selwick?
Come potrei dimenticarmene?
Torner dalle sue vacanze solo tra un mese. Prima di
partire per l'Inghilterra mi ha detto che potevo servirmi
della sua casa estiva nel Connecticut, quando avessi voluto.
Si trova a un'ora di distanza da New York e ho le
chiavi.
Ci sei gi stata?
Parecchie volte. Dovrebbe essere il posto ideale. Ci
vorr una giornata per far ricollegare i servizi, ma la casa
 ben rifornita di provviste.
Okay. Ne faremo uso. Tirai fuori di tasca un po' di
denaro e lo consegnai a Rondine. Noleggia un'automobile,
accompagnala l e torna subito indietro. Se c' bisogno
di qualcosa, compralo strada facendo, perch voglio che
Sonia non esca mai di casa. Capito?
Sonia chiese: Sar sicuro?
E chi lo pu sapere? Se i nostri amici ti rintracciano
potrebbero farti fuori con un fucile a mirino telescopico.
Li ho visti spazzar via quattro persone con una bomba a
mano, pur di acciuffare quello che volevano. No, non voglio
che ti prendano. Non dovrai uscire da quella casa finch
io... o Rondine, non ci metteremo in contatto con te.
E Gabin...
Riuscir a raggiungerlo, stai tranquilla.
Dopo aver mangiato, le due ragazze entrarono nella toilette
con la valigia. Quando Sonia Dutko usc, era completamente
trasformata. Il cappello a larghe tese le nascondeva
la faccia e i capelli sciolti le coprivano gli zigomi
sporgenti. Con gli occhiali neri non sarebbe stata facilmente
riconoscibile.
Pagai il conto, dissi a Rondine che l'avrei incontrata al
Blue Ribbon alle sei, le feci salire su un taxi e mi diressi
a piedi verso la zona del porto sperando di trovare un
mezzo di trasporto. Non mi arrischiavo ad avventurarmi a
piedi verso le vie del centro dove qualche agente fornito
di buona memoria avrebbe potuto fermarmi.
Comprai un giornale, ne scorsi i titoli e notai la notizia,
stampata in grassetto, del triplice assassinio. Bench si trattasse
di un avvenimento sensazionale, la stampa non aveva
avuto sentore della sua vera natura e ne arguii che Washington
doveva aver soffocato la cosa.
Piegai il giornale, me lo cacciai sotto il braccio e, non
riuscendo a scorgere un taxi, continuai a camminare verso
sud. Dopo tre isolati vidi una macchina della polizia che
rallentava, accostandosi al marciapiede. Non avevo intenzione
di correre rischi e perci attraversai la strada e mi
diressi verso il molo.
La nave che stava terminando il carico era il Maitland,
il piroscafo di Clement Fletcher, quel povero diavolo che
aveva speso tutti i suoi risparmi per comperare un Geiger
di nessuna utilit. Mi chiesi chi diavolo poteva averglielo
rubato. Un'agenzia di pegni non l'avrebbe pagato pi di
cinquanta dollari, e non valeva certo la pena di rovinare
un disgraziato per una simile miseria.
Mi servii della mia tessera da giornalista per superare
i cancelli, rintracciai il capo del personale di terra e gli
chiesi dove avrei potuto trovare qualcuno del Maitland.
Se volete lavoro, provatevi a rivolgervi agli uffici del
sindacato.
Non cerco lavoro, gli dissi. Voglio soltanto una informazione.
E allora salite a bordo. Probabilmente troverete qualcuno
che sta giocando a carte dall'altra parte, al sole.
Tornano sempre indietro, dopo aver fatto fuori tutti i
soldi.
Superai la passerella, attraversai il ponte e gironzolai
attorno finch udii delle voci e il rumore delle carte da
gioco sbattute sull'impiantito. C'erano solo due uomini
dall'aspetto piuttosto malandato. Avevano la barba lunga
e mostravano chiaramente i postumi di una robusta sbornia.
A quanto pareva, erano ridotti al verde pi completo
perch invece di soldi giocavano fiammiferi; non si presero
la briga di alzare la testa finch non misi davanti a ognuno
di loro un biglietto da dieci dollari.
Solo allora le due teste si alzarono di scatto.
Uno agguant la banconota e chiese: E questo per che
cosa sarebbe?
Per parlare.
Si scambiarono un'occhiata e quello che aveva parlato
continu: Ma non proponetemi di imbucare delle lettere
oltre oceano o di portare qualcosa a un amico.  escluso.
Niente di tutto questo.
E allora parlate.
Mi sedetti sul bordo di un boccaporto e spinsi indietro
il cappello. Avevo un amico, tra l'equipaggio. Si chiamava
Clement Fletcher.
Gi, quel picchiato, disse l'altro. Si  sbronzato
ed  caduto nel fiume. Gli era gi successo a Bruxelles,
ma lo avevano ripescato a tempo. Quello era capace di
cadere anche da un marciapiede.
Vi ricordate se avesse un contatore Geiger?
I due assentirono. Ci faceva diventare matti, con quell'arnese.
Parlava sempre delle grandi scoperte di uranio
che avrebbe fatto da qualche parte nell'America del Sud.
A Perdes.
S, proprio l. Perch?
Glielo hanno rubato.
Uno dei due scroll le spalle e sorrise leggermente. E
con questo? Dove si trova adesso non gli serve pi.
Il fatto , amico, che mi piacerebbe sapere chi glielo
ha rubato.
L'uomo mi guard, si stiracchi e disse: Vi dir una
cosa, piacerebbe anche a me saperlo. Non mi va che ci sia
della gente con le mani lunghe. Ogni tanto ne peschiamo
qualcuno e vi assicuro che non ci riprova.
Non credo sia stato qualcuno dell'equipaggio. La nave
era gi attraccata, quando glielo hanno rubato.
Oh,  la stessa cosa. Quando attracchiamo, sale a
bordo un sacco di gente. Questa volta abbiamo avuto la
visita degli agenti federali che sono venuti a vedere se
facevamo contrabbando di stupefacenti. Hanno frugato dappertutto
e non hanno trovato nulla. Bastava che ce lo avessero
chiesto. Credete che non ce ne accorgiamo, quando a
bordo c' qualcosa del genere? Lasciate che vi dica una
cosa. Io ne so parecchio su queste faccende, e anche il
capitano ha buon naso, e se se ne accorge sporge immediatamente
denuncia. Mio fratello minore si trova nel
Kentucky in un ospedale per drogati; ha preso il vizio
degli stupefacenti quando frequentava la scuola media. Se
sento che c' dell'eroina a bordo, io...
Chi altri  venuto?
La solita gente. Personale della societ armatrice. Scaricatori.
Operai per fare qualche riparazione. Tutte persone
a posto. Li conosciamo tutti, vero?
L'altro annu e raccolse le carte. Il vecchio Fletch parlava
troppo. Aveva raccontato a tutti che cosa gli era costato
quell'aggeggio. Tutti i suoi risparmi. E cos qualcuno
glielo ha fregato ed  andato a impegnarlo. Mi  successa
la stessa cosa con un orologio.
Non c' stato nessun altro?
No, fino alla morte di Fletcher. Poi  venuto un giornalista
assieme agli sbirri. Steve Mango ha dovuto andare
all'obitorio per identificarlo. Una bella disdetta. Mi doveva
dieci dollari.
Indicai la banconota che aveva davanti a s. Be', li
avete riavuti.
L'elenco telefonico indicava che nella zona c'erano quattordici
agenzie di pegno. Le visitai tutte a una a una, chiedendo
se avevano un contatore Geiger, ma senza risultato.
Mi sarebbe piaciuto trovare uno stralcio della calligrafia
di chi era andato a impegnarlo, ma evidentemente
l'amico era stato abbastanza furbo da sbarazzarsi dell'apparecchio
in qualche altro posto. Era logico che da solo
non avrei potuto sobbarcarmi la fatica di visitare tutte le
agenzie di pegno della citt, e perci mi arresi dopo essere
entrato nell'ultima che avevo segnato nella mia lista.
Comunque, nella faccenda c'era qualcosa di strano di cui
non riuscivo a rendermi ragione. Ma non potevo perdere
altro tempo n rischiare di essere riconosciuto, solo per il
gusto di seguire una traccia che ormai non sarebbe stata
di grande vantaggio a Fletcher. Perci decisi di lasciar
perdere il Maitland, presi un taxi e mi feci portare al Blue
Ribbon. Erano quasi le sei e volevo essere sicuro di trovare
Rondine, quando sarebbe arrivata.
Il locale era pieno di avventori. Dissi al cameriere che
avrei preso posto nella sala interna e intanto entrai in una
cabina telefonica. C'era un particolare curioso, a proposito
della morte di Fletcher; mi rigirava nel cervello e volevo
metterlo in chiaro. Se aveva gironzolato per tutta la
nave con quel suo maledetto contatore Geiger, poteva aver
scoperto per caso qualcosa d'altro... e forse qualcuno poteva
essersi insospettito. E questo qualcuno infastidito della
curiosit di Fletcher, non avrebbe avuto difficolt a uccidere
un ubriaco. Bastava una spinta...
Chiamai Wally Gibbons e dissi: Sono Tiger, camerata.
Oh, santo cielo. Ci risiamo!
Ascolta... usa il potere della stampa e scopri qualcosa
per conto mio, vuoi?
A che rischi vado incontro? A qualche colpo di pistola?
Nulla del genere.
Tiger... se c'entri tu, cominci, e poi: Tutti ti
stanno cercando. Maledizione, mi sto cacciando di nuovo
nei pasticci.
Stai calmo. Fai come se tu non mi conoscessi. Alla
fine potrai tirarne fuori una bella storia.
Be'...
Chiama l'ufficio del Ministero del Tesoro di qui e
chiedi se hanno trovato qualcosa quando hanno perquisito
il Maitland.
Il tono della sua voce si fece serio. Stupefacenti?
Potrebbe darsi. Vedi se hanno ricevuto qualche denuncia.
Possono aver trovato degli stupefacenti o forse
qualcosa d'altro. Quei tipi non si muovono a caso.
Capito.
Se quelli del Tesoro stavano seguendo qualche pista,
la morte accidentale di uno degli uomini dell'equipaggio,
un certo Clement Fletcher, potrebbe trasformarsi in un assassinio.
Muoviti.
Certo. Ma prima voglio essere sicuro che tu non
c'entri.
Non c'entro.  una informazione che ho raccolto strada
facendo. Tutto qui. Riappesi, avvertii Angie che stavo
aspettando Rondine e andai nella sala interna.
Rondine arriv alle sei. Aveva fatto anche in tempo a
cambiarsi d'abito, e indossava un vestito azzurro cenere con
una scollatura a punta che scendeva oltre l'attaccatura del
seno e dava quasi le vertigini. Sorrise, si tolse la giacca
e, avendo notato dove si posava il mio sguardo, rimase in
piedi davanti a me per permettermi di ammirarla a mio
agio.
Cominci ad avere dei rimorsi? mi chiese con quel
tono scherzoso che adottava di tanto in tanto.
Proprio cos. La feci accomodare e mi sedetti in
modo da poter osservare chiunque fosse passato davanti
al nostro tavolo. Ordinai qualcosa da bere per lei e per
me. Quando arrivarono le bibite alzai il bicchiere per un
brindisi silenzioso, ricordando i giorni trascorsi, quando,
seduti nello stesso posto, io meditavo di ucciderla. La sola
idea di essere stato sul punto di farlo, mi faceva venire i
brividi.
Cenammo, attesi che il locale si vuotasse, ordinai ancora
una bibita e poi tirai fuori la foto che Ernie aveva fatto
a me e a Sonia Dutko, e la consegnai a Rondine. Era stata
scattata da distanza ravvicinata e si poteva distinguere chiaramente
la data della copia del The News. Rondine la
esamin attentamente.
Che cosa ne devo fare?
Bisogner che in un modo o nell'altro tu riesca ad avvicinare
Gabin Martrel al City General Hospital. Consegnagli
la foto e digli che la ragazza  al sicuro. Pu fare
tutte le rivelazioni che crede, senza timore di mettere a
repentaglio la vita di Sonia. Poi, quando avr parlato, potr
raggiungerla. Ho paura che quel poveraccio soffrir
una grossa delusione quando scoprir che i sentimenti di
Sonia nei suoi confronti si basano pi sull'amicizia che
sull'amore, ma dopotutto  affar suo.
E lui?
Lui ne  innamorato. Francamente, non me ne importa
nulla. Dobbiamo sciogliergli la lingua, e so benissimo
che non aprir bocca finch non sar pi che sicuro
che Sonia non verr compromessa. Pensi di potercela fare?
Rondine infil tranquillamente la foto nella borsetta.
Credo di s. Hai qualche suggerimento da darmi?
Arrangiati tu, tesoro. D'accordo?
D'accordo, rispose.
Non dimenticarti del tipo che ti sta pedinando. Vorr
vederti uscire dallo stesso posto nel quale sei entrata.
Sistemer la faccenda.
Sai quale faccenda piacerebbe sistemare a me?
Mi dedic un sorriso pieno di sottintesi. Dovrai aspettare,
caro. Mi hai rifiutato una volta, e ora tocca a te aspettare.
Non mi garb la frecciatina. Dissi: Non farmi aspettare troppo.
Almeno quanto basta.
La seguii con lo sguardo mentre si allontanava. Terminai
di bere il mio liquore e poi andai al banco per saldare
il conto. Mentre Angie mi dava il resto esclamai: Al
diavolo!, ma l'amico non sapeva a che cosa mi stavo riferendo.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Lasciai il Blue Ribbon, mi diressi verso Broadway e mi
mescolai alla folla che usciva dai cinematografi. Girai in
direzione sud, camminando come se avessi una meta precisa
e cercando di stare alla larga dai poliziotti in uniforme
che sembravano aver letteralmente invaso la zona attorno
a Times Square.
Tre morti, per quanto ne sappiamo, continuavo a pensare,
e quanti altri ancora? La presenza di un uomo dell'importanza
di Gabin Martrel poteva scombussolare le
relazioni tra due governi, e metterne uno in posizione di
svantaggio rispetto all'altro. Per me la cosa non aveva
molta importanza, purch nella posizione di vantaggio fossimo
riusciti a metterci noi.
L'OONA-3, di cui Martrel era stato il capo, era la
nuova organizzazione di spionaggio che i sovietici avevano
creato prima ancora della seconda guerra mondiale. Gli
agenti erano stati collocati a tempo opportuno nei posti
chiave della politica e dell'economia dei vari paesi. Come
potenza, questa organizzazione era superiore perfino alla
KGB. Quando i russi avevano deciso di assegnare a Martrel
il progetto del missile Beltov, considerandolo come
un elemento di tutta fiducia, gli avevano affidato un segreto
che, se egli si fosse deciso a rivelarcelo, ci avrebbe automaticamente
dato un vantaggio di cinque anni nella gara
per la supremazia.
Ma si sarebbe deciso?
Forse s, se la sua diserzione fosse basata su una vicenda
sentimentale e se fossimo riusciti a convincerlo che la
donna che gli premeva era in salvo. Ma se la sua diserzione
era dovuta a motivi politici - al fatto per esempio di
aver finalmente aperto gli occhi - poteva darsi che Martrel
desiderasse evitare complicazioni e accettasse l'asilo
politico che gli veniva offerto, senza fare alcuna rivelazione.
Finch il controspionaggio sovietico non lo avrebbe liquidato.
I Rossi non erano certo disposti a lasciare in libert
un uomo in possesso di tante informazioni, e Martrel
lo sapeva molto bene. Diavolo, forse non gliene importava
pi nulla. Non era la prima volta che succedeva una
cosa simile.
Io ero certo che l'intera faccenda si imperniava su Sonia
Dutko.
Chiss che cosa sarebbe successo, quando quel povero
diavolo avrebbe scoperto che Sonia non lo amava? Comunque,
era affar suo e non mio. I sovietici avevano una
squadra pronta per uccidere entrambi i fuoriusciti. E anche
me. Doveva trattarsi di un gruppo sceltissimo, introdotto
in ogni posto chiave e comandato da un capo tenuto
in serbo per simili contingenze, che riceveva ordini diretti
da Mosca. Se fossimo riusciti a eliminare quella cellula,
tutta la catena si sarebbe disgregata. E prima che si riformasse
un nuova catena, avremmo potuto respirare per un
po' di tempo.
Mi chiedevo come erano riusciti a entrare nell'albergo
Shrevesport. L'IATS aveva invaso l'edificio come un esercito
di formiche, perquisendo anche gli angoli pi nascosti.
Quale era stato il risultato delle indagini? Non c'erano altro
che donne, e l'assassinio di Ann Lighter era stato commesso
da un uomo.
Poi mi diedi dello stupido perch la risposta era ovvia.
Continuai a dirigermi verso sud, oltre il quartiere dei
teatri, oltre il quartiere della moda, e raggiunsi l'isolato
dove il tendone d'ingresso dello Shrevesport sporgeva sul
marciapiede. Rimasi sul marciapiede opposto e feci del
mio meglio per individuare gli eventuali sorveglianti lasciati
sul posto dalle varie organizzazioni interessate alla faccenda.
Per quello che potevo giudicare io, non c'era nessuno.
Forse erano rimasti nell'atrio dell'albergo, o dislocati
ai vari piani.
Girai dietro l'albergo e mi trovai in un vicolo. Le scale
antincendio erano raggiungibili da terra. C'erano anche due
porte di ferro, probabilmente le uscite delle scale interne,
chiuse dal di fuori. Dovunque erano ammassati grandi bidoni
colmi fino all'orlo dei rifiuti accumulati dall'albergo
nelle ventiquattro ore prima. Era inutile pensare che il
giorno in cui era stata uccisa Ann l'assassino avesse potuto
nascondervi qualcosa. Con l'ansia di guadagnare tempo
per cancellare le proprie tracce si sarebbe dovuto rivolgere
altrove.
Le case che fiancheggiavano l'albergo erano vecchie e
decrepite. I seminterrati, le cui finestre si affacciavano al
di sotto del livello stradale, erano riparati da grosse griglie
arrugginite. Le controllai una per una, cominciando
dal lato est, ma non trovai nulla.
Non appena passai dall'altro lato, mi accorsi che una
delle griglie era stata rimossa. La sollevai e nell'apertura
trovai un vestito, un soprabito da donna e una parrucca.
Il vestito era stato imbottito per dare alle forme mascoline
una rotondit da matrona.
Era stato un uomo, dopotutto. E non gli era stato difficile
entrare in un albergo riservato alle donne poich si
era travestito da donna.
Non mi pareva il caso di raccogliere quegli indumenti.
Li ributtai nell'apertura, tornai sui miei passi e mi diressi
verso Broadway. Al primo telefono pubblico chiamai il
Colonnello a casa sua e gli comunicai i risultati della mia
scoperta.
Disse: Penso che Hal Randolph sar lieto di saperlo.
Ce l'ha a morte con te, e Washington gli sta facendo pressione.
Vorrebbero mettere alle strette l'organizzazione di
Martin Grady ma non sanno da che parte cominciare.
Credevano di potercela fare partendo da te.
Fate in modo che sappiano di chi  il merito della
scoperta.
Potrebbe fargli venire in mente qualche idea spiacevole.
Capii quello che voleva dire. Per esempio, che sono
stato io a mettere l quella roba?
S, o anche che tu l'abbia indossata per entrare nell'albergo
a uccidere quella donna.
Sapete bene che non  vero.
S, ma loro faranno di tutto pur di poterti mettere le
mani addosso, Tiger.
Forse. Datevi da fare. Pu darsi che riusciate a scoprire
dove sono stati acquistati i vestiti.
Me ne occupo subito.
Subito dopo chiamai Dave Severn al giornale e gli raccontai
della scoperta che avevo fatto. Andate subito sul
luogo, Dave. Se vi trovate presente quando scoprono quei
vestiti, non cercheranno di fare nessun scherzo. E se arrivate
assieme a loro, non abbiate timore di sollevare qualche
sospetto. Potete insinuare che sono stato io a offrirvi
questa primizia.
D'accordo, Tiger. Avete qualche altra rivelazione da
fare?
Un mucchio, ma non  questo il momento pi opportuno.
Che mi potete dire della Dutko?
 proprio questo il punto sul quale devo essere riservato.
Oh, madre mia, disse. Ci siete dentro fino al collo,
a quanto pare.
E le acque bollono, risposi. Bene, rimarremo in
contatto. E aspettate a scrivere il mio necrologio.
Non posso. L'ho gi scritto da un pezzo.
L'hanno scritto anche molti altri. Ma ormai sono quasi
tutti defunti.
Vidi il telegiornale delle undici in un bar nei pressi
della Ottava Avenue. La notizia che mi interessava fu data
per ultimo, ma era un bocconcino piccante. Mostrarono
delle foto di agenti in borghese che stavano scoprendo
gli indumenti indossati dal sospetto assassino. La parrucca
era di tipo scadente, color castano, il vestito di stoffa
stampata su fondo azzurro, il soprabito senza speciali caratteristiche,
e le scarpe molto usate e coi tacchi bassi.
Non c'erano n etichette n segni che potessero permettere
una immediata identificazione, ma la polizia stava indagando
sulla provenienza degli oggetti ritrovati e si dichiarava
fiduciosa di poter effettuare un arresto tra breve.
Come al solito.
La polizia? Della faccenda non si occupava nemmeno
l'ombra di uno sbirro cittadino. Le indagini erano condotte
direttamente da Washington. Con tutti gli uomini e i
laboratori che avevano a disposizione, era probabile che
qualcosa sarebbe saltato fuori, prima o poi, ma era anche
probabile che gli avversari non avrebbero commesso imprudenze
e che in realt quegli indumenti non sarebbero stati
di nessun aiuto.
Le informazioni del telegiornale concludevano con la
notizia che le due direttrici dell'albergo ricordavano perfettamente
di aver notato una persona con quegli abiti. Secondo
le loro dichiarazioni, aveva attraversato l'atrio ed
era entrata nell'ascensore. L'addetto all'ascensore aveva
confermato la dichiarazione ma non si ricordava a che piano
fosse scesa quella persona. Ci non serviva a un bel
nulla, perch molto probabilmente l'assassino non era sceso
allo stesso piano in cui si trovava Ann, ma l'aveva raggiunto
servendosi delle scale interne.
Alle undici e mezzo feci tranquillamente ritorno all'albergo
e chiesi la chiave al portiere. Questi mi consegn
anche un biglietto.
La comunicazione mi informava che avrei dovuto chiamare
Mr. Donovan. Il che voleva , dire secondo il nostro
codice che Londra aveva urgenza di mettersi in contatto
con me. Era ora che la Centrale si occupasse dei miei
rapporti e che incaricasse qualcuno del personale di seguire
la faccenda.
Chiamai Newark da un telefono pubblico, parlai rapidamente
con Virgil Adams e gli diedi il mio numero perch
avvisasse Londra che io ero in attesa. Dovetti attendere
un quarto d'ora prima di avere la comunicazione
intercontinentale e di sentire la voce di Johnson all'altro
capo della linea. Mi feci riconoscere e ascoltai quello che
aveva da dirmi.
Fu breve e rapido. Ho un messaggio da oltre il sipario
di ferro, vecchio mio. Mai sentito parlare di Spaad
Helo?
Ne ho sentito parlare, ma non so molto. Si  occupato
delle purghe interne dei sovietici, ha diretto l'operazione
che ha permesso loro di rubare i segreti atomici agli inglesi,
ed  sospettato di aver ucciso uno dei nostri uomini a
Buenos Aires. Ecco tutto.
 stato Spaad, infatti. Ora si trova dalle vostre parti,
credo.  stato segnalato in Messico e l si sono perse le
sue tracce. I nostri credono che sia andato direttamente
negli Stati Uniti per ordine di Mosca. Sappiamo che la sua
missione  importantissima e in questo momento non esiste
bersaglio pi importante di Gabin Martrel. In Russia
sono sui tizzoni ardenti e cercano di sistemare le cose nell'eventualit
che Martrel faccia delle rivelazioni.
Esistono delle fotografie di Spaad, o qualche altro
modo per riconoscerlo?
Niente.  uno dei loro uomini misteriosi. Non ha
volto.  sempre stato tenuto nell'ombra. Credo che solo
pochissime persone conoscano la sua vera identit. Vedremo
di fare tutto il possibile per racimolare qualche informazione,
ma temo che non sar un gran che. Parla
parecchie lingue e conosce perfettamente l'americano. Stai
sul chi vive, quindi.
Non mi sei di molto aiuto.
Posso dirti ancora una cosa... Ti ricordi di Sonny Carter?...
Hai lavorato con lui.
Certo che mi ricordo di Sonny.
C' un suo rapporto dove dice che mentre collaborava
col servizio informazioni inglese nell'affare dei segreti
atomici ha ferito un uomo in una sparatoria. Crede di averlo
ferito al braccio destro e l'uomo poteva essere Spaad.
Pu sempre servire. Vedi se riesci a scoprire qualcosa
d'altro e tieni informato Newark, per favore.
Senza dubbio, disse. Poi aggiunse: Ah, c' un'altra
cosa.
Cosa?
Ora non sei soltanto nella loro lista "A". Sei il bersaglio
numero uno. Con precedenza assoluta.
Senti senti, dissi, e riappesi.
Salii in camera, mi spogliai, feci una doccia e dopo essere
rimasto per un po' a crogiolarmi sotto l'acqua, mi
asciugai e mi buttai sul letto con indosso i soli slip. Rimasi
l per un po' con le mani incrociate dietro la testa, a ripassare
mentalmente tutto ci che era successo.
Il problema era abbastanza semplice. Persuadere Gabin
Martrel a parlare. Se Rondine fosse riuscita a mettersi in
contatto con lui e lui si fosse convinto che Sonia era in
salvo, forse ce l'avremmo fatta. Se il piano funzionava,
avremmo avuto ben presto la risposta. Ma c'era qualcosa
che mi assillava e che non riuscivo a precisare. Qualcosa
che si era ficcata nel mio cervello come una scheggia che
sentivo pungere ma non riuscivo a localizzare.
Mi addormentai con la fronte aggrottata e con tutte le
rotelle del mio cervello in movimento alla ricerca di una
risposta. Quando lo squillo del telefono mi risvegli, guardai
l'orologio e mi accorsi che avevo dormito per una decina
di minuti. Afferrai il ricevitore. Questa era una cosa
che non mi andava per nulla. Avevo gi stabilito i miei
contatti regolari e nessun altro sapeva dove io fossi.
Il portiere mi comunic: Signore, c' una signorina
che sta salendo da voi.  vero che la state aspettando?
Che aspetto ha?
Molto carina.
Non preoccupatevi, gli dissi, e riappesi sorridendo.
La mia bella Rondine aveva compiuto la sua missione e
mi stava portando la risposta.
Le avrei dato un premio.
Prima che avessi il tempo di rivestirmi, bussarono leggermente
alla porta. Attraversai la stanza, tolsi il catenaccio
e aprii la porta.
E questo fu l'errore che a momenti mi costava la vita.
Se non fosse stato per la mia abitudine di scostarmi e
di tenere le luci spente, i primi due colpi della pistola
munita di silenziatore mi avrebbero raggiunto in pieno
ventre. Era un omaccione con un sorriso di trionfo dipinto
sul viso abbronzato. Prima di dargli il tempo di accorgersi
di avermi mancato e di ritentare la prova, gli feci
saltare la pistola di mano e lo afferrai per il polso.
Con un improvviso strattone che gli fece perdere l'equilibrio
e lo trascinai nella stanza, poi chiusi la porta con un
calcio.
Gli affondai le dita nel collo e nello stesso tempo mi
buttai da una parte per ricevere sulla coscia il colpo di
ginocchio che era diretto al mio basso ventre; poi balzandogli
alle spalle lo rovesciai sulla mia schiena mandandolo
a stramazzare a terra dietro di me. Egli cerc subito di
rimettersi in piedi ma io non gliene lasciai il tempo e lo
colpii in faccia con due pugni che gli fracassarono la mascella
e mi lasciarono sulle nocche la viscida sensazione
del sangue.
E allora tent di urlare, sapendo quello che sarebbe
accaduto, ma di nuovo non gliene lasciai la possibilit.
L'aveva gi avuta e l'aveva persa. Ora toccava a me. Senza far caso alle sue mani che mi mulinavano attorno alla
testa, lo colpii con tutte le mie forze finch il disgraziato
fu ridotto a un cencio che gemeva flebilmente.
Cambiai posizione e gli appoggiai il ginocchio sulla gola.
Bastava un minimo di pressione e gli avrei spezzato
il collo. Come avete fatto a trovarmi?
Alla luce della citt, che filtrava dalla finestra, cominciai
a distinguere il suo volto, o per lo meno ci che ne
rimaneva. Nei suoi occhi sbarrati si leggeva il terrore. Aumentai
la pressione sulla gola e i suoi occhi si spalancarono
maggiormente, uscendo quasi dalle orbite. Sapevo...
che avreste pensato... ai vestiti. Ho aspettato... vi ho seguito.
Annuii. Stavo diventando maldestro. Avrei dovuto immaginare
che gli indumenti nascosti potevano rappresentare
una trappola.
Stavo per allentare la stretta e per comportarmi come
un onesto americano rispettoso delle leggi e delle autorit
giudiziarie, quando il disgraziato commise un altro errore
tirando fuori un coltello da chiss dove e cercando di piazzarmelo
nella schiena. Non riusc a fare altro che a ferirmi
alla gamba e a suicidarsi, perch mi fece perdere l'equilibrio
e tutto il mio corpo pes sul ginocchio. Mor senza
sapere che cosa fosse accaduto.
Andai nel bagno. Lavai la ferita, feci un tampone con
un lembo di asciugamano e lo fissai con delle strisce di cerotto.
Poi mi vestii in fretta, accesi la luce e guardai il
tizio.
Era senza dubbio un professionista. Non aveva nulla di
compromettente addosso. La pistola, calibro .32, era munita
di un silenziatore piuttosto rudimentale. Lasciai l'arma
accanto al cadavere, nel punto dove era caduta.
Sollevai il telefono e chiesi al portiere: Avete- visto
una bella ragazza avviarsi verso la mia stanza?
Mi rispose ,con un tono annoiato: Non  entrata nessuna
ragazza da mezz'ora a questa parte.
Non mi avete chiamato, poco fa?
Non vi ho chiamato io, signore. Vi ho soltanto passato
una comunicazione che arrivava dall'esterno.
Grazie.
Un trucchetto ingegnoso. Sapevano di Rondine, mi avevano
pedinato fino all'albergo e si erano serviti di lei come
specchietto per le allodole, chiamandomi da una cabina
telefonica delle vicinanze. La colpa era mia. Avrei
dovuto ricordarmi della voce del portiere. La prossima
volta, l'avrei tenuto presente.
Preparai in fretta la valigia. Se l'omaccione si era messo
in contatto con altri, era probabile che questi fossero
rimasti in sua attesa.
Scesi e ripetei lo scherzo dell'ultima volta, incaricando
un inserviente di pagare il conto, e uscendo dalla porta
posteriore. Mi diressi verso la strada e osservai le macchine
posteggiate accanto all'albergo. Non mi parve di
scorgere nulla di sospetto, ma gli uomini potevano essere
rimasti in agguato in qualche casa o in qualche portone.
Quando fui sicuro di non aver nessuno alle calcagna,
presi un taxi e mi feci portare a casa di Wally Gibbons.
La mia visita non gli avrebbe fatto certamente molto piacere,
ma non mi restava altra scelta.
Avevo ragione. Mi guard furibondo dalla fessura della
porta, fece per dire qualcosa e poi con un gesto mi invit
a entrare. Rimase l a guardarmi, in pigiama, con le mani
sui fianchi, mentre io buttavo la valigia in un angolo. Poi
mi disse: Lo sai qual  la pena per chi d ricetto a un
ricercato?
Non sono soltanto un ricercato. C' anche un cadavere
nella mia stanza all'albergo Brigham.
Wally spalanc la bocca e si appoggi allo schienale di
una sedia. Amico, tu sei suonato! L'hai ucciso tu?
Certo.
E perch me lo vieni a dire? Lo sai in che posizione
mi metti? Sono a conoscenza di un delitto e...
Piantala. Puoi chiamare la polizia e dire che hai avuto
una informazione anonima sull'omicidio. In ogni caso,
voglio che arrivino l al pi presto.
Col cavolo mi sogno di farlo. Sanno che sono in contatto
con te e mi guardano gi di traverso. Non appena
arriveranno l, mangeranno la foglia. E mi cacceranno in
prigione senza perdere altro tempo. Senti Tiger...
Senti tu, dissi seccamente, questa  una faccenda
che riguarda la sicurezza dello Stato. Se non vuoi occupartene,
telefona a Dave Severn e digli che lo faccia lui. Ogni
minuto  importante. Quel tipo ha sparato contro di me
e la polizia trover i proiettili. Le prove sono evidentissime.
Voglio che questa notizia esca a titoli cubitali su tutti
i giornali. Quanta pi luce si getter su questa faccenda,
tanto maggiore sar la confusione che riusciremo a creare
nel campo avversario. Gli raccontai i particolari e aggiunsi:
I loro agenti sanno di me e di Rondine fin dall'altra
volta. Adesso si sono serviti di lei come di un'esca. Il guaio
 che forse la stanno pedinando; se riescono a prenderla,
avranno una leva potente nelle loro mani.
Wally riflett per un attimo e poi chiese: Mettiamo
che succeda proprio come dici tu, Tiger. Mettiamo che tu
debba scegliere tra la sicurezza dello Stato e Rondine.
Che cosa faresti?
La lascerei morire, amico, risposi con calma.
Wally annu, si alz e afferr il telefono. Chiam Dave
Severn e gli diede le istruzioni. Quando ebbe finito, telefonai
a Charlie Corbinet e gli raccontai tutto per filo e per
segno. Il Colonnello mi disse di richiamarlo dopo cinque
minuti; nel frattempo avrebbe cercato di mobilitare
una squadra dell'organizzazione. Quando lo richiamai, mi
disse: Le cose si sono spinte troppo in l, Tiger.
Non ancora.
Adesso tutti gli sforzi sono diretti contro di te. Hal
Randolph e gli altri ti vogliono parlare.
Oh, magnifico.
Riusciranno a trovarti, in un modo o nell'altro. Albert
Cutter sospetta che Rondine abbia eluso la sua sorveglianza
per un certo periodo di tempo.
Guarda un po'!
C' dell'altro, amico mio.
E cio?
Cutter ritiene di non essere stato il solo a sorvegliare
l'appartamento di Rondine. Non ne  sicuro ma gli  sembrato
che ci fosse qualcun altro. Non poteva lasciare il suo
posto per andare a controllare, ma Cutter ha un occhio
di lince ed  molto pratico di queste faccende. Ha detto
che Rondine  tornata a casa, ma una sua telefonata nell'appartamento
per sincerarsene non ha avuto risposta. E
perci. Cutter pensa che Rondine sia uscita di nuovo da
un'altra parte.
Grazie, Colonnello, dissi, e riappesi.
Ancora un errore possibile. La CIA aveva un uomo in
agguato per sorvegliare Rondine e, nell'eventualit, per
beccare me. Non due o pi uomini. Solo un agente. Ma
nel campo avversario non mancavano uomini, e questi uomini
non avevano soltanto il compito di vigilare. Se Rondine
era uscita da una parte che essi tenevano sotto controllo,
era possibile che fosse caduta nella trappola.
Wally...
No, rispose seccamente. Qualunque cosa tu mi
chieda... no!
Non mi arresi. Tengono Martrel al City General Hospital.
Rondine tentava di mettersi in contatto con lui. Tutti
sanno che Martrel  in una stanza tenuta sotto stretta
sorveglianza, e tu hai un ottimo pretesto per andare a
controllare. Vai l, guardati attorno e cerca di trovarla.
No, ribatt, mentre si stava vestendo rapidamente.
Stava per uscire, quando si volt verso di me, mi fece una
smorfia di disgusto e disse: Oh, diavolo!
Non appena se ne fu andato telefonai al nostro collegamento
in citt perch avvertisse Newark di chiamarmi. Facendo
cos, sulla bolletta del telefono di Wally non sarebbe
apparsa alcuna comunicazione intercomunale, n si
sarebbe rivelato il numero. Cinque minuti dopo, Virgil
Adams mi telefonava. Dopo avergli comunicato la parola
d'ordine e avergli fatto il mio rapporto, Adams disse: Ha
chiamato di nuovo il capo, Martin Grady in persona. Il
gruppo di Los Angeles ha una sorpresa. Quando sono stati
in Messico si sono imbattuti nelle tracce di Spaad Helo.
Aveva lavorato come elettricista in una compagnia cinematografica
che stava girando un documentario sulla situazione
politica di laggi. Spaad parla perfettamente lo spagnolo
ed  munito di documenti falsi. Sembra che sia
riuscito a entrare in certi luoghi e a fotografare dei documenti
segreti. La sua sparizione improvvisa ha insospettito
gli agenti che hanno cominciato a investigare.
E allora?
Ha ricevuto una strana telefonata dagli Stati Uniti,
captata da una telefonista agli ordini del governo e appartenente
al nostro gruppo. Proveniva dal Tomlinson Building
di Broadway, da una cabina telefonica pubblica dell'atrio.
In che cosa consisteva il messaggio?
Parlavano in una lingua straniera, ma le poche parole
che la ragazza  riuscita a capire sono, immediatamente,
Martrel e ucciso.
Come hanno saputo che si trattava di Spaad?
Perch ha lasciato un ricordo dietro di s; un anello
di cui aveva scheggiato la pietra d'onice e che ha portato
a riparare. Il gioielliere ha cercato di essere premuroso ed
 andato al teatro di posa per consegnarlo di persona malgrado
le istruzioni ricevute. Nell'anello c'era una scritta:
A Spaad da Anna. Il nostro uomo se ne  accorto e ha
detto al gioielliere di riportarsi via l'anello; ora il negozio
 mantenuto sotto sorveglianza per l'eventualit che Spaad
vi ritorni.
Grazie. Dar un'occhiata al Tomlinson Building.
Pu darsi che non troverai nulla. C' una fila di cabine
telefoniche e niente altro. Ma Martin Grady pensa
che la cosa abbia importanza perch il giorno della telefonata
qui c'era un forte temporale. E pu darsi che il nostro
amico, malgrado le istruzioni ricevute di chiamare da
un telefono pubblico, abbia deciso di non affrontare la
pioggia e abbia telefonato dall'interno dell'edificio.
La gara  a chi commette pi errori; ed  cos che si
vince una partita di baseball, gli dissi, e riappesi.
Avvicinai una sedia alla finestra, posai i piedi sul davanzale
e rimasi l a guardare nella notte. Gli occhi mi si
chiusero e mi addormentai, pensando a molte cose.
Da molto lontano mi giunse lo squillo insistente di un
campanello e mi svegliai di soprassalto. Per un attimo rimasi
quasi accecato dal sole che stava sorgendo e che illuminava
la finestra. Guardai l'orologio. Erano di poco passate
le sei.
Afferrai il ricevitore. Era Wally.
Le acque stanno diventando sempre pi calde, Tiger.
Puoi parlare?
Mi trovo in una cabina telefonica nell'atrio dell'ospedale.
Dov' Rondine?
A colloquio con gli agenti federali. Si era vestita da
infermiera ed era riuscita a entrare nella stanza di Martrel
nonostante la sorveglianza del poliziotto. L'avrebbe fatta
franca se non fosse stata - sorpresa, mentre si toglieva
l'uniforme, da due infermiere entrate nella toilette per fare
quattro chiacchiere.
Come hanno fatto a scoprirla?
Perch qualcuno ha mandato una bella pianta in vaso
nella stanza di Martrel. Non  la prima volta che Martrel
riceve degli omaggi floreali e nessuno avrebbe effettuato
dei controlli se non fosse stato per un poliziotto particolarmente
zelante. Pare che si sia gi imbattuto in un caso
simile. Hanno controllato il vaso e hanno scoperto che la
terra conteneva un ordigno a orologeria pieno di gas di
cianuro. Hanno fatto circondare tutto l'ospedale e, bench
non abbiano trovato il latore del vaso, hanno scoperto
Rondine. L'agente di guardia alla porta l'ha riconosciuta e
cos pure altri due pazienti.
Ha parlato?
Muta come un pesce, ma passer dei brutti momenti.
Non hanno certo l'intenzione di essere troppo gentili.
Senti, fammi un piacere: esci da casa mia.
Non gli risposi. Riappesi lentamente e tornai a contemplare
il sole che si andava affacciando sopra le case.
Ora avevano un'arma in mano contro di me. Potevano
dichiararla persona non grata e rispedirla in Inghilterra,
lontano da me. A meno che non l'accusassero di qualcosa
d'altro. Ma almeno era riuscita a mettersi in contatto con
Gabin Martrel.
Lasciai l la mia valigia, scesi e iniziai la lunga camminata
verso l'abitazione di Charlie Corbinet. Quando mi
apr la porta, capii dal suo sguardo che era al corrente di
tutto.
Entra, Tiger. mi disse. Ti stavo aspettando.
Entrai, e richiusi la porta. Dite a Randolph che sono
disposto a parlare con loro a una condizione.
Non accetter alcuna condizione.
E allora ditegli di andare al diavolo.
Charlie scroll le spalle e avanz nella stanza. In ogni
caso, posso parlargli della tua condizione.
Che lascino andare Rondine. Lei non c'entra.
Forse  cos, ma l'organizzazione vuole essere edotta
sulla situazione e ricorrer a qualsiasi mezzo pur di riuscirci.
Dovresti saperlo.
Sciocchezze.
Conosco Randolph.
Va bene, Colonnello, e allora parler a modo mio.
Non per telefono. Vuol vederti di persona.
Gi. Una macchina verr alle quattro del pomeriggio
a prendere voi e Randolph. Dove sarete diretti e che
cosa faremo sar affar mio. E cos, potr vedermi.
Charlie sorrise. Sapevo a che cosa stava pensando. Potrebbe
essere accompagnato da qualcuno.
Potrebbe portarsi dietro un esercito, per quello che
mi importa. Se crede di potermi arrestare, ha fatto male i
suoi calcoli.
Come ai vecchi tempi, eh?
Proprio cos.
Saremo pronti per le quattro. Mi apr la porta e mi
strizz l'occhio. Alle sue spalle, appesi al muro, c'erano i
ricordi di un tempo passato da un pezzo. Ricordi di guerra,
pistole, pugnali e ordigni che avevamo usato per lo stesso
scopo prima che il mondo diventasse pi pazzo che
mai. Corbinet si era servito personalmente di alcuni di
quei ricordi. Di altri mi ero servito io. Quasi tutti
i proprietari di quelle pistole erano morti, e soltanto qualcuno
di noi era ancora in vita.
Non mi ci volle molto tempo per organizzare le cose.
Martin Grady possedeva il denaro, l'equipaggiamento e le
relazioni necessarie per realizzare tutto quello che avesse
voluto. L'auto sarebbe stata pronta e munita perfino di un
congegno di interferenza. nel caso che uno dei miei ospiti
avesse portato con s un trasmettitore elettronico i cui
segnali avrebbero potuto essere captati e seguiti da un'altra
macchina. Due altre macchine si sarebbero trovate pronte
a intralciare il traffico, nel caso che i nostri amici avessero
tentato un semplice inseguimento, e altri tre dispositivi
di controllo erano pronti a scattare. Sorrisi tra me,
quando seppi di tutte queste precauzioni. Martin Grady
non era ancora disposto a vedermi finire in una cella,
a quanto sembrava.
E intanto, avevo a mia disposizione quasi un'intera giornata.
Il Tomlinson Building era uno degli edifici pi vecchi
di un ammasso di costruzioni nel rione dei teatri verso la
Quarantesima Strada. L'atrio era simile a tanti altri. Un'edicola
di giornali vicino all'entrata, una fila di targhe col
nome degli uffici, qualche cabina telefonica pubblica e tre
ascensori. Appoggiato alla parete vicino agli ascensori c'era
un ometto sulla sessantina, dall'aria stanca, con un'uniforme
piuttosto malandata. L'atmosfera generale indicava
che l'edificio non ospitava nessuna ditta particolarmente
florida.
Consultai le targhe degli uffici, senza molta speranza di
ricavarne qualcosa, poi mi infilai in una cabina telefonica,
presi l'annuario commerciale di Manhattan e cominciai a
controllare sistematicamente tutti i nomi che apparivano
sulle targhe. Ci misi pi di un'ora, essendo costretto a
interrompermi di tanto in tanto per lasciare l'annuario ad
altri, mentre l'ometto degli ascensori mi rivolgeva sempre
pi spesso un'occhiata di curiosit. Quando terminai, avevo
trovato tre uffici che non erano elencati nell'annuario e
che non avevano telefono. Il che, per una ditta commerciale,
era piuttosto strano.
Approfittai di un momento di calma nell'andirivieni dell'atrio,
e mi avvicinai all'ometto con un biglietto da venti
dollari in mano. Egli not il valore della banconota e improvvisamente
la sua grinta ostile si trasform in un sorriso
cordiale. Il biglietto spar come per incanto nella sua
mano.
 una somma enorme per qualsiasi cosa voi possiate
desiderare in questo luogo, ma dite pure.
Gli feci vedere i nomi dei tre uffici che avevo annotato.
Prado Products, F.I. Besser, e Ordinazioni per corrispondenza
Fountain's.
Egli annu pensierosamente, mi guard con gli occhi socchiusi
e disse: So che non siete uno sbirro.
Diciamo che sto facendo delle ricerche.
Guai in vista?
No, se posso evitarli.
Besser  un allibratore. Lo sanno tutti.
Perch non ha il telefono? Come pu lavorare?
Scherzate? Ha una dozzina di telefoni, ma non compaiono
sull'elenco.
Cancellai F.I. Besser. E gli altri due?
L'ometto storse la bocca, premette un bottone sulla parete
per far partire un ascensore e disse: Non so molto.
C' un sacco di gente che entra e esce. La Fountain's riceve
posta e ne spedisce anche. Sembra a posto. Lui  un tipo
che cerca di sbarcare il lunario con un'attivit limitata.
Anche lui senza telefono?
Non ne ha bisogno, per il suo lavoro. Gli basta qualcuno
che trasporti i sacchi di posta.
E la Prado Products?
Di questi non so proprio nulla.
Questi?
Gi. Ci sono almeno sei persone che vanno e vengono
durante la settimana. Portano su delle ragazze, qualche
volta, e fanno salire della roba da bere. Ho visto anche
dei rotoli di pellicola andare avanti e indietro e non vorrei
pensar male, ma scommetterei che lass fanno dei filmetti
interessanti. Mi rivolse un sogghigno e aggiunse: Un
paio delle signore che ho visto entrare in quell'ufficio sono
delle puttanelle della citt alta.
Mica male.
Succede dappertutto, rispose scrollando le spalle.
C' qualcuno in quell'ufficio, adesso?
Diavolo, no. Oggi quegli uffici sono chiusi. Non ho
visto nessuno di loro, fino a questo momento.
Gli dedicai un bel sorriso. Credete che si possa dare
un'occhiata in giro?
Vi coster un cinquantone, disse.
Gli consegnai due biglietti da venti e uno da dieci.
L'ometto spar in una stanzetta in fondo all'atrio e torn
quasi subito con due chiavi. Queste possono servire, a
meno che non abbiano rinforzato le serrature. Ricordatevi
che io non vi ho mai visto in vita mia.
Ricordatelo anche voi.
Certo, per un ammontare di settanta dollari. Mi indic
un ascensore. Prendete quello.
I miei cinquanta dollari extra non sarebbero serviti a
nulla, se non avessi avuto i magici ferretti di Ernie. I due
uffici erano muniti di serrature supplementari, e il lavoro
non fu certo facile, con l'ascensore che andava avanti e indietro
e che ogni volta mi obbligava ad arrestarmi.
Mi occupai per prima cosa della Prado Products. Entrai
e richiusi la porta che all'interno era provvista anche di
un catenaccio e di una catena supplementare. La ragione
di tutte quelle precauzioni era evidente. Stando alle apparecchiature
e al materiale che si vedeva in giro, la Prado
Products si doveva occupare di affari piuttosto compromettenti
e le supposizioni dell'ometto erano azzeccate. Oltre
a tutto l'occorrente per girare dei film da 16 millimetri, in
un angolo del locale trovai anche un recipiente coperto da
cui emanava un forte odore di acido. Era evidente che in
caso di una incursione della polizia tutte le pellicole potevano
essere buttate l dentro e distrutte in un attimo.
Non trovai nulla. Non c'era in giro n una carta n uno
schedario. In uno scaffale c'erano dei rotoli di pellicola
intatti e in un armadio a muro delle macchine da presa e
degli indumenti per i protagonisti delle pellicole.
Quando terminai la visita, uscii, chiusi la porta dietro di
me e salii due piani, dirigendomi verso l'ufficio sulla cui
porta a vetri era scritto a lettere d'oro: ordinazioni per
CORRISPONDENZA FOUNTAIN'S.
Mi ci volle pi di mezz'ora per aver ragione della porta
di quell'ufficio, perch il traffico su quel piano era pi intenso,
ma alla fine potei entrare.
Qui non mancavano certo le carte. Su due tavoli erano
accumulate montagne di lettere i cui timbri postali erano
quasi tutti del Middle West e del Sud, tutte zone rurali,
con l'eccezione di poche grandi citt.
Era chiaro come funzionassero le cose. Fountain faceva
pubblicit su rivistucole da poco prezzo e su giornali simili,
offrendo aggeggi per la casa o costumi da bagno o biancheria
intima di gusto discutibile che egli comprava all'ingrosso
da una ditta di New York e che spediva contrassegno
aumentando i prezzi del cento per cento. Sembrava
che gli affari andassero a gonfie vele.
Sulla scrivania c'era un fascio di francobolli, un notes
su cui erano elencati gli indirizzi e le varie misure dei
clienti abituali, una montagna di ordinazioni e qualche lettera
con richieste speciali. Esaminai ogni cosa ma non trovai
nulla di particolarmente interessante.
Chiunque avesse usato il telefono nell'atrio doveva essere
venuto da qualche altro posto, e la supposizione di
Martin Grady era probabilmente sbagliata. Uscii, richiusi la
porta, mi mescolai a un gruppo che attendeva l'ascensore e
non mi presi la briga di salutare il vecchietto. Avrebbe potuto
costarmi un supplemento mancia.
Alle cinque e dieci ritirai l'auto che il Centro di Newark
aveva preparato per me, mi diressi a nord verso la West
Side Highway e dopo aver attraversato il ponte George
Washington entrai nel New Jersey. Giunto nella Palisades
Parkway voltai a destra e un quarto d'ora dopo uscii dalla
strada e raggiunsi l'indirizzo che mi era stato comunicato.
Parcheggiai la macchina, mi assicurai che non ci fosse
nessuno nei dintorni, entrai e mi sedetti ad aspettare.
Era quasi notte quando sentii arrivare l'altra macchina.
Poi ci fu il rumore di una chiave che apriva la porta della
stanza vicina a quella dove mi trovavo. Udii soltanto quattro
voci. Riconobbi quella di Charlie Corbinet e sentii anche
Hal Randolph, che faceva degli ironici commenti su
tutte quelle precauzioni. Quando si furono accomodati attorno
al tavolo, premetti l'interruttore dell'apparecchio che
avevo accanto a me e vidi accendersi una piccola luce rossa.
Parlai attraverso il citofono e ordinai: Buttate le pistole
contro il muro, signori.
Charlie si mise a ridere, ma udii il tonfo di due pistole.
La luce rossa non si era spenta.
Ne manca un'altra. Avanti.
Ci fu una rapida discussione concitata, poi un'altra pistola
segu le prime due e la luce si spense. Aprii il pannello
nel muro e rimasi l seduto a osservarli attraverso le
sbarre d'acciaio che ci separavano. Si voltarono verso di
me, rivolgendomi uno sguardo piuttosto deluso, e Charlie
disse: C' un rivelatore di metalli sotto il tavolo, Hal.
Randolph non gli rispose. Fiss lo sguardo nel mio e
disse: Maledizione, Mann, questo  troppo. Avete colmato
la misura!
Non ancora, amico. E adesso parliamo.
Sapete di che cosa vi si accusa?
Certo. Se non porto le cose a buon fine, beninteso.
Non ci sono condizioni che tengano. Avete interferito
nel...
Voi non siete riusciti a far parlare Martrel, vero?
Randolph e gli altri si scambiarono un'occhiata. Non avevo
mai visto prima gli altri due, ma sembravano perfettamente
uguali agli altri componenti dell'organizzazione. Ambedue
sulla trentina, con lo sguardo sveglio e i modi che
rivelavano un livello di intelligenza superiore alla media.
Chi sono i vostri amici? chiesi.
Prima che Randolph potesse rispondere, Charlie disse:
Per il momento, chiamali Smith e Jones. Vengono da
Washington.
Uno dei due disse: Non c' bisogno di tante spiegazioni.
La voce del Colonnello si fece tagliente. Non sottovalutatelo.
Sa come stanno le cose.
Hal Randolph si agit sulla sedia. Abbiamo trattenuto
la vostra fidanzata, Mann. Anche lei ha oltrepassato i limiti.
Provatevi un po' a trattenerla, risposi. Quando...
Mi interruppe bruscamente. Non scendiamo a patti. In
un modo o nell'altro riusciremo a mettervi le mani addosso.
E lo scopo finale pu anche andare a farsi friggere,
vero?
Quale sarebbe lo scopo finale, Tiger? chiese Jones
con calma.
Ottenere le rivelazioni da Martrel.
Davvero?
Il tono della sua voce mi fece sudar freddo. Sembrava
troppo sicuro del fatto suo.
Si rese conto di aver trovato un pertugio nella mia corazza
e aggiunse: E se vi dicessimo che siamo al corrente
delle informazioni che ci pu dare Martrel e che ci
serve soltanto una conferma?
Storie.
Jones fece un gesto indolente con la mano. E allora
vi dir un'altra cosa. Tra qualche giorno metteremo Martrel
in libert.
Lo guardai fissamente. Dopo che sono stati commessi
due attentati contro la sua vita?
Perch no? Una volta rimesso in libert, tutti saranno
convinti che Martrel ci ha rivelato ogni cosa.
Voi non sapete ancora nulla del progetto Beltov o della
OONA-3, dissi.
Che cosa ve lo fa pensare? Data la vostra esperienza,
dovreste rendervi conto che la nostra organizzazione  abbastanza
efficiente. Abbiamo delle infiltrazioni nel loro governo,
cos come loro le hanno nel nostro.
Voi mandate a morte quell'uomo, amico.
Non la pensiamo allo stesso modo.
Non cercate di darmela a bere, dissi sorridendo.
Che cosa volevate da me?
Hal Randolph si sporse in avanti, stringendo le labbra.
Quattro morti e voi siete compromesso.
Sapete bene come stanno le cose. Il Colonnello vi ha
detto tutto.
Il fatto , Mr. Mann, che voi vi siete compromesso
con una organizzazione comunista e avete scombussolato
le cose in modo tale che non  pi possibile fare marcia
indietro. Voi siete al corrente di qualche informazione che
desidereremmo conoscere.
Annuii, sempre sorridendo. Parlatemi un altro po' della
efficienza della vostra organizzazione.
Ve ne renderete conto quando metteremo al fresco la
vostra fidanzata.
Potevo permettermi anch'io il gioco delle insinuazioni.
Dissi: Volete mettere le mani su Spaad Helo, vero?
Di nuovo ci fu un rapido scambio di occhiate. Charlie
Corbinet sorrise leggermente. Che cosa sapete, Mann?
chiese Randolph.
Si trova in questo paese, risposi.
Lo sappiamo anche noi. E ha portato con s la sua
squadra di assassini. Desideriamo sbaragliare la loro organizzazione
e arrestare quegli uomini.
E pensate che io possa indirizzarvi a questo scopo.
Volete carpirmi le idee e infilarle in una macchina calcolatrice
nella speranza che ne esca una risposta.
Randolph e gli altri non dissero nulla.
Se avessi del tempo sarei ben contento di favorirvi.
Potrebbe costarmi caro, ma non esiterei. Con tutti gli uomini
che avete a vostra disposizione e con la vostra attrezzatura,
potreste scoprire qualcosa. Ma, come ho detto, il
tempo stringe.
Randolph mut finalmente la sua grinta in un sorriso
ostile. E invece la vostra donna avr tutto il tempo che
vorr, Mann. Dieci anni dietro le sbarre, forse.
Ero in trappola e lo sapevo. Non riuscivo a trovare una
risposta. Mentre frugavo nella mia mente alla ricerca di
un argomento, li guardai a uno a uno e decisi di giocare
il tutto per tutto. Non avevo che un nome; il nome che mi
aveva dato Virgil Adams nel corso della nostra prima conversazione.
Mi decisi.
Dissi: Mettete Rondine in libert e forse io sar cos
gentile da mettervi in grembo il Progetto Valchek.
Avevo fatto centro. Senza dubbio. Non mi aspettavo il
furore mal trattenuto che si dipinse sul viso di Randolph e
l'immediata reazione degli altri, che sobbalzarono sulla sedia.
Soltanto il Colonnello si mantenne calmo, ma io riuscii
a leggere molte cose nella sua espressione. Forse questa
volta sei andato troppo in l, Tiger. Adesso ci siamo. Hai
gettato una bomba in mezzo a loro.
Ma ormai avevo parlato e decisi di continuare. Lasciate
andare Rondine. Voglio che sia liberata questa sera stessa.
Allora, forse, avremo un altro colloquio. Chiusi di colpo
il pannello e me ne andai in fretta mentre i tre ricuperavano
le loro pistole. Uscii sul viottolo e salii in macchina.
Sarebbero trascorsi ancora quindici minuti prima che le
serrature a orologeria delle porte scattassero. Forse si sarebbero
rotti le spalle cercando di abbattere gli usci, ma il
Colonnello li avrebbe avvisati in tempo.
Molti anni prima, quando lavoravamo assieme, avevamo gi fatto uno scherzetto simile.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
La pioggia, mascherata dall'oscurit, era caduta improvvisamente
sulla citt rendendola lucida e relativamente pulita.
I taxi formavano una interminabile linea variopinta
nelle strade e i passanti cercavano di camminare vicino ai
muri o puntavano rapidamente verso gli ingressi della sotterranea.
Lasciai la macchina nel garage dove gli agenti
dell'organizzazione l'avrebbero ritirata e andai a trovare Wally Gibbons.
Fece per sbattermi la porta in faccia, ma io lo precedetti e entrai.
Tiger...
Lo so, amico. Ho capito. Prender la mia roba e me ne
andr. Voglio solo sapere dov' Rondine.
L'IATS la tiene in arresto nel Carboy Building. E se tu
ti avvicini beccheranno anche te. Tutti i poliziotti della
citt ti stanno cercando e, amico mio, non ho affatto voglia
di essere accusato di complicit. Per cui, sparisci, caro
rompiscatole, sparisci dalla mia vita almeno finch l'atmosfera
non si sia rischiarata.
Va bene, stai tranquillo. Dave Severn ha avuto la sua storia?
Certo, e anche un sacco di guai perch non ha voluto
rivelare la sua fonte di informazione.  stato cos fortunato
da poter trovare una spiegazione plausibile. Io continuo
con la mia rubrica su Broadway, dove tutti i personaggi
rimangono vivi almeno per un po' di tempo. I tuoi,
invece, muoiono tutti troppo presto.
Lascia perdere, dissi. Hai chiamato il Ministero del Tesoro?
Mi hanno detto che avrebbero indagato e mi avrebbero
saputo dire qualcosa. Non mi  sembrato che andasse
loro molto a genio che qualcuno si sia messo a ficcare il
naso in quella faccenda.
Balle. Non hanno altra scelta.
Presi dalla valigia il mio impermeabile e i caricatori di
scorta per la .45, che mi infilai in tasca. Lascio qui la valigia.
Bene, osserv Wally di cattivo umore, mentre uscivo.
Dal l'atrio chiamai il Centro di Newark e chiesi a Adams
se ci fossero delle novit sul Progetto Valchek. Per il momento
non aveva saputo nulla, ma Londra aveva confermato
la sua massima importanza. Gli dissi che lo avrei richiamato
pi tardi e riappesi.
Arrivai al Carboy Building prima di Randolph e dei
suoi due amici. Strada facendo dovevano aver lasciato
Charlie a casa sua. L'autista del taxi su cui ero salito aveva
in tasca un biglietto di banca nuovo e il cartello fuori
servizio bene in mostra per evitare che qualcuno lo fermasse.
Sapeva gi come comportarsi. Non appena Rondine
fosse uscita dall'edificio io mi sarei rannicchiato nell'interno
del taxi e lui, avvicinandosi alla ragazza, le avrebbe fatto segno di salire.
Se i sovietici stavano pedinando Rondine, bisognava stare
in guardia. Sapevano che cosa cercare e come ottenerlo,
e ora lei era una pedina importante quanto me. Senza dubbio
non avevano intenzione di ucciderla, ma se riuscivano
a mettere le mani su di lei, sarebbe stato ben peggio. Avevano
ormai perso le mie tracce e Rondine era il solo sistema per riavermi.
Ci volle pi di un'ora prima che si decidessero a lasciarla
andare. Venti minuti prima vidi uscire Albert Cutter e
un altro che presero posizione, mentre una sedan vecchio
modello si fermava accanto al marciapiede, pronta a seguire
Rondine. Fu solo quando Cutter fece un breve segnale
col dito che ebbi la certezza di averlo riconosciuto.
Sorrisi tra me, uscii dall'ombra e mi infilai nel taxi. L'autista
era sul chi vive e rideva tutto soddisfatto dell'avventura,
ma mi cost non poco farlo restare tranquillo.
Quando la vidi uscire, feci un cenno al taxista e mi rannicchiai.
Prima che Rondine avesse raggiunto l'orlo del marciapiede,
egli le era scivolato accanto e aveva aperto la portiera
come un qualsiasi taxista che invita una cliente in un
giorno di pioggia. Rondine mi scorse rincantucciato nell'interno,
sal subito e il taxi part in quarta.
Tutto sembr accadere nello stesso istante. Un altro taxi
era partito insieme a noi, aveva tagliato diagonalmente la
strada dal punto dove era fermo e aveva cercato di venirci
dietro. Una rapida occhiata mi permise di distinguere un
autista dal viso duro e appuntito e il cliente, un tipo pacioccone
ma con un ghigno crudele dipinto sul viso. La
sedan dall'altra parte della strada si doveva essere accorta
della manovra dei due taxi e part all'inseguimento, ma
non riusc a far altro che a ritardare l'azione dell'altro taxi
per mezzo isolato. Alla fine, la sedan fu distaccata e il taxi
cominci a seguirci, oltrepassando il semaforo rosso all'incrocio.
Poi vidi una quarta macchina infilare l'incrocio dalla
parte del semaforo verde, piombare sul taxi che ci inseguiva
e intrappolarlo, obbligandolo a fermarsi sull'orlo del
marciapiede. Sulle prime credetti a una coincidenza, ma
poi riuscii a distinguere in un baleno la faccia di Corbinet
che, evidentemente molto soddisfatto, guidava la macchina
che aveva tagliato fuori i nostri inseguitori. Prima ancora
di aver arrestato completamente il taxi, i due uomini ne
uscirono e si misero a correre tra un frastuono di clacson.
Rimisi nella fondina la calibro 45 che avevo in mano e mi accomodai
con Rodine sul sedile. Il nostro autista aveva
perso il berretto e dei rivoletti di sudore gli scorrevano sul
collo. Per la prima volta era rimasto senza parole. Continuava
a osservarmi attraverso lo specchietto retrovisore e
forse si stava chiedendo fino a che punto fosse autentica la
tessera da giornalista che gli avevo mostrato.
Quando fu in grado di parlare, Rondine disse: Che cosa  successo?
C'erano due diverse categorie di inseguitori che ti stavano
dando la caccia. Una delle due categorie sarebbe
stata piuttosto brutale.'
Diavolo, che razza di sangue freddo aveva! Non aveva
perso un grammo di tutta la sua tipica riservatezza britannica
e anche in mezzo al caos poteva restare imperturbabile.
Dissi: Mi spiace che ti abbiano arrestata, ma non si
poteva fare altrimenti.
Rondine sorrise, sfiorandomi la mano. Non  stato poi
cos grave come quel che stava per succedere a te.
Chi te lo ha detto?
Loro. Ero troppo preoccupata per te, per poter pensare anche a me.
Annuii, e le carezzai il collo. Quando hai visto Martrel...
Lui... be', ha cominciato a tremare. Ha cambiato completamente
espressione. Ha afferrato la fotografia, ha cominciato
a baciarla e poi l'ha nascosta sotto le coperte. Gli
ho assicurato che lei stava benissimo e mi  sembrato convinto,
ma poi  stato ripreso dalla paura. Continuava a insistere
che voleva parlare con lei o vederla.
C' un telefono nella sua stanza?
S, ne ho visto uno.
Forse possiamo combinare qualcosa. Come si fa per andare da Sonia?
Rondine mi diede le istruzioni del caso e io le annotai
mentalmente. Conoscevo abbastanza bene quella zona e
non mi sarebbe stato difficile arrivarci. Ordinai al taxista
di fermarsi a qualche isolato di distanza dalla casa di Wally
Gibbons, gli infilai in tasca un'altra banconota da dieci
dollari, presi Rondine per il braccio e scesi.
Quando il mio amico vide Rondine sulla porta per poco
non gli venne un colpo e quando vide anche me divenne
bianco come un cencio. La faccenda si stava facendo troppo
complicata per lui, era evidente. Con voce stanca disse:
Per favore, Tiger, lasciami in pace.
Una volta tu eri un reporter, Wally.
Certo, ma ero pi giovane e il mio cuore poteva sopportare
certe emozioni. Forse, per te questo  un divertimento,
e sei pagato per combinare un sacco di pasticci,
ma io ho un lavoro che mi soddisfa e finch tu non sei
apparso all'orizzonte la vita mi sorrideva. Che cosa c', adesso?
Devi tenerla qui, per ora.
Nemmeno per sogno, disse Wally lasciandosi cadere
in una poltrona.
 in pericolo, Wally.
Apr gli occhi e guard prima me e poi lei. Sapeva che
cosa volevo dire. Davvero?
Davvero.
E tu?
Io me la posso cavare.
E io, come me la potr cavare?
Forse potrei farti assumere da Martin Grady, proposi.
Se non sar ancora morto. Poi scroll le spalle e tese
una mano. Okay, mi lascio gabbare ancora per questa
volta. Ma solo per questa volta, ricordati. Da questa sera
in poi, basta. Trovati qualcun altro.
Grazie, Wally. Ma non era cos scontento come voleva
sembrare. Almeno avrebbe avuto qualcosa di piacevole
da guardare mentre io ero via. Presi il telefono e chiesi
a una agenzia di autonoleggio di mandarmi una macchina.
Mentre aspettavo, misi al corrente Wally degli ultimi avvenimenti
e lo informai che i nostri amici avevano intenzione
di rimettere Martrel in libert.
Credi che sia una finta?
Probabilmente. Lo terranno sotto controllo, per quanto
potranno, ma comunque  pericoloso. Gli assassini hanno
sempre il coltello per il manico e non guardano per il
sottile. Quasi certamente tengono l'ospedale sotto sorveglianza
e non c' alcuna possibilit che Martrel riesca a
uscire senza che loro se ne accorgano.
I nostri potrebbero proteggerlo.
Ti sei dimenticato di quel che  successo a Dallas?
Wally riflett per un minuto e poi chin il capo. Che
cosa hai intenzione di fare?
Se lo mettono in libert, forse posso far s che la sua
ragazza lo convinca a chiedere protezione. Nella sua posizione
pu chiederla, se solo lo desidera.
L'agenzia aveva detto dieci minuti e il tempo era trascorso.
Dissi a Wally che ci saremmo rivisti, salutai Rondine,
scesi nell'atrio e aspettai finch entr un inserviente in
tuta bianca col nome del garage stampato sulla. schiena.
Presi i documenti, firmai la ricevuta e gli consegnai la somma
di garanzia aggiungendo cinque dollari di mancia.
Durante tutto il percorso sull'autostrada fino all'uscita per
il Connecticut, continuai a rimuginare tra me alla ricerca
degli elementi che mi sfuggivano. C'era qualcosa che non
funzionava, o non avrei avuto quella strana sensazione di
disagio. Avevo cominciato con un matrimonio imminente e
stavo finendo con un mucchio di omicidi. Tutta la faccenda
era veramente un pasticcio, a cominciare dal primo giorno.
Clement Fletcher, continuavo a pensare, ecco un altro
morto da aggiungere alla lista. Tutti coloro che avvicinavo.
O coloro che mi si avvicinavano.
Lasciai l'autostrada e continuai verso una zona residenziale,vicino
al fiume. La pioggia era aumentata e tamburellava
sulla macchina. Rondine mi aveva dato delle indicazioni
molto precise e mi fu facile seguirle. Arrivato al grande
albero circondato dalla rete metallica che lei mi aveva
descritto, presi a sinistra e continuai in direzione est fino in
fondo. Poi, prima di arrivare a una macchia di alberi, scorsi
il viale d'ingresso tra due pilastri e entrai.
Attraverso i cespugli e le alte querce intravidi una luce
accesa nella casa. Fermai la macchina davanti alla porta
principale, alzai il bavero per proteggermi dalla pioggia e
scesi. Dopo aver suonato il campanello e non aver ottenuto
risposta, gridai: Sono Tiger Mann, Sonia. Apri.
La porta, trattenuta dalla catena, si socchiuse. Quando
Sonia vide che ero proprio io, spalanc il battente e disse:
 da molto che sono qui. Sono contenta di vederti.
Chiusi la porta a chiave e scossi l'acqua dal cappello.
 venuto nessuno?
Solo gli uomini per riattivare la luce e il telefono.
Mi indic il soggiorno. Entra, per favore. Fa pi caldo,
l. Potrai asciugarti. Dammi la tua roba.
Le consegnai l'impermeabile e il cappello, poi mi avvicinai
al bar e mi versai da bere. Mi lasci vuotare mezzo
bicchiere e poi mi chiese: Hai saputo qualcosa di... Gabin?
 ancora in ospedale ma presto uscir.
Sonia corrug la fronte. Ma...
Non pu permettersi di circolare liberamente. Cercher
di raggiungerlo per telefono e voglio che tu gli dica che
sei in buone mani e che deve rimanere sotto sorveglianza
finch non avr parlato coi nostri.
Forse, se andassi da lui...
Hanno gi attentato una volta alla tua vita. Vuoi che
i Rossi facciano fuori te e lui allo stesso tempo? Se tu
muori, Martrel non aprir pi bocca. No, cara... gli telefoneremo
da qui. Ti porter in paese e cercheremo un telefono
pubblico. Pu anche darsi che gli permettano di ricevere
delle telefonate. Se riesci a parlare con lui, digli che
sei in salvo e di rimanere tranquillo. Parla in fretta, in
modo che non abbiano il tempo di individuare da dove
viene la telefonata. Riusciranno a scoprire la zona di provenienza,
ma ci sono troppe strade, per poterle bloccare
tutte, e quindi non mi preoccupo.
Ma... se non mi permettono di parlare con lui?
Rivela il tuo nome. Ti passeranno subito la comunicazione.
Come vuoi.
Prendi il tuo soprabito.
Al secondo paese ci fermammo a una cabina telefonica
accanto a un distributore di benzina chiuso. Chiamai l'ufficio
informazioni, mi feci dare il numero dell'ospedale, ringraziai
e riappesi. Diedi a Sonia una manciata di spiccioli e
il numero, la feci entrare nella cabina e rimasi fuori a vigilare
la strada mentre la ragazza telefonava.
Attraverso il vetro della cabina la vidi farmi un gesto
sconsolato, insistere al telefono e poi rinunciare. Usc, mordendosi
le labbra. Ho parlato con un uomo. Ha cercato...
di temporeggiare. Mi ha detto che Gabin stava dormendo
e che non poteva essere disturbato. Mi ha detto di richiamare
pi tardi.
Volevano guadagnare tempo per individuare la chiamata.
Maledizione.
Forse potremmo ritentare pi tardi...
No. Avranno gi preso tutte le misure. La spinsi
nella macchina al riparo dell'acquazzone. Chiameremo
domani mattina da un altro telefono. Continueremo a spostarci
da un posto all'altro e alla fine ti lasceranno parlare
con lui. Bisogna che ti lascino parlare.
Ma lui  veramente al sicuro?
Per il momento, s.
Lasciai la macchina nello stesso posto di prima e seguii
Sonia in casa. Ero bagnato fino alle ossa e lei era nelle
mie stesse condizioni. Le fiamme della stufa a gas che danzavano
tra la legna finta del caminetto davano una piacevole
sensazione di calore. Mi tolsi di dosso gli indumenti
bagnati e mi liberai della cravatta e della camicia. Sonia
mi guard con approvazione e disse: Mi scusi per un
attimo?
Annuii e rimasi davanti al caminetto con le mani tese
verso la fiamma. La sentii uscire dalla stanza, dietro le mie
spalle.
Quando torn, indossava una vestaglia trasparente che
le fasciava perfettamente le curve. Si ferm di fronte a me,
con le mani sui fianchi, soddisfatta dello sguardo di ammirazione
che io le stavo rivolgendo, e chiese: La riconosci?
 di Rondine?
S. Spero... che mi stia bene... quanto stava bene a
lei.
Senza dubbio. Non mentivo. La sua era una bellezza
diversa, leggermente pi primitiva, ma in ogni suo movimento
c'era una sfida piena di fuoco. Bench col passare
degli anni la sua freschezza atletica fosse diminuita, c'era
un fremito strano nel suo corpo, quando camminava.
Sotto il bianco del tessuto s'intravedeva il nero dei pochi
centimetri di biancheria intima che Sonia indossava e
un reggiseno di dimensioni ridotte che lasciava scoperta
una vasta zona rosea che mi faceva fremere. Tentai di distogliere
gli occhi, ma mio malgrado il mio sguardo la
segu mentre si sdraiava sul divano.
Il rosso vivo delle sue labbra mi sorrise e le sue guance
si tinsero di rosa. Afferr i lembi della vestaglia e li stese
attorno a s. Molto tempo fa, non esistevano cose del
genere. In Russia... non erano considerate decenti.
Troppo capitalistiche?
Non si considerava giusto suscitare simili... simili sensazioni.
Io indossavo questi indumenti in segreto. Mai davanti
a qualcuno.
Su di te fanno uno splendido effetto.
Sonia emise un buffo gridolino di piacere e una gamba
si affacci dall'apertura della vestaglia. Perch non ti
siedi vicino a me?
 consigliabile? Io dovrei proteggerti, ragazza mia.
Ti prego. Attorno agli angoli dei suoi occhi c'erano
delle minutissime grinze.
Tu appartieni a Martrel.
No, mai, non veramente. Te l'ho gi detto; eravamo
soltanto due amici.
Soltanto?
Sonia si guard le mani unite in grembo. Mio padre
 stato ucciso a Stalingrado. Gabin... mi ricorda molto mio
padre.
Sar difficile farglielo capire, dissi.
Sonia alz lo sguardo e annu. S. Ma deve saperlo.
Io ho sempre saputo quali erano i suoi sentimenti. Bisogna
che glielo dica. Sono venuta da lui per questa ragione. Avr
bisogno di me ancora per un po' di tempo, ma poi tutto
andr bene.
Terminai di bere, posai il bicchiere e mi sedetti accanto
a lei. Fuori, la pioggia scrosciava furiosamente, spinta dal
vento contro le finestre, e in lontananza si sentiva il rumore
del tuono. Un lampo illumin l'esterno della casa, rischiarando
per un attimo la stanza, e con un grido soffocato di
paura Sonia si aggrapp a me e affond il viso nella mia
spalla.
Calma.  soltanto un temporale. La circondai col
braccio e le sollevai dolcemente il viso. Nei suoi occhi e nei
suoi sussulti, dopo ogni fragore del tuono, c'era qualcosa
di infantile. Ogni volta si stringeva sempre di pi a me e
era tiepida e fresca contro il mio corpo, e ogni cosa parve
dissolversi quando le nostre bocche si incontrarono. La passione
contenuta in lei fece tremare le sue labbra, morbide,
profumate e umide.
Mi afferr le mani e le premette sul suo bellissimo corpo.
Il calore irradiava attraverso la stoffa sottile. E allora
portammo l'uragano nella stanza, un uragano tutto nostro,
un selvaggio impeto di passione completamente sfrenata.
Non udivamo pi i suoni della tempesta, e il vento, e il
rumore della pioggia sulle finestre furono ridotti a un debole
sussurro soffocato dalla febbre che mi pulsava nelle
orecchie.
Perdemmo ogni nozione del tempo, della distanza, della
realt, per un periodo incredibilmente lungo finch alla
fine ci abbandonammo a un delizioso languore in attesa che
il mondo ridiventasse normale. Fuori ci fu un lampo azzurrognolo
e un rumore sibilante seguito dal momentaneo
silenzio che precede il fragore del tuono quando il fulmine
 caduto vicino. La lampada della stanza brill intensamente
per un attimo prima di spegnersi.
Sonia fremette tra le mie braccia e si avvinghi strettamente
a me. La calmai, poi la respinsi e mi alzai.  caduto
qui vicino.  meglio andare a vedere.
 proprio necessario? Sembrava spaventata.
Potrebbe esserci un principio di incendio, cara.  meglio
non correre rischi.
Mi vestii, indossai l'impermeabile e uscii dalla porta principale.
Corsi dalla parte dove era caduto il fulmine, cercando
di individuare tracce di fumo o di fuoco, ma non
scorsi nulla, finch non vidi il biancheggiare del tronco di
un grande pino vicino alla casa. La corteccia era stata
asportata e arsa dall'elevata temperatura. Indirizzai una
bestemmia ai lampi che scoppiavano in continuazione nel
cielo nuvoloso.
Ma non avrei dovuto farlo, perch uno di quei lampi mi
salv la pelle, permettendomi di notare un movimento in
un cespuglio e dandomi il tempo di buttarmi a terra, mentre
lo sparo diretto a me si confondeva col tuono e un
proiettile si conficcava nel muro della casa alle mie spalle.
Mi allontanai, rotolando per terra, mi tolsi l'impermeabile,
e poi mi diressi verso i cespugli a destra della casa, pensando
che anche il mio avversario doveva aver cambiato
posizione.
Riuscii a vederlo, alla luce del lampo seguente, e prima
che mi potesse notare spiccai un salto e gli fui addosso,
facendogli cadere la pistola di mano. Soffocai il suo grido
in gola e gli piegai violentemente la schiena. Questo avrebbe
parlato, in qualsiasi modo. Lo sbattei a terra e risi, vedendo
il terrore dipinto nei suoi occhi. Lo risollevai, lo
voltai, lo afferrai per i gomiti e gli puntai il ginocchio contro
la spina dorsale. Avrei potuto spezzargli la schiena
quando avessi voluto, ma proprio quando l'avevo messo
in posizione, il bagliore di un lampo mi consent di vedere
un altro uomo ritto a una decina di metri di distanza con
la pistola in mano e il dito contratto sul grilletto. Avevo
gi visto quell'uomo nell'interno del taxi che aveva cercato
di inseguirci.
Istintivamente mi lasciai cadere a terra, quando il colpo
part, e sentii il proiettile colpire lo scudo umano che avevo
davanti a me. L'uomo emise un debole gemito e si
afflosci prima ancora che lo lasciassi andare. Non rimasi
l. Mi gettai da un lato e raggiunsi a tastoni i cespugli
dove mi rifugiai aspettando un altro lampo che mi avrebbe
permesso di individuare l'uomo.
Ma con la particolare incoerenza degli elementi, il lampo
non venne. Notai la ghiaia del viale sotto i miei piedi,
rimasi immobile cercando di abituarmi all'oscurit, e poi
sentii il rumore di una macchina che partiva e si allontanava
sulla strada.
Mi avvicinai al morto e lo perquisii rapidamente. Non
c'era abbastanza luce per cercare dei segni di identificazione;
nelle sue tasche trovai una manciata di banconote, degli
spiccioli, delle chiavi, delle sigarette e una tessera. Misi
in tasca la tessera e lasciai il resto. Quando rientrai, esaminai
il documento alla luce di un accendisigari da tavolo.
Era stato rilasciato dal Ministero del Tesoro a un certo
Henry Buckman, e conteneva il distintivo. Adesso s che
le cose si erano messe bene! Con uno sbirro morto, la caccia
che mi stavano dando sarebbe diventata spietata.
Chiusi la tessera e la gettai su una sedia. C'erano due
possibilit, comunque. Se anche l'altro uomo era un agente
del Tesoro che aveva ucciso per sbaglio il suo compagno
cercando di colpire me, sarebbe stato un pasticcio serio.
Ma se i due appartenevano a bande diverse e chi aveva
sparato non era un agente del Tesoro, ma bens un sovietico,
allora ero spacciato.
Sonia, ancora rannicchiata sul divano, mi chiese: Tiger...
che cosa  successo?
Nulla.
Ho sentito un rumore.
Non ci pensare. Vestiti in fretta. Dobbiamo andarcene
di qui al pi presto.
Non fece obiezioni. Si mosse rapidamente nel buio. S,
Tiger. Il tono della mia voce doveva essere stato sufficientemente
persuasivo.
Mentre Sonia usciva dalla stanza, io mi avvicinai al telefono
e chiamai Wally Gibbons. Al secondo squillo mi rispose
la sua voce affannosa. Chiesi: C' qualcuno che ci
pu sentire?
No... se ne sono andati.
Che cosa  successo?
Che tu sia maledetto! Sono in trappola.
Dimmi che cosa  successo.
Ho ricevuto la visita di due agenti del Tesoro. Volevano
delle informazioni a proposito di quell'affare del Maitland.
Non mi hanno voluto dire niente. Continuavano a
farmi delle domande e nient'altro.
Li conoscevi?
S, li ho visti altre volte. Hanno trovato Rondine qui e
l'hanno interrogata a fondo. Poi l'hanno perquisita e nella
sua borsetta hanno trovato le ricevute della luce e del telefono
di quella casa nel Connecticut.
Okay, okay, e allora che cosa hanno fatto?
Niente. Solo domande e nient'altro.
Rondine  sempre l?
S, e ci hanno ordinato di non muoverci. Ci hanno
preannunciato delle altre visite per questa mattina.
Ci vedremo domani.
Dimenticatene.
Grugnii e riappesi. Sonia entr con la valigia, ma io
le dissi di lasciare l ogni cosa, la presi per la mano e
uscimmo. Non parl finch cominciammo a percorrere una
strada buia in direzione della autostrada, e allora mi chiese
di nuovo che cosa era accaduto.
Dissi: I Rossi ci hanno scoperto, ragazza mia. Sospettavano
che Wally Gibbons fosse in contatto con me e hanno
messo qualcuno di guardia alla sua casa. Mi hanno
visto uscire e mi hanno seguito fin qui.
Ma...  possibile che tu non te ne sia accorto?
Impossibile accorgersene con questo temporale. Forse
hanno tenuto i fari spenti. Comunque, l'uomo che mi ha
seguito ha commesso l'errore di aspettare troppo a lungo
per fare il suo colpo. L'agente del Tesoro  arrivato per
primo, mi ha visto uscire, ha pensato che l'avessi scoperto
e che stessi per attaccarlo. Ha tentato di sparare, mi ha
mancato, e nel tafferuglio  stato colpito dall'altro uomo.
E Gabin?... Cercheranno di ucciderlo? La sua voce
era agitata.
Puoi scommetterci.
Tiger... ti prego... fa' in modo che non gli facciano del
male. Ti prego, Tiger.
Far del mio meglio. Per il momento,  ben custodito.
 sufficiente?
No. Ben presto lo metteranno in libert. Non possono
trattenerlo pi a lungo.
Sonia mi tocc leggermente il braccio e implor: Tu
farai qualcosa, vero?
Gi.
Sulle nostre teste le nubi si aprirono improvvisamente
indicando che il temporale era finito. Le prime deboli luci
dell'alba cominciarono a combattere contro il buio della
notte. Sta finendo, dissi.
 un presagio. Sar una bella giornata.
Spero che tu abbia ragione.
Ci fermammo strada facendo in una piccola trattoria
per mangiare qualcosa. Dopo esserci rifocillati, diedi a Sonia
una manciata di spiccioli e le proposi: Chiamiamo
di nuovo l'ospedale.
Rimasi accanto a lei mentre formava il numero e chiedeva
di Gabin Martrel. Sonia tenne il ricevitore staccato
dall'orecchio per permettermi di sentire una robusta voce
maschile che le chiedeva le generalit, e le comunicava a
qualcun altro. Poi ci furono degli scatti e la chiamata fu
passata nella stanza di Martrel. Sonia segu le mie raccomandazioni
e gli comunic rapidamente il messaggio, interrompendo
le ansiose domande che Martrel le rivolgeva in
lingua russa. Le feci un segno e lei riappese, dopo avergli
detto che lo avrebbe richiamato per dargli ulteriori informazioni.
Che cosa ha detto?
Era molto eccitato. Non riusciva nemmeno a parlare
in inglese.
 logico.
Far quello che gli ho detto. Era molto in ansia per
me.
Andiamo via.
Pagai il conto, mi sedetti al volante della macchina e
mi avviai. Dopo mezzo chilometro incrociammo una macchina
della polizia che filava, con la sirena a tutto volume.
Non hanno perso molto tempo, osservai.
Ho paura.
Allungai un braccio e accesi la radio, sintonizzandola su
una stazione locale. Stavano dando le ultime notizie. La
pi interessante riguardava il cadavere di un uomo trovato
dagli agenti del governo nei pressi della villa di Burton
Selwick. Niente di pi. Ulteriori notizie sarebbero state
comunicate in seguito. E le mie impronte digitali le avrebbero
facilitate. Sia le mie sia le impronte di Sonia erano
disseminate un po' dappertutto.
Non volli correre il rischio di un blocco stradale. Mi infilai
nella zona residenziale e mi diressi verso New York
faticando ad aprirmi la strada nell'intenso traffico mattutino.
Quando raggiunsi la citt, imboccai la West Side Highway
e fermai la macchina di fronte a un rifugio che Martin
Grady teneva pronto per ogni evenienza in una zona
dove sorgevano molte piccole industrie.
Un tempo, quel rifugio era stato un garage. Poi l'avevano
trasformato in magazzino, e solo ultimamente era
stato occupato da Grady. Lo usavamo di tanto in tanto per
riporvi delle attrezzature e per sparire dalla circolazione
per un po' di tempo, in caso di necessit. Aveva delle uscite
da ogni lato e una botola che permetteva di salire sul
tetto. Sul retro c'era una stanza fornita di un letto e di
provviste sufficienti per una permanenza abbastanza lunga.
Feci entrare Sonia da una porta laterale, e chiusi a chiave
alle mie spalle. Il posto non era un gran che, ma poteva
bastare. Mentre Sonia si guardava attorno, chiamai il
Centro di Newark, e invece di Adams trovai Anderson che
mi disse di andare al pi presto da Ernie Bentley. Ernie
aveva una fotografia di Spaad Helo che gli era stata teletrasmessa
dall'Europa e voleva mostrarmela. Niente di
nuovo sul Progetto Valchek. Era stata di nuovo confermata
la sua estrema attualit. Un nuovo Comitato del Congresso
aveva intenzione di attaccare a fondo Martin Grady e
la mia fotografia coi dati somatici stava circolando in tutto
il paese.
Magnifico. Ci sono altre novit?
Crediamo che ci sia stato un nuovo attentato alla vita
di Martrel.
Lo credete?
Grady ha mandato un'altra squadra a sorvegliare l'ospedale.
Uno degli uomini stava facendo lo spoglio della
corrispondenza e trascrivendo il recapito dei mittenti delle
lettere indirizzate a Martrel, quando ha notato una busta
che non gli sembrava molto normale. Si tratta probabilmente
di un trucco simile a quello usato da Kilm Rosser per
avvelenare quel testimonio a Madrid... la busta dagli orli
taglienti e avvelenati con cui ci si taglia quando si tenta
di aprirla. L'ha consegnata a Ernie.
Me la far vedere, quando andr da lui.
Cerca di far presto. Se questa volta falliscono, inventeranno
subito qualcosa d'altro.
Anderson riappese e io rimasi l a pensarci sopra.
Sonia not la mia espressione preoccupata. Le cose
vanno peggio, ora?
Hanno cercato di nuovo di uccidere Martrel, credo.
La ragazza impallid. Non pu rimanere in quel luogo.
Nessuno  al corrente di questo tentativo, ad eccezione
di noi. Non avranno rinforzato il cordone di sorveglianza.
Portalo via, per favore!
Potrei cercare di rapirlo.  l'unico sistema.
In un modo o nell'altro, portalo via.
Sarebbe meglio che io riuscissi a convincerlo di cooperare
con noi. Potrei anche farcela. La guardai.
A me darebbe retta, disse.
Ci spostammo a un paio di chilometri di distanza e
ritentammo la telefonata a Martrel. Dopo aver superato
i soliti controlli, Sonia riusc a mettersi in contatto con lui
e a parlargli rapidamente in russo. Forse ce l'avevamo fatta,
a meno che gli agenti non avessero pensato a tener
pronto un interprete per una simile eventualit. Terminata
la comunicazione, ce ne andammo rapidamente. Sonia aveva
gli occhi lucidi. Far qualunque cosa sar necessaria.
Era contentissimo, ma non si rende conto del pericolo.
Si  deciso a parlare coi nostri?
Sonia annu energicamente. Con me. Ha detto che
quando potr avere la mia mano nella sua si decider a
parlare. Vuole che io gli sia accanto.
Va bene, figliola. E cos, anche tu parteciperai allo
spettacolo.
La lasciai nel rifugio, dopo averle spiegato il segnale che
avrei usato per farmi aprire. Per essere sicuro che nel suo
entusiasmo Sonia non avrebbe cercato di rimettersi in comunicazione
con Martrel, spostai una levetta nascosta e
bloccai il telefono. Era meglio non correre rischi. Forse
Sonia provava per Gabin Martrel un affetto filiale ma la
luce che era apparsa nei suoi occhi dopo la conversazione
telefonica mi aveva rivelato che i suoi sentimenti erano
pi intensi di quanto mi aveva confessato. Forse, nemmeno
lei lo sapeva.
Prima di andarmene la baciai sulla guancia, le strizzai
l'occhio e chiusi la porta. Telefonai al garage che mi aveva
noleggiato la macchina perch qualcuno venisse a riprenderla
in un parcheggio dove l'inserviente avrebbe ricevuto
il compenso fissato e mi diressi al laboratorio di Ernie
Bentley.
I tratti stanchi e tirati del suo viso mi fecero capire che
doveva aver passato la notte in bianco. Mi indic una
sedia e si mise a frugare tra le carte del suo scrittoio.
O mi danno un aiutante o dovrete ridurre le vostre attivit.
Comunque, tu sei al sicuro dagli spari, amico.
Ma questo non basta per darmi la possibilit di andare
a casa da mia moglie.
Una volta mi hai detto che non ne avevi pi bisogno.
Ma non ho detto che avrei voluto rimanermene qui
in continuazione.
Perch non te la porti qui, allora?
Mia moglie crede che io lavori in un laboratorio di
ingegneria sperimentale. Ci mancherebbe altro che venisse
a sapere che cosa faccio in realt! Mi porse una fotografia.
Spaad Helo.  stata trovata tra certi documenti
di guerra tedeschi e ingrandita da sei per sei a ventiquattro
per ventiquattro; ma questo non  servito certamente
a renderla pi chiara. Dagli venti anni di pi, cerca di
immaginare le tracce lasciate dal tempo e saprai pressappoco
che faccia ha.
Hai fatto qualche ritocco?
Due. Mi consegn altre due fotografie, ritoccate dall'originale.
In una  pi grasso e nell'altra pi magro.
Scegli tu.
Ho gi scelto. Indicai la fotografia con la faccia pi
piena. Mi ero gi imbattuto due volte in Spaad Helo. La
prima volta l'avevo visto nell'interno del taxi che cercava
di inseguirmi, e la seconda volta mentre sparava nei pressi
della villa di Burton Selwick.
Ne sei sicuro?
Sicurissimo, dissi. Sar bene avvisare Grady. Penser
lui a far mettere questa foto negli schedari governativi.
In questo particolare momento gli far comodo guadagnarsi
dei meriti. Gli restituii la fotografia. Che cosa mi puoi
dire della lettera inviata a Martrel?
Un'altra prova positiva. Un bel giochetto, quello. Mi
sorprende che non lo abbiano usato pi spesso. Ci sono
quattro bordi taglienti e ci si pu ferire sia aprendo la
busta sia togliendo il foglio. Il veleno usato  la seconda
distillazione della formula Monger. Provoca la morte in
trenta secondi circa e, una volta iniettato, la sua rapidissima
azione rende inutile qualsiasi intervento. Poche persone sono
al corrente di questi esperimenti di Monger, e perci potrai
capire a quale livello lavorano i nostri avversari.
Io preferisco una pistola.
Gi. Non ti piacciono i lavori puliti. Ernie sorrise e
mi porse tre piccole fotografie. Ho fatto qualche copia
della foto di Spaad Helo, nel caso che tu voglia distribuirla
in giro a scopo di identificazione.
Grazie, dissi, mettendomele in tasca.
Conosci la sua storia, no?
Annuii.
In ogni modo, ho scartabellato gli schedari per te.
Riassumendo, quell'uomo  un vero terrore. In un certo
modo,  un tipo che assomiglia a te.  disposto a tutto
pur di portare a termine la sua missione. In genere gli affidano
quelle pi importanti. Siamo quasi sicuri che Spaad
ha partecipato a tutti gli avvenimenti che hanno messo a
soqquadro la politica mondiale di questi ultimi anni, e,
sebbene nessuno lo conosca veramente, pare che abbia
accesso a qualsiasi organizzazione grazie alla rete spionistica
comunista. Se riuscissimo a sgommarli, sarebbe una
gran cosa.
Si riuscirebbe a eliminare l'OONA-3?
Esattamente. Se riuscissimo a scoprire il loro metodo
di comunicazione, potremmo arrestare i loro agenti. E
dato che questi agenti sono persone bene addestrate e
residenti in America da tempo, non sarebbe molto facile
rimpiazzarli. Sarebbe come portare il loro servizio di spionaggio
indietro di parecchi anni.
Martrel era il capo di questo settore.
Ah, disse Ernie. Ecco il guaio. Laggi non c'
nessuno cos importante da essere informato di tutto. Se
ne guardano bene. Scommetterei qualsiasi cosa che Martrel
conosce soltanto un numero limitato di agenti. Tutti lavorano
in piccole cellule indipendenti e a compartimenti
quasi stagni... Diamine, non so perch ti dico queste cose.
Tu le sai a memoria.
Continua pure, Ernie.
Be', Martrel potrebbe essere al corrente dei progetti
generali, ma non di tutti coloro che vi sono stati preposti.
Se avessimo i nomi, potremmo bloccare la loro attivit ancora
sul nascere. I nuovi arrivati sarebbero facilmente identificabili
e se cercassero di procurarsi un aiuto all'interno
avrebbero a che fare con dei dilettanti, e questo, amico
mio, non  certo il sistema pi pratico e pi sicuro di
organizzare un sabotaggio su scala internazionale. Comunque,
qualsiasi pista  meglio di niente ed  per questo
che Grady vuole che Martrel si decida a parlare,
Pu darsi che io riesca a convincerlo ad aprire la bocca.
Non dirmi niente, per favore. Non sopporto i particolari
cruenti.
Potrebbe essere pi facile di quello che pensi.
Ernie si alz e si pass la mano sugli occhi affaticati.
Hai bisogno di altro?
No.
Hai sempre con te la penna a sfera?
Toccai il taschino della camicia. S.
Stai attento. I fili di plastico contenuti nel cappuccio
non tengono bene e a volte si staccano. Ti raccomando di
avvitare bene il cappuccio.
Inconsapevolmente, le mie dita corsero al cappuccio, e
lo controllarono. Quando mi fui rassicurato, mi alzai. In
fondo alla stanza c'era una macchina per scrivere. Redassi
il mio rapporto per la Centrale e lo consegnai a Ernie.
Recapitalo, per favore.
D'accordo. Lo pieg e lo mise in un cassetto della
scrivania.
Presi il telefono e chiamai Wally Gibbons. La sua voce
pronunci un secco: Pronto, e io dissi: Sono Tiger,
bello mio. I tuoi amici sono gi arrivati?
Non mi parve per nulla cordiale. Oh, s, vecchio mio.
Sono gi arrivati, ed  arrivato anche il direttore e gli avvocati
del mio giornale. Sono tutti molto interessati alla
mia attivit, soprattutto per ci che riguarda i miei rapporti
con te.
C' qualcun altro?
In questo momento ci troviamo in una situazione che
potrebbe definirsi un arresto domiciliare.  stato un consiglio
amichevole degli agenti del Tesoro. Vorrebbero che
io non mi movessi, mentre loro si danno da fare un po'.
Con loro  venuto uno degli uomini della IATS e gi in
strada c' un simpatico ragazzo della CIA seduto in macchina,
in attesa.
Albert Cutter, dissi io.
Ogni tanto viene su per dare un'occhiata alla tua fidanzata.
Non ti nascondo che la situazione non mi piace
molto.
Non lamentarti per tutte queste premure, Wally. 
un sistema come un altro per salvare la tua pelle. Nessuno
pu prenderti di mira, con tutti quegli agenti attorno.
Senti, dritto, io non voglio nessuna complicazione. Capisci
bene che cosa intendo dire? Questi agenti del Tesoro...
Lo interruppi per chiedergli: Hanno trovato niente a
bordo del Maitland?
No, chiacchierone, ed  proprio per questo che io
mi trovo nei pasticci. Non hanno trovato niente. E a loro
non piace essere menati per il naso. Hanno perquisito tutta
la nave, ne hanno ritardato la partenza, gli armatori hanno
fatto reclamo a Washington, e io sono il fesso che paga le
conseguenze di tutto. E prima d'ora non hanno mai fatto
una perquisizione a vuoto.
Anche se l'avessero fatta, non verrebbero a dirlo a te.
Hai preso un granchio, Tiger. Hai fatto un buco nell'acqua.
L'ha fatto anche la banda avversaria.
Dopo una pausa, Wally addolc la voce e io mi resi
conto che aveva annusato una notizia sensazionale. Va
bene, ormai mi trovo nei pasticci fino al collo... Dimmi
pure.
Gli parlai della lettera destinata a Martrel e dell'attentato
andato in fumo. Tieni l'informazione per te ancora
per un po' di tempo. Quando sar il momento, avrai la
notizia in esclusiva. Ti far avere anche la lettera, se
vuoi.
Stai nascondendo delle prove, mi ricord.
No, se nessuno ne viene a conoscenza.
E allora perch me l'hai detto? Perch vuoi rendermi
responsabile di connivenza?
Per darti la possibilit di offrire qualcosa a coloro che
dovrai andare a pregare per riottenere l'impiego. Non
ho mai conosciuto un direttore di giornale che non abbia
ceduto alla tentazione della notizia in esclusiva, e quando
un semplice cronista di Broadway gliene pu offrire una
veramente straordinaria, la cosa ha la sua importanza.
Bene, ma come ti ho detto molte volte, non farmi dei
favori. Sbatt gi il ricevitore, soffocando una filza di
maledizioni. Anche il privilegio di poter contemplare continuamente
Rondine sembrava non soddisfarlo pi.
Ernie disse: Tu sei una autentica calamita dei guai.
Non risposi e rimasi con la mano appoggiata al telefono,
cercando di riordinare i pensieri. Finalmente dissi: Ernie,
dovr tirar fuori Martrel da quell'ospedale.
In che modo?
Non lo so, ma bisogna che lo faccia.
Buona fortuna. Se hai bisogno di un'attrezzatura speciale,
dammi un'ora di tempo.
Certo. Mettiti in contatto con Londra e vedi se hanno
saputo qualcosa d'altro su quel Progetto Valchek. Comincia
a interessarmi.  bastato pronunziare quel nome per
sconvolgere Hal Randolph. Se quel progetto ha qualche
rapporto con l'affare in corso e se io posso trovare qualche
traccia, potrei togliermi da un sacco di guai.
D'accordo. Rimani in contatto. Dove posso trovarti?
Vado in giro per la citt. Ti chiamer io.
Non mi muover, disse. A proposito, se all'ospedale
hai bisogno di aiuto, ricordati che ci sono due dei
nostri uomini, l. Uno alto e coi capelli rossi che controlla
la posta, e il conducente del camion della lavanderia. 
un camion azzurro, di una tonnellata e mezza. Appartiene
alla Ditta V.R. Sanitation. Non  altro che una delle tante
attivit di Grady.
Buona idea. Non me ne scorder.
Mi trovai con Charlie Corbinet in un piccolo ristorante
della Seconda Avenue. Quando entr, il Colonnello non si
avvicin subito a me, ma si ferm a bere qualcosa al bar
per sincerarsi che nessuno lo seguisse. Dopo qualche minuto
si decise e mi raggiunse a un tavolo in fondo al locale.
Gli dissi: Grazie per l'aiuto.
Pensavo che ne avresti avuto bisogno. Io mi trovavo
nei paraggi soprattutto per tagliare la strada agli inseguitori
che Randolph aveva predisposto. Certo, ho fiducia in te
e sapevo che te la saresti cavata ugualmente, ma non volevo
correre rischi. Chi c'era in quel taxi?
Un paio di assassini, Colonnello. Avevano la stessa
idea in testa. Rimangono all'erta in ogni momento, loro.
Come l'ha presa Randolph?
Charlie scroll le spalle e il suo viso rugoso rimase impassibile.
Era fuori dalla grazia di Dio, naturalmente, ma
non poteva far nulla. Quando ho visto il taxi mi sono reso
conto della situazione e l'ho bloccato. Hai avuto una
bella fortuna, Tiger.
 necessario averla nel mio mestiere. Il taxi era stato
rubato?
S. Un paio di ore prima. L'autista era entrato in un
bar a mangiare qualcosa e il taxi  stato rubato dal parcheggio.
A New York non  molto facile ritrovare un taxi
rubato, e quindi i nostri amici non avevano di che preoccuparsi.
Probabilmente avevano le tue stesse intenzioni... far
entrare Rondine nel taxi. Ma tu sei arrivato per primo.
Presi una delle fotografie che Ernie mi aveva dato. Questo
era il passeggero del taxi,  una vecchia fotografia trovata
in un incartamento nazista.  stata ritoccata, ma 
proprio lui. Si chiama Spaad Helo.
Il Colonnello esamin la fotografia, corrugando le folte
sopracciglia. Questa fotografia potrebbe sistemare un po'
le cose con Randolph. Sai che l'IATS gli sta dando la
caccia da molti anni?
Lo so.
Fino ad ora non se ne conoscevano i connotati. Come
te la sei procurata?
i Segreti del mestiere, Colonnello. Non posso dirvi di
pi, per ora. Che cosa  successo dopo che avete fermato
il taxi?
I due uomini sono riusciti a fuggire. Non era difficile.
A pochi passi da loro c'era l'entrata di una sotterranea. Sono
spariti l sotto, e non sono riuscito a rintracciarli, bench
li abbia seguiti immediatamente. Figurati che un poliziotto
ha cercato di arrestarmi per aver abbandonato la scena
dell'incidente. C' voluto del bello e del buono per calmarlo.
Fate ricercare Spaad Helo, Colonnello. Si trova in citt.
 stato lui a uccidere l'agente del Tesoro, della cui
morte sono accusato io.
Charlie mi fiss e scosse il capo. Non era un agente
del Tesoro, Tiger.
Che cosa?
Ho visto il rapporto. Hanno trovato le tue impronte digitali
e quelle di Sonia Dutko e le hanno mandate nel mio
ufficio per il controllo. Il cadavere non  ancora stato
identificato.
Giocherellai col bicchiere, aggrottando le sopracciglia,
mentre una strana idea cominciava a frullarmi nel cervello.
Potreste farmi avere una fotografia di quel morto?
Vorrei un ingrandimento della testa.
Certo. Dove vuoi che te la mandi?
Mandatela al Bar Stanton, a Broadway. Che la consegnino
a Ron.
Pensi di poter scoprire qualcosa?
Forse. Voglio farla vedere in giro. Se scopro qualcosa
ve lo far sapere subito. Mantenetevi reperibile, ve ne prego.
Potrei aver bisogno di un uomo dalla pistola facile, e
se nessuno dei nostri fosse disponibile mi piacerebbe poter
ricorrere a voi.
Charlie mi aveva ascoltato tenendo gli occhi socchiusi.
Sapevo che era riandato indietro nel tempo e nello spazio,
rivedendo in me quello che io vedevo in lui. Alla fine annu
e mi diede un colpetto sulla mano. Sei disposto ad accettare
un consiglio?
Quando lo richiedo, risposi tranquillamente.
Te lo dar ugualmente.
Dite pure.
Lascia Martin Grady. Abbandona il tuo lavoro. Era
magnifico lavorare quando c'era una missione da compiere
senza risparmio di mezzi. Era magnifico quando eri solo e
cos pieno di odio che nessuna cosa aveva pi importanza.
Ma adesso le cose sono cambiate, Tiger. C' una donna
che ti aspetta, e non sei pi solo.
Ma la missione deve essere ugualmente compiuta.
Lascia che sia un altro a incaricarsene. Ci sono parecchi
uomini soli che sanno odiare come hai saputo odiare
tu. Sono giovani e svelti, e hanno tutte le doti che tu e io
abbiamo avuto. Con un addestramento efficiente, un po' di
esperienza e un po' di fortuna, potrebbero sostituirti egregiamente.
Non  facile rinunciare alle vecchie abitudini, Colonnello.
Se non ci rinunci ora, sar la tua fine. Prima o
poi ti troverai a pensare a Rondine, invece che al lavoro,
e ci lascerai la pelle. Oppure ti chiederai se val la
pena di correre qualche rischio, con Rondine che ti aspetta,
e sar qualcun altro a morire. Pianta tutto, prima che
sia troppo tardi. C' sempre un posto per uno come te,
nella societ civile.
Non c' posto, per uno come me, Colonnello. Non ci
sar mai un posto. Io sar sempre sulla lista "A" dei
Rossi, e qualcuno mi dar sempre la caccia. Volente o nolente,
io sar sempre nei guai fino al collo. Non riuscirei
a lavorare in una delle vostre organizzazioni, a causa di
uomini dello stampo di Randolph. Non ce la farebbero mai
a dimenticare il mio passato e mi terrebbero sempre in disparte.
In qualsiasi posto dove andr, d'ora in poi, dovr
sempre guardarmi le spalle, e se voglio restare in vita dovr
mantenermi sempre in allenamento.  un po' il vostro caso,
amico mio. C' qualcosa dentro di me che non riesco
a eliminare. Nella mia mente ci sono dei nomi, dei luoghi e
dei visi davanti ai quali un giorno mi trover. Sono dei
nemici che dovr distruggere e quando ci accadr dovr
essere pronto a scattare.
Charlie continu a fissarmi finch non ebbi finito di parlare.
Nel suo sguardo potevo notare un certo rincrescimento.
Stavi per presentare le dimissioni, prima che cominciasse
tutta questa storia.
Proprio cos.
Ma non ne hai mai avuto veramente l'intenzione.
Okay, non voglio ingannare n voi n me. Avrei spedito
la mia lettera e sarei partito con Rondine. Per un po'
di tempo saremmo stati molto felici e poi avrei sentito quel
certo richiamo, o avrei ricevuto una chiamata urgente da
qualcuno o avrei scoperto la pista di un caso non risolto,
e tutto sarebbe andato a catafascio.
Rondine non accetter mai una situazione simile, lo
sai bene.
E allora, niente da fare. O mi prende come sono, o
se ne va. Sono un vecchio soldato che  stato sulla breccia
per troppo tempo. Lo stampo non si pu cambiare.
Mi spiace per te, Tiger.
Sorrisi involontariamente. Un tempo mi compativo.
Ma preferisco le cose come sono ora. Ho le idee chiare,
adesso. Puntai un dito verso di lui e osservai: Non
siete la persona pi adatta per dare certi consigli, sapete?
Per lo meno, io sono solo. Non ho responsabilit verso
nessuno. Mi piace lavorare per una organizzazione autorizzata
e presto volentieri la mia esperienza.
Voi siete evasivo, amico, gli dissi. Trovate un mucchio
di scuse per il vostro modo di agire. Ma sareste felicissimo
di avere dieci anni di meno e di essere un duro
come eravate un tempo. Non saprete mai rinunciare a
questa attivit. La prossima volta che tirerete fuori la pistola
per colpire qualcuno non vi ricorderete pi del discorsetto
che mi avete appena fatto.
Spero che altrettanto succeda a te.
 difficile abbandonare le vecchie abitudini. Lasciai
qualche moneta sul tavolo, strinsi la mano a Charlie Corbinet
e me ne andai. Sapevo che egli mi stava seguendo con
lo sguardo e che mi invidiava.
Mi diressi verso nord. Col Colonnello avevo parlato francamente,
ma qual era la vera risposta? Dovevo parlare a
Rondine e sapevo che cosa sarebbe successo. Sapevo quale
sarebbe stata l'espressione del suo sguardo e potevo
quasi gi indovinare le sue parole. Sia io che lei avevamo
compiuto il nostro dovere, ed era sufficiente. Dovevamo godere
del tempo che ancora ci restava prima che fosse
troppo tardi. Rondine avrebbe ripetuto le parole di Charlie,
e in verit non c'era nulla da rispondere. Una rapida rottura,
e tutto sarebbe finito.
Forse, soltanto alcune persone erano fortunate, dopo
tutto... e altre disgraziate. Poi sarei stato in preda a un
odio ancor pi potente, un odio mescolato a rimpianto.
Sarei andato in cerca di una rapida morte e non ci sarei
riuscito, perch ero migliore e pi rapido degli altri.
Per lo meno, fino a quel momento.
Un giorno o l'altro avrei trovato il modo per uscire trionfalmente
da questo mondo, e me ne sarei andato. Il rimpianto
e l'odio sarebbero spariti in un istante e non ci sarebbe
stato pi nulla da pensare, perch i morti non pensano.
Oppure poteva essere peggio. Non avrei mai trovato
la morte e sarei stato costretto a vivere senza di lei, come
avevo fatto per tutti quegli anni dopo la guerra.
Potevo permettermi di perderla due volte? Ne valeva la
pena?
Un po' pi avanti, due poliziotti stavano chiacchierando,
tenendo le mani dietro la schiena. Simulando la massima
indifferenza, scrutavano le facce di tutti i passanti, ne controllavano
nella memoria i connotati e li scartavano automaticamente.
Feci per attraversare la strada, ma anche
dall'altra parte c'era un agente, intento a parlare con un
netturbino.
Il cinema accanto a me annunciava due programmi; erano
due vecchi film che avevo gi visto, ma non volendo
correre rischi porsi ottanta centesimi alla cassiera, presi il
biglietto e, dopo essermi accomodato nell'ultima fila di
poltrone, mi addormentai.
Alle sette mi stiracchiai, uscii e diedi un'occhiata in giro
per vedere se c'erano degli agenti nelle vicinanze. Non
ne scorsi alcuno e continuai a camminare verso nord. Mangiai
qualcosa in un bar e poi, servendomi della sotterranea
mi recai fino alla stazione del City General Hospital.
Non c'era molta folla in giro. Mi mescolai ai passanti e
feci il giro dell'edificio. Occupava un intero isolato e aveva
degli ingressi da ogni lato e un doppio passaggio per automobili
sulla facciata principale. Lungo gli isolati circostanti
erano parcheggiate le macchine dei visitatori.
Ci voleva del tempo, ma bisognava farlo. Camminando
lentamente, esaminai l'interno di ogni automobile, assicurandomi
che non ci fosse nessuno. Ogni ispezione doveva
essere rapida e non doveva destare sospetti, ogni controllo
dei bar e dei negozi doveva essere il pi completo possibile,
senza perdita di tempo. Ma come potevo essere sicuro?
Maledizione! Da qualche parte c'era almeno un uomo
che vigilava. I nostri avversari non avrebbero rinunciato
proprio adesso all'occasione. Era arrivato il momento di
accelerare i tempi perch le cose non sarebbero durate molto
a lungo e chi arrivava per primo avrebbe guadagnato
la partita.
Girai per due volte attorno all'edificio. Da quanto riuscii
a vedere, non sembrava che ci fosse nulla di anormale,
ma questo non significava nulla. Ci poteva anche essere un
gruppo numeroso in continuo movimento, in modo da non
poter essere notato.
Gente senza volto, pensai. Con l'aspetto di chiunque altro.
Io ero della stessa razza. Ma i miei nemici mi conoscevano
e in questo caso avrebbero usato del personale nuovo,
tenuto in serbo per missioni speciali.
Il furgone azzurro con la scritta V.R. Sanitation era
parcheggiato vicino al lato ovest dell'ospedale. A quanto
sembrava, l'autista aveva finito di caricare, perch era appoggiato
al cofano e fumava una sigaretta. Gli passai
vicino e gli dissi la parola d'ordine che serviva a farci riconoscere.
L'autista mi rispose secondo il codice. Mi lasci
continuare per una decina di metri e poi, con indifferenza,
mi segu. Sentii il rumore dei suoi passi e, quando mi
sorpass, gli dissi: State in guardia. Avr bisogno del
furgone. Aprite il cofano e fingete di esaminare il motore,
come se ci fosse un guasto.
Non ci fu bisogno di risposta. Aveva capito. Lo vidi entrare
in una farmacia e girai l'angolo, dirigendomi verso
l'entrata principale e cercando di architettare un piano.
Nell'interno c'erano certamente degli agenti e qualsiasi
estraneo sarebbe stato notato. Dovevo sembrare naturale.
Superai il viale d'ingresso, continuando a riflettere, quando
udii uno stridio di freni e una voce che bestemmiava rivolto
a qualcuno che aveva -superato l'incrocio col semaforo
rosso.
Una macchina giunse rapidamente sul viale, e fren
bruscamente. Ne scese una donna, che sembrava divertirsi
un mondo, e un uomo dal viso bianco come un panno lavato.
La donna doveva essere in procinto di diventar madre,
ma dei due, il pi preoccupato era senza dubbio il
marito.
Sorrisi tra me, salii i gradini d'ingresso e entrai nell'atrio.
Non mi trovai solo. C'erano una dozzina di futuri
padri che camminavano nervosamente in su e in gi o che
rimanevano seduti tranquillamente, a seconda del numero
delle esperienze gi vissute. Accanto agli ascensori c'era un
agente in uniforme e un altro stazionava in fondo all'atrio,
vicino alle scale. Mi mantenni al riparo dai loro sguardi e
rimasi l quieto a osservare la procedura.
Ogni tanto compariva una infermiera o un medico, veniva
chiamato un nome, e uno dei padri saliva. Gli agenti
non si preoccupavano di esaminare le persone che indossavano
la bianca uniforme dell'ospedale. Chiesi alla inserviente
dell'atrio di indicarmi la toilette per gli uomini e la ragazza,
evidentemente abituata a quelle urgenze nervose, me
la mostr, sorridendomi gentilmente.
Mi lavai le mani almeno una dozzina di volte prima di
veder entrare uno degli interni. Gli propinai un colpo alla
mascella che l'avrebbe tenuto quieto per una buona mezz'ora,
lo spogliai dell'uniforme che indossai e lo chiusi in
un gabinetto. L'interno aveva in mano un taccuino e non
ci vuole altro, per chi voglia penetrare in una zona sorvegliata.
Con un notes e con uno stetoscopio appeso al collo
si pu fare qualsiasi cosa in un ospedale, se non si perde
tempo.
Salii sull'ascensore passando davanti all'agente, scesi al
quinto piano e voltai a destra, dopo aver esaminato rapidamente
la successione dei numeri segnati sulle porte.
In fondo al corridoio c'era un agente a guardia dell'ultima
porta. Mi rivolse un'occhiata dubbiosa e io decisi di
infilarmi subito nella stanza pi vicina a me. Un vecchietto
alz la testa, mi sorrise mentre consultavo il grafico appeso
al letto e quando gli ricambiai il sorriso chiuse gli occhi.
Visitai a quel modo quattro stanze e la fortuna mi accompagn.
Una infermiera mi pass accanto ma era evidentemente
troppo assorta nei suoi pensieri per far qualcosa di
pi che un vago gesto di saluto. Un paio di donne incaricate
della pulizia avanzarono dall'altro estremo del corridoio
chiacchierando animatamente.
Giunto davanti alla porta che mi interessava, aprii la
bocca prima dell'agente e dissi: Abituale controllo contro
le malattie contagiose. Un ricoverato ne  affetto. Un'aggiunta
al solito lavoro notturno.
L'agente annu, pur continuando a scrutarmi, apr la porta
per lasciarmi entrare ed entr dopo di me. Controllai il
grafico sul letto, scarabocchiai qualcosa sul notes e poi mi
avvicinai al paziente.
Mi riconobbe subito. Sul suo viso tirato apparve una
strana espressione. Probabilmente stava pensando se era
il caso di avvertire l'agente o no. Sorrisi, indicai il telefono
e dissi: Si respira ogni sorta di germi, in questo posto.
Arrivano persino attraverso il telefono.
Coloro che mi telefonano godono di ottima salute, a
quanto sembra, mi disse, rischiarandosi in volto.
Gli tastai il polso, gli esaminai gli occhi e la lingua, e poi
girai la testa e dissi: Volete darmi il grafico, per favore?
Il poliziotto allung il braccio verso la testata del letto
e per un attimo stacc lo sguardo da me. Un attimo, ma
fu sufficiente. Ci misi un minuto a spogliarlo e a ficcarlo in
letto, dove sarebbe rimasto comodamente finch non lo
avessero riportato alla stazione di polizia del rione.
Dissi a Martrel di indossare l'uniforme dell'agente. Non
gli si adattava a pennello ma poteva servire ugualmente, se
non avesse incontrato un altro agente. Un'uniforme offre
un grande vantaggio. La gente non guarda mai la faccia di
chi la indossa. Prima di uscire, Martrel mi rivolse un'occhiata
nervosa. E se ci scoprono?
Se ci scoprono andr male per me, ma non per voi.
Dopo aver colpito quell'agente, le cose per me non potrebbero
andare peggio. Ora calmatevi, cercate di assumere un
atteggiamento naturale e restate vicino a me. Camminiamo
tranquillamente. Se ci mettiamo a correre non faremo altro
che richiamare l'attenzione su di noi.
Il suo sorriso era significativo. Un tempo, anche lui aveva
fatto questo mestiere. Capisco.
Non usammo l'ascensore ma scendemmo per la scala,
tenendoci contro la parete per lasciar passare quelli che
salivano. Quasi tutti erano troppo assorti nei loro pensieri
per badare a noi. Poliziotti e medici sono figure necessariamente
collegate all'ambiente di un ospedale e la nostra
presenza non era fuori posto. Giunti nell'atrio dissi a Martrel
di aspettarmi accanto all'uscita, facendo voti perch
nessuno lo notasse, e entrai nella toilette dove avevo lasciato
l'interno. Appesi l'uniforme del medico a un gancio
dietro la porta, poi andai a dare un'occhiata al mio... paziente.
Era ancora accovacciato sul sedile e stava russando
beatamente con la bocca semiaperta. Gli sorrisi e gli dissi:
Medice, cura te ipsum! Non era un gran ringraziamento,
dopo tutto quello che egli aveva fatto per
me.
Nel frattempo, la folla era aumentata e ci concedeva una
maggiore protezione, anche se della stessa protezione usufruivano
gli eventuali pedinatori. Ma dovevo correre il rischio.
Raggiunsi Martrel, gli feci cenno di seguirmi e mi
diressi con lui verso la strada. Se qualcuno ci avesse visti
senza riconoscerci di primo acchito, avrebbe preferito passare
inosservato piuttosto che osservarci meglio. I poliziotti
in uniforme producono questo effetto. In ogni modo, tenevo
la mano sul calcio della mia pistola ed ero disposto ad
aprirmi la strada nel modo pi violento possibile, se fosse
stato necessario. Martrel se ne rese conto e, pur non dicendo
nulla, si guard in giro con cautela.
L'uomo del furgone ci vide venire ma non fece alcuna
domanda. Chiuse il cofano, si pul le mani e, dopo essere
entrato nella cabina, avvi il motore. Spinsi dentro Martrel
e lo seguii.
Via, dissi. Andiamo.
Va bene.
Dissi a Martrel di togliersi il berretto e la giacca. Se un
poliziotto ci avesse visti, avremmo avuto poche possibilit
di cavarcela. Martrel ubbid, si spogli rapidamente e ficc
gli indumenti sotto il sedile.
L'autista chiese: Dove andiamo?
Dobbiamo nasconderci da qualche parte e procurargli
dei vestiti.
Io ho un appartamentino non lontano da qui. Ma
non ho vestiti. Ho soltanto qualche tuta di riserva.
A questo penseremo poi. Andiamo nel vostro appartamento,
per questa notte. La polizia avr organizzato una
retata in tutta la citt e controller tutte le vie d'uscita.
Quanto a voi, ricordatevi di dire che avete avuto un guasto
al motore e che vi siete allontanato col furgone per
andarlo a far riparare.
L'appartamento dell'autista consisteva di due stanze in
una vecchia casa nei pressi di Riverside Drive. Entrammo
senza essere notati. Ordinai all'autista di riportare indietro
l'uniforme del poliziotto. Poteva dire di averla trovata in
un bidone di immondizie, o per la strada, o dove meglio
gli fosse sembrato. Se avessero controllato le sue asserzioni
e se qualcuno avesse notato il furgone fermo in strada,
doveva dire che era tornato a casa per cambiarsi la tuta,
essendosi sporcato mentre cercava il guasto del motore.
Onde confermare questa affermazione, l'autista non si dimentic
di indossare una tuta nuova.
Sfortunatamente, nell'appartamento non c'era n radio
n televisione, e perci non mi fu possibile ascoltare le ultime
notizie per tenermi aggiornato sugli avvenimenti. Ma
la cosa non era realmente indispensabile. In quel momento,
tutte le organizzazioni stavano certamente occupandosi della
faccenda e l'ospedale doveva essere ormai impenetrabile
come una tomba. Per la IATS sarebbe stato logico sospettare
il mio intervento e l'agente che avevo messo fuori combattimento
non ci avrebbe messo molto a identificarmi. Comunque,
avrebbero vagliato le conclusioni per conto loro,
prima di trasmetterle alle altre organizzazioni.
Chiamai Ernie Bentley al laboratorio, ma non riuscii a
trovarlo. Non aveva telefono a casa sua, ma non ritenni
opportuno seccarlo a quell'ora, dato che la mattina dopo
sarebbe tornato al lavoro.
Martrel non mi aveva ancora chiesto nulla ma io sapevo
a che cosa stava pensando. Eravamo seduti nella penombra,
l'uno di fronte all'altro, quando alla fine disse: Sonia...
 veramente in salvo?
L'ho messa al sicuro in un rifugio della citt bassa. Vi
sta aspettando.
Bene. Quando potr vederla?
Se tutto va bene, domani.
Egli annu. Ho aspettato tanto tempo.
Ditemi, Martrel, gli chiesi. Perch avete disertato?
Per lei?
Egli mi fiss attentamente per un minuto. Credo che
lo sappiate gi.
Perch?
Martrel si osserv le mani e poi rivolse lo sguardo alla
finestra. Non sono pi giovane. Ho sacrificato tutta la mia
vita al mio paese e al mio partito. Ah, s, le cose erano
diverse, quando ero giovane. Ero entusiasta, ero potente, e
potevo manovrare gli avvenimenti del mondo. Tutti noi
avevamo degli ideali e speravamo in qualcosa di nuovo.
Ma le cose cambiano. Si diventa vecchi. Avevo dimenticato
che la giovent passa. Finch non ho conosciuto Sonia,
nella mia vita non c' stato posto per nessuna donna. Non
erano necessarie, almeno a me. Il mio unico amore era la
politica. Con Sonia... ah, come potrei spiegarmi?
 facile. Succede a tutti.
Non mi sarei mai aspettato che potesse succedere a
me. Era cos giovane, cos bella... cos fresca e ingenua.
Improvvisamente tutto  cambiato e le cose che mi sembravano
importanti si sono ridotte a niente. Ho provato
l'amore, mi sono reso conto della bellezza e allo stesso
tempo mi sono accorto che la mia vita era diventata violenza
e corruzione. Tutto sprecato. Tutti quegli ideali...
Che cosa ne era successo? Il potere aveva distrutto tutti
coloro che conoscevo. C'era qualcosa di insensato, in tutto
ci. Sonia era stata ben indottrinata dalle organizzazioni
giovanili, ma io avevo scoperto che lei aveva molto pi
intuito di quanto ne avessi io, e fu nel corso delle nostre
conversazioni che anche lei se ne accorse. Ho voluto che
lei si rendesse conto di come viveva e pensava il resto
del mondo, e quando ha colto l'occasione  scappata, ne
fui molto contento. Sapevo che un giorno o l'altro l'avrei
raggiunta.
L'amate, allora?
S, amico mio. Profondamente.
E se lei non vi corrispondesse nello stesso modo?
Egli scosse il capo e sorrise tranquillamente. So che
se riuscissi a rivederla... se riuscissi a stare con lei e a
parlarle, anche lei mi amerebbe.
Vi voleva bene?
Non avevo bisogno che me lo dicesse. Lei conosceva
benissimo i miei sentimenti. Anch'io non avevo bisogno di
rivelarglieli.
Quando lei ha disertato, voi avete avuto i vostri guai.
C'era da aspettarselo. Ero sospettato, naturalmente,
ma per non rendere le cose pi sgradevoli per lei, mi
sono buttato con maggiore intensit nel mio lavoro. Non
 stato difficile. Possedevo una vasta esperienza e bench
ci fossero molte persone che pretendevano la mia espulsione
dal partito, avevo dalla mia parte molti che preferivano
lasciarmi nella mia posizione. Il suo sorriso fu significativo.
Come dite voi americani, io so dove sono sepolti
molti cadaveri. Da un punto di vista politico, non sarebbe
stato saggio eliminarmi. Pi tardi, il mio lavoro soddisfece
anche i miei pi severi oppositori.
Martrel smise di parlare, si affacci al davanzale della
finestra e osserv la citt nella notte. Lontano si poteva
scorgere il lento fluire del traffico verso il ponte George
Washington e i giganteschi annunci luminosi sulla costa
del New Jersey.
Dissi: Vi rendete conto di rappresentare un grosso
bersaglio, vero? Vi vogliono morto.
S, rispose. Era inevitabile.
Se rivelate le vostre informazioni ai nostri, correrete
meno rischi, la pressione si allenter e avrete diritto alla
protezione. Ma se non parlate, continuerete a rappresentare
un bersaglio. E Sonia dovr dividere la vostra sorte.
Ci ho pensato parecchie volte. Sospir profondamente.
Anche laggi io ho qualche amico.
Davvero? chiesi a bassa voce. Credete forse che
non vi tradiranno, per tentare di salvare la propria pelle?
Credete forse che le consorterie politiche siano un terreno
propizio per le amicizie? Pensateci un po', Martrel.
Si allontan dalla finestra e si lasci cadere sulla poltrona.
S, avete ragione... Ci sono stati degli altri... degli
amici... che hanno disertato. Io stesso mi sono preoccupato
di farli liquidare, perch lo consideravo necessario. S, amico
mio,  vero.
Il tempo stringe, Martrel. Prima o poi troveranno le
nostre tracce e l'orologio si fermer. Rivelate ci che sapete
e forse potremo volgere le cose a vostro favore. Attualmente
in questo paese ci sono due altre persone che hanno
disertato come voi. Sono al sicuro e rimarranno cos. Se voi
parlate, i Rossi saranno costretti a riorganizzare i loro
progetti e noi saremo in vantaggio. Se deve scoppiare una
guerra, riusciremo a rimandarla ancora di qualche anno e
forse per allora ogni cosa sar cambiata. Se voi lo volete,
lo potete fare.
Non sar facile cambiare il sistema di tutta una vita.
Io... io devo vedere Sonia. Forse, allora...
Non volli insistere. Se si decideva, doveva essere una
decisione spontanea. Una pressione eccessiva poteva essere
controproducente. Domani, dissi. Vi sta aspettando.
Il suo viso era segnato dalla fatica ed egli sembrava molto
pi vecchio della sua et. Mi chiesi cosa avrebbe fatto
scoprendo che l'affetto di Sonia nei suoi confronti era molto
pi filiale che sensuale. Se si fosse accontentato, tutto
bene. Altrimenti... preferivo non pensarci.
Cedetti a Martrel il letto e io mi accontentai delle due
poltrone accostate.
Alle sette ero gi sveglio. Martrel dormiva ancora. Respirava
profondamente ed era immerso in un sonno pesante,
come se fosse completamente sfinito. Preparai un
bricco di caff e due uova strapazzate. Alle nove stavo passeggiando
in su e in gi per la stanza come un gatto nervoso;
andai a dare un'occhiata a Martrel e vedendo che non
si era mosso, scesi all'edicola a comperare il giornale.
La prima pagina riportava la notizia del rapimento di
Martrel dall'ospedale e due fotografie: una di Martrel e
l'altra del presunto rapitore.
E quello ero io.
Era una pessima fotografia, scattata molti anni prima,
quando ancora la mia faccia non era segnata dalla cicatrice.
Allora avevo i capelli lunghi e ora li portavo corti.
Inoltre, sulla foto del giornale apparivo con una barba di
due giorni almeno. Forse un esperto avrebbe potuto riconoscermi
confrontandomi con quella immagine, ma una persona
qualunque difficilmente ci sarebbe riuscita.
La fotografia di Martrel era invece perfetta. Aveva un
viso troppo caratteristico per poter passare inosservato. Ma
ci trovavamo a New York, dove gli otto milioni di abitanti
sono troppo occupati a pensare ai casi propri per andare
in giro a fare i segugi. Usando qualche precauzione potevamo
spostarci senza correre il rischio di venire arrestati.
Il testo era un riempitivo nel quale si narrava la storia
di Gabin Martrel e i particolari della sua diserzione. Bench
non si facessero supposizioni sul suo probabile nascondiglio,
l'articolista riteneva che i rapitori fossero degli
idealisti politici foraggiati dai sovietici, agli ordini dei
quali lavorava un cittadino americano sospettato di aver
commesso parecchi delitti, un tipo a disposizione di chiunque
lo volesse comperare.
Caspita, non avevano certo la mano leggera. Forse l'IATS
pensava di potermi irritare tanto da riuscire a provocare
una mia apparizione per confutare le accuse. La sola cosa
che mancava era il mio nome. Ringraziai mentalmente il
Colonnello Corbinet; quella lacuna doveva essere opera
sua. Charlie si era compromesso a fondo a mio favore e
se io non fossi riuscito nel mio intento, anche lui si sarebbe
trovato in cattive acque.
Quando Martrel si svegli, gli diedi una tazza di caff
e gli mostrai il giornale. Mentre guardava la fotografia le
labbra gli si irrigidirono. Non possiamo circolare di giorno
finch questo giornale sar venduto nelle edicole, vero?
Sarebbe meglio non arrischiare, risposi. Nella prossima
edizione ci sar qualche altra novit e la gente dimentica
in fretta. Aspetteremo fino a questa sera.
Qui?
C'era qualcosa che non funzionava. L'autista del furgone
avrebbe dovuto gi essere di ritorno. Se l'avevano trattenuto
per interrogarlo, egli avrebbe potuto temporeggiare
per un po'; ma quando si fossero accorti che aveva mentito,
gli agenti si sarebbero messi a cercare il furgone e prima
o poi le pattuglie di ronda della zona si sarebbero ricordate
di averlo visto fermo davanti alla casa dove ci trovavamo
in quel momento.
No, non qui. Presi una tuta dall'armadio e la porsi
a Martrel. Indossate questa.  meglio andarcene. Martrel mi guard interrogativamente e io dovetti spiegargli i
motivi della mia improvvisa decisione, dopo di che egli mi
ubbid senza aprir bocca. Con la pericolosa penna a sfera
di Ernie cercai di sporcare la scritta stampata sulla schiena
della tuta per renderla meno leggibile a prima vista, poi
passai uno straccio su tutti i punti dove potevano esserci le
nostre impronte digitali e spinsi Martrel fuori dalla porta.
Non volevo compromettere l'autista del furgone pi di
quanto non lo fosse gi, nel caso che la polizia perquisisse
l'appartamento in cerca delle nostre tracce.
Ci avviammo verso Riverside Drive e appena raggiunto
l'angolo sentii l'ululato della sirena e vidi una macchina
della polizia arrivare di corsa e frenare bruscamente davanti
alla casa. Ne scesero due agenti, con le pistole spianate.
Una seconda ondata di sbirri si stava facendo annunciare
dal suono di una sirena ancora lontana.
Sentii Martrel irrigidirsi e lo presi per un braccio. Coraggio. Non mettetevi a correre.
Quando la macchina della polizia ci pass vicino, spiegai
il giornale e feci in modo di nascondere le nostre facce
dietro il foglio. Sapevo che gli agenti avrebbero circondato
la zona con un cordone impenetrabile e perci continuai
verso la stazione della sotterranea, a sud. Ci accomodammo
nel vagone di testa di un BMT diretto a Brighton Beach.
Avrete il piacere di ispezionare in lungo e in largo la
rete delle ferrovie sotterranee di New York, dissi a Martrel.
E potremo dare un'occhiatina anche a Coney Island,
ogni volta che giungeremo al termine del tragitto. Ogni tanto
cambieremo convoglio per non insospettire il controllore,
e rimanendo nel vagone di testa potremo renderci conto
se le stazioni sono sorvegliate. Sedetevi comodamente,
amico mio. Sar una esperienza di noia totale per le prossime
dieci o dodici ore, ma non credo che ci sia un posto
migliore per passare inosservati e per tenerci nascosti. Siamo
soltanto due operai che vanno e vengono dal lavoro come
tanti altri, e perci cercate da qualche parte un giornale abbandonato e divertitevi.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Alle sette uscimmo dalla stazione della Quarantanovesima
Strada in mezzo alla calca. Diedi un'occhiata alle ultime
edizioni dei giornali. Come mi ero aspettato, sulla prima
pagina della maggior parte dei quotidiani appariva
un'altra notizia. Ma in giro per la citt ci sarebbero stati
lo stesso degli sguardi vigili e perci dovevamo agire con
cautela.
Entrai dalla porta laterale di un emporio, mi infilai in
una cabina telefonica e chiamai Wally Gibbons. Dovetti
attendere sei segnali prima che il ricevitore venisse alzato
bruscamente dall'altra parte. Sapevo che Wally avrebbe riconosciuto
la mia voce e non mi annunciai, per timore che
il suo telefono fosse controllato. Dissi: Senti Wally, sono
spiacente di disturbarti, ma ho bisogno di quel materiale
che ti ho prestato per far fronte a quel caso della Impresa
di costruzioni Watson-Brice. Trovati tra un'ora dove
di solito va Bing. A pi tardi.
Prima che potesse rispondere riappesi, ma feci in tempo
a sentire il suo respiro affannoso. Due anni prima, visitando
un edificio che la Watson-Brice stava costruendo,
Wally era caduto in una fossa di calce e io lo avevo ripescato
e avevo dovuto rivestirlo da capo a piedi. Bing Willis
era un vecchio amico che praticamente aveva trascorso tutta
la sua vita allo Stanton's Bar a Broadway. Se Wally
mangiava la foglia, avremmo potuto spogliare Martrel della
sua tuta.
Temevo che la polizia sapesse che Martrel circolava vestito
cos. Non erano riusciti a prenderci in quell'appartamento
e i soli indumenti che vi si trovavano erano delle
tute; avrebbero perci tratto rapidamente le loro conclusioni.
Solo che dovevano fermare tutti gli imbianchini, gli
stuccatori e gli operai in tuta bianca e anche questa operazione
richiedeva parecchio tempo.
Ritenni opportuno non camminare vicino a Martrel e lo
distaccai di una cinquantina di passi, lasciando che mi seguisse.
Dei due, lui sarebbe stato il primo ad essere avvistato,
se ci doveva accadere, e dato che la polizia gli
avrebbe concesso protezione, io avrei avuto una certa libert
di manovra. Proseguimmo per Broadway, mescolati
alla folla, e giunti all'altezza dello Stanton's Bar, attraversammo
e entrammo nel locale.
Ron, il barman del turno di giorno, era gi andato via
ma la busta di cui io avevo bisogno era appoggiata dietro
al registratore della cassa, e l'uomo del turno di notte me
la porse, intascando il dollaro che gli diedi. Era troppo
occupato a servire gli avventori per prestarmi molta attenzione,
e col locale pieno di gente, tra cui molti muratori
dei cantieri circostanti, n Martrel n io eravamo fuori
posto.
Andai nel retro, scelsi un tavolo in una nicchia di fronte
alla porta e ci sedemmo. Un cameriere si avvicin con passo
stanco, annot la nostra ordinazione di panini e di birra,
e poi se ne and.
Un quarto d'ora dopo arrivarono Wally Gibbons e Rondine
che si diressero subito verso il retro dove sapevano
di trovarmi. L'avevo visto arrabbiato anche altre volte, ma
questa volta aveva una espressione diversa. Lo chiamai con
un gesto, afferrai la mano di Rondine, mi sentii scombussolato
al solo guardarla e dissi: Ciao, amore.
Era difficile leggere nel suo sguardo, ma non nel suo
sorriso.
 stato... duro?
Durissimo. Siedi. Ti presento Gabin Martrel.
Wally butt il pacco sul tavolo, mi lanci uno sguardo
disperato e poi cominci a sorridere. Che tu sia maledetto,
Tiger.
Grazie, amico.
Non ringraziare me, ringrazia piuttosto lei, disse indicando
Rondine. Volevo farti penare. Volevo farti sudare
come ho sudato io, ma lei me lo ha impedito.
La tua casa  sorvegliata?
S, ma non  stato difficile eluderli. Ti rendi conto di
che razza di inferno hai provocato?
Ho perso ogni contatto.
Sar bene allora che ti informi. Guard Gabin Martrel
e poi di nuovo me. Posso parlare?
Fai pure.
Quando sei uscito dall'ospedale qualcuno ha notato
che l'agente che doveva trovarsi davanti alla porta di Martrel
era sparito. Quello non ha ripreso i sensi subito e non
ha potuto spiegare che cosa diavolo fosse successo. Perci
l'ospedale  stato completamente chiuso.
Me lo aspettavo.
Sei stato fortunato, continu, ma qualcun altro non
lo  stato.
Che cosa intendi dire?
Gi in cantina hanno trovato tre uomini le cui spiegazioni
non sono state troppo convincenti. Sebbene dichiarassero
di far parte del personale addetto alla pulizia, nessuno
dell'ospedale li conosceva. La polizia ha controllato
ogni cosa e ha scoperto un ordigno capace di far saltare in
aria almeno met dell'ospedale. Uno dei tre uomini aveva
un grosso aspirapolvere che in realt era una bomba ad alto
potenziale. Avevano progettato di lasciarla davanti alla
porta di Martrel. E avrebbe funzionato.
I giornali non ne parlano.
Ordini arrivati dall'alto. Non vogliono pubblicit. Quando
la cosa  accaduta, nell'ospedale c'erano tre reporter
per un servizio e hanno saputo tutto. Dave Severn mi ha
telefonato per comunicarmi la notizia.
Martrel strinse le labbra e disse, con un tono secco:
Sono furibondi, adesso.
Rondine allung il braccio e pos una mano sulla mia.
Tiger...  necessario che tu agisca sempre da solo?
Non ho altra scelta.
Sei ancora vivo. Ricordatelo.
Anche molti altri sono vivi, amore. E se facciamo le
cose bene, continueranno a rimanere vivi.
E tu?
Questo  il mio mestiere, Rondine. E tu sai benissimo
che io non faccio le cose a met.
Ritir la sua mano con un'espressione triste. Diedi il
pacco a Martrel. Andate nella toilette e rivestitevi. Nascondete
la tuta nel bidone delle immondizie sotto gli
asciugamani di carta.
Lo guardai mentre se ne andava, mi assicurai che nessuno
lo seguisse nella toilette e mi rivolsi a Wally. Dimmi,
chi sta sorvegliando la tua casa?
Smettila di preoccuparti. Non siamo stati seguiti. La
mia casa comunica con quella accanto e siamo passati dalle
cantine uscendo da una porta posteriore dell'edificio vicino
al mio. Poi abbiamo preso un taxi e siamo venuti direttamente
qui.
Il tuo telefono  controllato?
Credo di s, a meno che non ci siano delle strane interferenze
di natura tecnica.
 senz'altro controllato, allora.
Senti, disse Wally, Bing era piuttosto conosciuto.
Molta gente sapeva di lui e di questo locale. Se indagano...
Andremo via non appena Martrel avr finito di vestirsi.
Gli agenti del Tesoro hanno detto che sarebbero tornati
questa sera. Probabilmente sono gi l. Dovr fornire
una spiegazione soddisfacente.
Te la fornir, amico. Avrai le notizie pi sensazionali
del mondo. Avr bisogno di un paio di testimoni, e tu e
Rondine potreste servire. Ti dispiace, cara?
Rondine sorrise e scosse il capo. No. Questa volta
no.
Diedi a Wally l'indirizzo del magazzino-rifugio e il segnale
per farsi aprire da Sonia. Avrebbero dovuto rimanere
l finch fossimo arrivati Martrel e io, e soltanto allora
avremmo potuto registrare in nero su bianco tutto ci che
i nostri desideravano cos ardentemente sapere. Avremmo
pregato Sonia, per la salvezza di entrambi, di non deludere
Martrel prima che egli si fosse deciso a parlare. La
sola cosa che poteva tenerli in vita erano le famose dichiarazioni
che egli mi aveva promesso di fare. I sovietici erano
pi che mai sotto pressione, ora. Avevano certamente
mobilitato un numero rilevante di uomini che lavoravano
con rapidit. Se avessimo potuto scoprire e neutralizzare-
la loro fonte di informazioni, li avremmo fermati, ma questo
era un punto del programma che avremmo realizzato
solo in un secondo tempo. La cosa principale, adesso, era
la salvaguardia di Martrel.
Rondine e Wally se ne andarono. Io rimasi ad aspettare
finch Martrel usc dalla toilette indossando un vecchio vestito
di Wally. Pagai il conto e ce ne andammo anche noi.
Stava di nuovo piovendo. Era una pioggerella calda e
sottile che per era stata sufficiente a far disperdere i passanti
alla ricerca dei taxi liberi. Non mi andava l'idea
di restare fermo all'angolo della strada e perci mi diressi
verso una laterale, dopo aver raccomandato a Martrel di
starmi vicino.
Come gli altri passanti, anche noi camminavamo tenendoci
vicino ai muri delle case per evitare di bagnarci. Anche
nelle strade laterali la caccia ai taxi era affannosa. Continuammo
ad avanzare. Per lo meno, la pioggia ci consentiva
di tenere la testa bassa.
Ma non a sufficienza. Una mano si protese e mi afferr
per un braccio, mentre una voce mi diceva: Ehi... signore!
Non seppe mai che rischio aveva corso e come era stato
vicino alla morte. La mia mano stringeva gi la .45, quando
riconobbi l'ometto del Tomlinson Building.
Non mi avete ancora restituito quelle chiavi, signore.
Accidenti, potrei avere dei guai, se scoprono che sono sparite.
Sentite...
Lo spinsi nell'andito di un negozio, mentre Martrel mi
osservava nervosamente. Scusatemi, avevo fretta. Mi
frugai in tasca e tirai fuori le due chiavi. Tra le mie dita
c'era anche la fotografia di Spaad Helo che Ernie mi
aveva procurato.
L'ometto prese le chiavi e disse: Quello  uno degli
uomini che fa le consegne a Fountain's.
Cercai di mantenere calma la voce. Cosa?
Certo. Va e viene regolarmente.  un tipo sinistro ed
 per questo che l'ho notato. Chi ?
Nulla di importante.
Sono contento di avervi incontrato e di aver ricuperato
le chiavi. Brutto tempo, vero?
Non tanto, dissi.
L'ometto fece una risatina, intasc le chiavi e, dopo essersi
rialzato il bavero della giacca, si incammin sotto la
pioggia. Guardai Martrel.
La sua faccia era pallidissima.
Potrei vedere quella fotografia?
Gliela porsi. Lo riconoscete?
Spaad Helo. S. Lo conosco molto bene.
 qui per uccidervi, Martrel.
Egli mi restitu la fotografia e mi fiss a lungo. No,
non sono io la sua principale missione.
Le mie mani si contrassero. Parlate.
 qui per il Progetto Valchek.
Eccoci di nuovo!
Avanti, presto.
A Washington c' un edificio dove sono conservati dei
registri e delle informazioni sugli affari sovietici, oltre ad
alcuni documenti di cui i vostri non sono ancora al corrente.
Ben presto, gli americani cominceranno a decifrare
tutto quel materiale e il governo sovietico sar posto in
grande svantaggio.
Sapete di che cosa si tratta?
No. Se ne  occupato un altro dicastero. Sono al corrente
soltanto dell'importanza del progetto. Tutto l'edificio
sar distrutto. Questo  il Progetto Valchek.
L'idea si fece strada in me molto lentamente, ma poi i
vari pezzi si andarono combinando con una velocit notevole.
Tuttavia, poteva essere gi tardi per agire...
Martrel... sentite. Dovete agire per conto vostro.
Mi rivolse uno sguardo fermo. Ormai si era deciso. Come
volete.
Gli feci imparare a memoria l'indirizzo del magazzino,
gli spiegai il segnale e gli dissi di andarci in taxi e di rimanere
l finch non fossi arrivato io. Avrebbe trovato Wally
e Rondine, oltre a Sonia, e tutti sarebbero rimasti al sicuro.
Non dovevano lasciar entrare nessun altro, tranne
me. Intanto, Martrel poteva informare Wally del Progetto
Valchek. Se Wally aveva da offrire al suo giornale due notizie
sensazionali, invece di una, poteva considerarsi a cavallo.
Questa volta ci dirigemmo verso ovest finch, trovato un
taxi libero, vi feci salire Martrel. Dieci minuti dopo ne
trovai uno per me, e ordinai all'autista di portarmi nella
zona del porto dove era attraccato il Maitland, con la speranza
di trovarlo ancora.
La buona sorte che accompagna gli irlandesi non mi
aveva ancora abbandonato. Il molo era illuminato dai riflettori
e sul ponte c'era un'attivit frenetica. Il Maitland
stava per salpare e non c'era tempo da perdere. Una banconota
da cinque dollari mi permise di usare il telefono del
guardiano del molo. Chiamai Charlie Corbinet.
Il Colonnello mi voleva dire qualcosa ma io lo interruppi.
Gli dissi dove mi trovavo e lo pregai di raggiungermi al
pi presto. Volevo che una squadra della IATS si preparasse
ad agire rapidamente e richiesi che tutte le loro
linee telefoniche fossero lasciate libere. Non perse tempo
a farmi domande. Me le avrebbe fatte pi tardi. Sapeva che
avevo qualcosa per le mani e riappese prima di me.
Il guardiano mi inform che la nave sarebbe salpata tra
tre quarti d'ora. Mi misi in attesa fuori dai cancelli del
molo, spiando tutti i taxi in arrivo e diventando sempre pi
nervoso. Charlie ci mise mezz'ora ad arrivare. Gli dissi di
fare aspettare il taxi.
Spero che questa faccenda finisca bene, Tiger, fu la
prima cosa che mi disse il Colonnello.
Dovete impedire che quella nave salpi, Charlie. Potete
farlo?
Credo di s.
La tessera che il Colonnello mostr al guardiano lo fece
rimanere a bocca aperta. Corremmo sul molo e sulla passerella
fino al ponte dove un omaccione ci sbarr il passo
con una espressione minacciosa dipinta sul volto solcato da
una miriade di cicatrici. Che cosa diavolo volete, voi
due?
Il capitano, rispose Charlie mostrando di nuovo la
sua tessera.
Diavolo, questa nave sta partendo. Non abbiamo tempo...
Fate quello che vi ordino, replic Charlie con voce
fredda e tagliente.
L'omaccione si allontan brontolando e ritorn subito
dopo con un ometto dalle gambe arcuate, vestito di una
uniforme logora. Il capitano sembrava furioso ma sapeva
riconoscere l'autorit quando la incontrava, e non volle
complicare le cose e provocare ulteriori ritardi alla partenza.
S, signori?
Charlie mi guard. Tocca a te, Tiger.
Presi la fotografia di Spaad Helo e quella dell'uomo che
egli aveva ucciso accidentalmente e gliele mostrai. Riconoscete
questi uomini?
Il capitano esamin le foto attentamente e poi disse: S.
Sono saliti a bordo quando abbiamo attraccato. Sono agenti
del Tesoro. Credo che indagassero per scoprire un contrabbando
di stupefacenti. Inutile dire che non hanno trovato
nulla. Indic una delle foto. Questo sembra morto.
Infatti, risposi.
Che cosa posso fare per voi?
Avete scaricato delle casse contenenti delle rotative e
degli accessori. Erano dirette a Washington, D.C. Ne sapete
qualcosa?
Dovete rivolgervi altrove, per avere queste informazioni.
Gli scaricatori, la compagnia di trasporti...
Non abbiamo tempo, risposi, perdendo la pazienza.
Gli uffici sono chiusi, a quest'ora.
Mi dispiace, ma non posso aiutarvi. Mi restitu le
fotografie. E ora, vorrei continuare il mio lavoro...
Fate pure.
Tornammo sul molo e restammo l, illuminati dalla luce
dei fari. Charlie disse: Dimmi qualcosa, Tiger.
Il Progetto Valchek.
Maledizione! esclam il Colonnello.
Gli dissi ci che Martrel mi aveva rivelato e tutti i particolari.
I sovietici sono riusciti a penetrare in quell'edificio.
Hanno saputo dell'arrivo di quelle rotative e vi hanno sistemato
una bomba nucleare. A un certo momento, durante
la sistemazione di quei macchinari, la bomba scoppier e
tutto salter in aria.
Come hai fatto a scoprirlo?
C'era un ometto un po' pazzo che credeva di aver
sprecato milleottocento dollari nell'acquisto di un contatore
Geiger. Vorrei poter fargli sapere che i suoi dollari non
sono stati affatto sprecati, ma ormai  tardi. Stava esercitandosi
con quell'aggeggio e ha pensato di aver trovato
qualcosa in una di quelle casse. Si  rivolto a me perch
non gli  venuto in mente altro di meglio. Io ho pensato che
il Geiger avesse segnalato uno dei quadranti fosforescenti
della rotativa e gliel'ho detto, rivelandogli anche che aveva
pagato un prezzo spropositato. Dopo di che, il mio ometto
si  ubriacato finch ha potuto.
Quando il Maitland  entrato in porto, la squadra sovietica
incaricata del Progetto Valchek  salita a bordo
munita di falsi documenti di identit del Ministero del Tesoro,
fingendo di fare una perquisizione alla ricerca di stupefacenti.
Non era una cosa fuori del comune e nessuno
ha sospettato di nulla. In realt, i Rossi sono andati a controllare
il loro carico. Intanto, qualche compagno del mio
amico deve aver raccontato in giro delle prove col Geiger
e i Rossi si sono messi in allarme. Hanno rubato l'apparecchio
e poi, avendo trovato quel poveraccio ubriaco, devono
averlo spinto nel fiume. Era un poveraccio della cui
scomparsa nessuno si sarebbe accorto, e non sbagliarono
del tutto. Ma commisero un errore. Uno di loro dimentic
di sbarazzarsi della falsa tessera del Ministero del Tesoro.
Wally Gibbons si  informato e ha saputo che nessun
agente ha visitato il Maitland al suo arrivo. Ecco come mi
 balenata l'idea completa. Fino a questo momento non ci
avevo pensato, credendo che si trattasse del sistema seguito
dai nostri agenti.
Possiamo ancora arrivare in tempo. Faremo aprire tutti
gli uffici che si sono interessati di quella spedizione, se
sar necessario. Andiamo.
Dove?
Tutti i pezzi grossi della IATS sono riuniti per ascoltare
la tua storia, e la vogliono di prima mano.  la sola
possibilit che ti rimane di riscattarti.
Forse.
 meglio di niente.
Aspettavano, infatti. Erano come gli avvoltoi che aspettano
la morte prima di cominciare il banchetto. Ce n'erano
una dozzina, seduti attorno a un lungo tavolo di mogano
e mi fissavano. Alcuni con fredda animosit, altri quasi
curiosi di vedere finalmente l'uomo di cui avevano sentito
tanto parlare. Hal Randolph era seduto a un capo del tavolo,
e quattro stenografi registravano tutto ci che si diceva,
parola per parola.
Toccava a Charlie, e il Colonnello non perse tempo.
Era sempre il vecchio soldato che sapeva ci che doveva
fare e come doveva farlo, e non avrebbe tollerato alcuna
interferenza. Egli faceva parte della loro organizzazione,
ma stava anche dalla mia parte e inoltre gli premeva la
sicurezza del paese. Eravamo in guerra e dovevamo vincerla.
Dopo il Colonnello, parlai io. Spiegai ogni cosa per
filo e per segno, senza accennare alla faccenda Martrel, e
poi li informai di ci che ero venuto a sapere sul Progetto
Valchek. Pi tardi avrebbero avuto anche Martrel, ma
era ancora troppo presto.
Appena ebbi finito di parlare, uno dei presenti, che per
tutto il tempo mi aveva guardato con curiosit, si precipit
al telefono e cominci a impartire degli ordini. Chiunque
fosse, doveva essere un tipo importante, perch Hal Randolph
lo ascolt con molto rispetto e afferr un altro telefono
per organizzare ogni cosa. Avrebbero fatto delle ricerche
negli schedari della compagnia di trasporti, avrebbero
localizzato gli autocarri che stavano trasportando le
rotative e avrebbero cercato di fermarli. Non volevano
correre il rischio di non credere alle mie parole e col
tempo che era ormai trascorso poteva darsi che le macchine
fossero gi state consegnate e in via di montaggio.
A un tratto Randolph alz la mano e ordin a tutti di
fare silenzio. Washington in linea, disse. Tutti tacquero
e lo osservarono attentamente. Dopo un attimo, Randolph
impallid e disse: Le rotative sono arrivate questa
mattina. Sono nello scantinato dell'edificio R-1 e le stanno
montando.
L'altro uomo disse: Fermateli. Fate evacuare la zona
e mandate immediatamente una squadra laggi. Poi si
serv dell'altro telefono, chiam un centralino e ordin di
tenere subito un elicottero a sua disposizione. Dopo che se
ne fu andato, seguito da altri che dovevano essere i suoi
funzionari, rimasero soltanto tre altri e Randolph.
Hal si avvicin a me. Questo sar un punto a vostro
favore, beninteso, ma dovrete rispondere di un mucchio di
altre cose. Per il momento siete in arresto.
Grazie tante, gli dissi.
 da un pezzo che aspetto questo momento, Mann. Da
ora in avanti me la godr un mondo vedendovi penare. Le
vostre maledette arlecchinate mi sono costate parecchio, e
io sono un tipo che ama essere ripagato, alla fine.
Pu darsi che io vi possa ripagare davvero.
Le sue labbra si stesero in un sorriso forzato. Che
cosa intendete dire?
Per colpa mia, voi avete avuto qualche dispiacere. Pu
darsi che abbiate bisogno di una spintarella per riacquistare
il prestigio che avete perduto.
Non ho bisogno di favori.
Ma il nostro paese s, amico mio, risposi. Non
complichiamo le cose con risentimenti personali. Aspettiamo
che la faccenda sia risolta.
Randolph mi guard, in attesa del seguito. E cos fecero
i suoi compagni. Charlie aveva socchiuso gli occhi e si
stava godendo quell'attimo cos come me lo stavo godendo
io.
Credo di sapere come  possibile eliminare i loro mezzi
di comunicazione. So chi  il responsabile della cellula.
Uno degli uomini borbott qualcosa. Il viso di Randolph
cominci ad assumere un colore porporino sul quale
spiccava il candore dei denti. Non voglio scendere a
patti, Tiger.
E allora andate al diavolo, risposi con calma.
Randolph allung la mano verso il mio bavero, ma io
gli afferrai il polso e lo respinsi. Non toccatemi.
Possiamo obbligarvi a parlare.
Sul mio corpo ci sono molte cicatrici che dimostrano
come parecchia gente abbia pensato la stessa cosa; ma
nessuno c' riuscito. A meno che non abbiate sistemi
molto raffinati, vi sar molto difficile riuscire a farmi parlare.
Charlie si interpose tra noi due. Devi dire quello che
volevi, Tiger.
Annuii e sorrisi a Randolph. Datemi un vantaggio di
dieci minuti.
Va bene, rispose freddamente.
Avete accettato troppo in fretta, amico. Voglio la conferma.
Se voi credete...
Charlie intervenne di nuovo. Conosco quest'uomo, Hal.
Non parler se non accetterai. E se accetti, voglio che il
patto sia rispettato.
Mi parve che Randolph stesse per scoppiare. Credete
proprio che io sia scemo?
Sei davvero molto scemo, se non ti decidi in fretta,
disse Charlie. Prima o poi, dobbiamo sempre scendere
a patti, noi. Non c' niente di strano. Io mi faccio pienamente
garante dell'onest e della rettitudine di quest'uomo.
Se hai paura delle pressioni che vengono dall'alto,
prova un po' a non ascoltare quello che ti dice Tiger, sciupa
la possibilit di sgominare quella cellula comunista, e
soltanto allora saprai che cosa vuol dire essere sottoposto
a delle pressioni. Ci penser io, ci penser Washington, ci
penser Martin Grady, la stampa e tutti coloro che io riuscir
a mobilitare. E tu finirai con un impiego burocratico
per il resto dei tuoi giorni.
Mi veniva da ridere. Non avrei mai pensato che il Colonnello
fosse ancora capace di usare quel tono. Randolph
cap che Charlie stava parlando sul serio e rest l, desiderando
con tutta l'anima di vedermi cadere morto ai suoi
piedi, senza peraltro ottenere ci che sperava. Gli fu necessario
un minuto buono, per calmarsi. Passeggi furiosamente
in su e in gi per la stanza, ma alla fine si avvicin
a me e disse: Va bene, Mann... sono d'accordo.
Dove andiamo?
Al Tomlinson Building, risposi.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Il custode seduto nella guardiola in fondo all'atrio era
immerso nella lettura del giornale e ci consent con un
gesto indifferente di esaminare il registro delle presenze
della notte. Poche persone avevano firmato, e nessuna del
piano che ci interessava. Charlie, Randolph e io usammo
l'ascensore e gli altri salirono a piedi per sorvegliare le scale.
Arrivati al piano aspettammo gli altri, lasciammo due
uomini appostati accanto agli ascensori e uno sulle scale,
e ci avvicinammo alla porta. Sembrava che nell'interno fosse
buio, ma poi notai un sottilissimo filo di luce nell'angolo
in basso. Sussurrai a Charlie: Il vetro  dipinto di nero
e sotto la porta c' una striscia di feltro. Il Colonnello
osserv il filo di luce e annu. C' qualcuno dentro, disse.
A un cenno di Charlie ci spostammo silenziosamente di
fianco. Dovremo cercare di entrare rapidamente.
Rompiamo il vetro. Lo colpir con l'ascia antincendi
e voi intanto tenete pronte le pistole. Non  altro che uno
stanzone che si pu dominare dalla porta.
Tolsi dal vano del muro l'ascia dal manico rosso, la impugnai
e mi avvicinai alla porta. Charlie e Randolph, impugnando
le pistole d'ordinanza, si scostarono per lasciarmi spazio.
Dovetti colpire il cristallo un paio di volte prima di
riuscire ad aprirmi un pertugio sufficiente. Il buffo ometto
vestito di nero che si era alzato dalla scrivania, col viso
sconvolto dal terrore, biascic una bestemmia e si butt
da una parte sotto il tavolo.
Randolph aveva gi allungato una mano nell'interno per
cercare di aprire il catenaccio. Me ne accorsi appena in
tempo e riuscii ad allontanarlo con uno spintone. Si ud
uno sparo e un proiettile si ficc nello stipite dove un attimo
prima si trovava il braccio di Hal. Charlie spar due
volte verso il punto da dove era partita la detonazione, ma
io sapevo che non aveva raggiunto il bersaglio.
Altri due proiettili colpirono la porta e l'ometto si agit
rumorosamente nell'interno. Feci cenno ai miei due compagni
di stare indietro e tenendomi vicino al muro per proteggermi,
cominciai a dare dei colpi d'ascia alla serratura.
Ero quasi riuscito a sfondarla quando un proiettile colp
il manico, e il ferro dell'ascia, staccatosi, cadde nell'interno
della stanza. Gli uomini di guardia alle scale non si mossero
finch Randolph chiese il loro aiuto. Ora avevamo
bisogno di una sparatoria intensa e concentrata se volevamo
colpirlo. L'ometto aveva ancora qualche possibilit di beccare noi.
Randolph aveva gi distribuito i suoi uomini e la sparatoria
stava per iniziare quando sentimmo un leggero
odore di fumo. Maledizione, disse Randolph. Sta bruciando
qualcosa. Dobbiamo fare in fretta.
E mandare al macello quante persone? ringhi Charlie.
Puntai la calibro 45 sul congegno idraulico antincendi che sporgeva
dal soffitto dell'ufficio e premetti il grilletto. L'acqua
cominci a sgorgare dai tubi forati. Non era un getto
diretto, ma a quanto parve fu sufficiente. Si ud una bestemmia
e altri due proiettili colpirono il legno della porta.
Randolph diede allora l'ordine di iniziare il fuoco e
mentre l'allarme automatico risuonava nell'edificio, gli spari
ininterrotti di sei pistole iniziarono una sinfonia mortale.
Nell'interno della stanza ci fu un urlo, ma la sparatoria
non cess. Le pistole ricaricate continuavano a sputare
piombo a ritmo serrato. Ci fu un altro urlo, che si convert subito in un rantolo.
Non potevamo aspettare oltre. Colpimmo ripetutamente
la porta finch questa si stacc dai cardini e dalle serrature,
e penetrammo nella stanza con le pistole pronte a riprendere
la sparatoria al primo movimento sospetto. Non
ce ne fu bisogno. L'ometto giaceva dove era caduto e il
sangue gorgogliava da due fori all'altezza dello stomaco,
mentre un gemito usciva dalla spuma rossastra che gli copriva le labbra.
Uno degli uomini calpest delle carte che fumavano ancora
sotto la scrivania e un altro cerc di tamponare con
le mani il getto d'acqua che continuava a sgorgare dai tubi.
Dalla sottostante Broadway giungeva il lamento delle
sirene delle macchine dei pompieri che accorrevano all'allarme
lanciato automaticamente dal congegno antincendio che io avevo colpito.
Osservai gli uomini che stavano raccogliendo i fogli sparsi
sotto la scrivania. Charlie chiese: Che cosa significano, Tiger?
Erano dei fogli staccati da un raccoglitore che all'apparenza
doveva servire per annotare delle ordinazioni speciali.
Dissi: Questo  il loro sistema di comunicazione.
Credo che l'uomo che abbiamo colpito sia Fountain.
Uno degli agenti che si era curvato sul ferito si rialz
e mostr un portafogli.  proprio il nome che  indicato
sulla patente di guida. Non c' altro, per.
Se la caver?
L'uomo scosse il capo. Ha perso i sensi.  spacciato.
Osservai i fogli, cercando di capirci qualcosa. Quando
aveva bisogno di qualcuno lo convocava per mezzo degli
annunci sui giornali. Probabilmente, questi fogli sono stati
compilati in codice, ma non dovrebbe essere difficile trovare
il bandolo. Se ha tentato di bruciare questo raccoglitore,
vuol dire che si trattava di qualcosa di importante.
Frugai nella scrivania, presi il fascicolo delle ordinazioni
speciali che avevo notato anche l'altra volta, e lo mostrai
a Charlie. Anche questo potrebbe avere la sua importanza.
Parte degli affari erano autentici e costituivano un
ottimo paravento per le loro attivit. Se il capo era Fountain,
potremmo riuscire a decifrare il codice e a scoprire
i loro agenti. Cio, se i nomi segnati su queste ordinazioni
vogliono significare proprio quello che penso io.
Randolph sembrava meno ostile nei miei riguardi. Prese
i fogli e li osserv. Ci avete azzeccato, Mann. Queste ordinazioni
speciali e le risposte sono probabilmente delle
istruzioni in codice. Le porter nel nostro laboratorio e
dir ai nostri che si mettano subito al lavoro. Non ci vorr
molto per trovare una risposta.
L'agente che si era occupato dell'ometto disse: Sta tornando in s.
Mi avvicinai con Randolph e con Charlie e mi inginocchiai
accanto al corpo. Nessuno cerc di interferire. L'uomo
mi rivolse uno sguardo carico d'odio. I suoi occhi erano
gi velati dalla morte. Spaad, dissi. Spaad Helo.
Anche in quell'estremo momento, l'ometto cerc di farmi
capire quando mi disprezzava e rantolando disse: Vi seppelliremo.
Ma voi mi precederete. Impugnai la pistola e appoggiai
la canna sotto le due ferite, all'altezza del suo ventre.
Un altro proiettile non vi far morire pi in fretta ma vi
far soffrire molto di pi. Voglio Spaad Helo.
Qualcosa cambi nei suoi occhi. Il suo sguardo si spost
sugli altri e poi torn a fissarmi.
Dissi: Non sono dei loro. Forse avrete sentito parlare di me. Sono Tiger Mann.
Il cenno del capo fu appena percettibile.
Spaad Helo, ripetei. Dove si trova? O volete che prema il grilletto?
Stava per parlare. Desiderava ardentemente parlare. Il
suo viso era contorto dalla sofferenza. Apr la bocca, ma
lo sforzo gli fu fatale. Pieg la testa su una spalla e spir.
Mi alzai in piedi e rimisi la pistola nella fondina. Randolph mi stava guardando con una espressione strana.
L'avreste fatto, Tiger?
Certo. Perch no?
Fece una smorfia e si volt. Nel corridoio si sentiva un
rumore di passi e in tutto l'edificio risuonavano delle grida.
Charlie disse: Sar bene che tu vada a spiegare come sono andate le cose, Hal. Noi rimarremo qui a occuparci del resto.
Trovammo delle scatole di cartone e cominciammo a
riempirle con tutto quello che c'era nella stanza. I pompieri,
evidentemente poco soddisfatti delle spiegazioni fornite
da Randolph, entrarono nell'ufficio e ripararono le tubature rotte con mezzi di fortuna.
In fondo alla stanza c'era un armadio che occupava
tutta la parete. Uno degli uomini lo apr e ne tolse delle
scatole di calze, di biancheria andante e di cattivo gusto, di
utensili da cucina e di tutta la paccottiglia che formava la
base delle attivit commerciali di Fountain. Che cosa facciamo di questa roba?
Charlie la osserv e disse: Dopo esamineremo tutto,
ma per ora le carte sono la cosa pi importante.
Approvai con un cenno del capo anche se non potevo
dirmi completamente soddisfatto. C'era qualcosa nel mio
cervello, un'altra idea che tentava di sconvolgere il filo
logico dei miei pensieri. Girai di nuovo per la stanza, riesaminai
tutta la roba, guardai le carte che si accumulavano
nelle scatole, ma non riuscii a concretare nulla. Tornai
alla scrivania e rovistai nei cassetti alla ricerca di qualcosa,
ma ormai non c'era pi nulla.
Il primo poliziotto che entr nella stanza mi vide e
prima che qualcuno potesse impedirglielo mi punt contro
la pistola. Fermo l, voi.
Charlie si rese conto della situazione e diede una gomitata a Randolph.
Io mi fermai, il poliziotto si avvicin e disse: Voltatevi.
Prima ancora che mi chiedesse di farlo, mi ero appoggiato
al muro con le braccia aperte per permettergli di perquisirmi.
L'agente mi disarm.
Sentii Charlie dire: Ebbene?
Randolph si mise a ridere. Gli ho detto che gli avrei
concesso dieci minuti di vantaggio, ma ora la cosa non  pi di mia competenza.
Fino a quel momento non mi ero reso conto di quanto Charlie potesse essere tagliente.
Peggio per te, Hal. Forse a tua moglie piacerebbe conoscere quell'episodio di Detroit.
Randolph fu l l per soffocare. Tu non faresti una cosa simile.
Perch no?
Hal Randolph disse qualcosa che io non riuscii ad afferrare,
si avvicin all'agente e gli mise sotto il naso il
portafogli aperto. Di quest'uomo mi occupo io.
Lo sbirro non se ne diede per inteso. Mi spiace, signore, ma  sulla lista dei ricercati.
Sar bene che controlliate la mia tessera, disse Hal.
L'ho controllata. Pu darsi che faccia impressione al
mio capitano, ma a me no. Lo sbirro mi diede un colpetto
sulla schiena. Raddrizzatevi e mettete le mani dietro.
Sentii il suono metallico delle manette.
Randolph insistette: Vi consiglio di dare un'occhiata a
questo, prima di mettervi nei guai. Ci che gli mostr
fece cambiare idea all'agente. Quando mi voltai mi accorsi
che lo sbirro aveva ceduto. Allungai la mano ed egli mi
restitu la pistola con un gesto rabbioso. Poi si volt di scatto e usc dalla stanza.
Grazie, dissi. Per un attimo ho avuto paura. Un
giorno o l'altro scoprir anch'io che cosa  successo a Detroit.
Lo sguardo duro ricomparve e mi accorsi di avere oltrepassato
i limiti. Randolph consult l'orologio. Vi restano
dieci minuti di tempo, Tiger, dopo di che vi saremo
alle calcagna. Muover mari e monti, chiuder ogni via
d'accesso, e quando vi avremo tra le mani arrangeremo per
le feste voi, Martin Grady e la sua maledetta organizzazione
in una volta sola. Dieci minuti di tempo non vi consentiranno
di andare molto lontano. Non potrete servirvi
n di radio n di telefono, e quindi, dal momento in cui
sarete uscito di qui, cominciate a meditare su quanto vi costa fare il furbo.
Non siete un tipo riconoscente, risposi.
Mann, state sprecando del tempo prezioso.
Ce la far ugualmente, Randolph.
No,  impossibile.
Sentite, dissi, avete scarsa memoria. Non avete ancora
Martrel e le sue dichiarazioni. Non avete trovato
Spaad Helo e se io riesco a portare a termine questa missione
imporr a voi e alla vostra organizzazione dei patti
tali da lasciarvi tramortiti. Mi liberer completamente da
ogni impiccio e voi rimpiangerete amaramente di essere
stato cos superbo e intrattabile. Vi ho consegnato del materiale
che vi pu far guadagnare una promozione o una
medaglia, e da solo non sareste riuscito a combinare un
bel nulla. Se credete di potermi fermare, siete pazzo.
Vi rimangono otto minuti.
Ficcateveli dove sapete.
Randolph sorrise soddisfatto nel vedermi cos irritato.
Quando uno  furibondo dimentica molte cose, ed era questo
che lui voleva. Mi accorsi dell'occhiata ammonitrice
di Charlie, e pensai che avrei fatto meglio ad andarmene.
Prima che l'ascensore arrivasse al piano terreno, mi ricordai
di una cosa e premetti il bottone di arresto al primo
piano. Uscii, scesi le scale e spiai nel corridoio. L'agente
di poco prima stava parlando con un capitano in uniforme
che lo rimproverava duramente per essersi arreso
al tipo di Washington. Dopo la sfuriata, il capitano ordin
a uno dei suoi uomini di rimanere di guardia agli ascensori,
a un altro di sorvegliare le scale, e poi entr nell'ascensore
libero seguito da un terzo agente.
Non aspettai oltre, continuai a scendere le scale fino allo
scantinato, trovai una porta e uscii dalla parte posteriore
dell'edificio. Dovetti superare un paio di staccionate prima
di poter trovare una strada laterale, ma riuscii a raggiungere
il marciapiede senza essere notato da nessuno.
Sapendo che avevo colpito uno dei loro, quegli sbirri non mi avrebbero mai perdonato.
Ficcai le mani in tasca e mi diressi sotto la pioggia verso la Ottava Avenue.
Che cosa mancava? Qual era l'elemento che io possedevo
e che non riuscivo a chiarire? Tutto mi pareva cos
semplice, per il futuro! Una dichiarazione particolareggiata
di Martrel e tutti felici e contenti. Ormai egli era con
la donna di cui era innamorato e gli bastava sapere che lei era in salvo.
Era pi fortunato di me, in un certo senso. Era abbastanza
vecchio da rendersi conto che Sonia non faceva
per lui, e l'et pu avere i suoi compensi. Ma chi lo poteva
dire? Forse Sonia era fatta per lui, dopo tutto. Forse
Sonia aveva proprio bisogno di un surrogato del padre.
Delle combinazioni del genere avevano funzionato anche in altre occasioni.
Non con Rondine, comunque. Il mio lavoro era qualcosa
che lei non avrebbe mai capito e di cui non voleva sentir
parlare. Per lei apparteneva a un passato lontano e sepolto.
Non avrebbe potuto vivere nella continua paura, e io
non potevo biasimarla. La mia non era una vita fatta per le comodit familiari.
Come diavolo si possono eliminare venti anni della propria
esistenza? Come avrei potuto smettere improvvisamente
una attivit che era cos radicata in me? Come potevo
dirle che ci saremmo trovati in pericolo dovunque
fossimo andati e con qualsiasi nome? Ci sarebbe sempre
stato uno Spaad Helo da qualche parte, uno Spaad
Helo con l'incarico di avere la mia testa a qualunque
costo, poich i miei avversari non potevano correre dei
rischi fidandosi delle mie dimissioni. Sapevo sul loro conto
tante cose quante loro ne sapevano sul mio, e dovevano cercare di eliminarmi.
Quanti di noi rimanevano ancora in vita? Feci un rapido
calcolo. Del gruppo iniziale ne rimanevano assai pochi.
Solo i pi fortunati o i molto abili. Quasi tutti avevano
ceduto alla legge delle probabilit. E Rondine e Charlie
avrebbero avuto ragione. L'organizzazione sarebbe continuata.
Il lavoro di Martin Grady sarebbe proseguito, sobbarcandosi
le attivit vietate alle organizzazioni governative.
Altri sarebbero stati addestrati, avrebbero svolto missioni,
acquistando esperienza fino a diventare abili come
i migliori. Dopo poco tempo non si sarebbe pi notata la
mia mancanza e tutt'al pi sarei stato ricordato con affetto
alle riunioni del vecchio gruppo.
Patrioti? Uno della IATS, una volta ci aveva chiamati traditori.
Balle. A loro faceva piacere il nostro intervento; ma
tutti si dimenticavano che eravamo dei professionisti addestrati
ma di un calibro leggermente diverso. Anche noi
eravamo un gruppo di duri che combattevamo su una frontiera
pi selvaggia e ben diversa di quella del vecchio Ovest.
Molti dei nostri erano morti, come i migliori dei loro, aiutandoli
nelle loro missioni e spesso arrivando per primi al
traguardo. Quando avevano bisogno di un abile tiratore in
pi o di una informazione che soltanto il denaro di Grady
poteva fornir loro, si dimenticavano di protestare.
Ma Rondine non avrebbe accettato nessuna scusa. Anche
se dolorosa, tra noi ci sarebbe stata la rottura e, come
diceva la vecchia canzone: Thanks for the memories!
Come avrei potuto sostituirla? Pensando ad altre donne?
Ne avevo avute di molto carine. Fresche dopo il bagno,
profumate, e altre, piene della gioia di vivere con l'odore
del fieno nei capelli e il riso sulle labbra. E altre ancora,
vestite appena di ridottissimi straccetti di seta o di nylon, e altre...
Mi fermai improvvisamente e dissi ad alta voce: Maledizione
a tutto! Il sudore cominci a scorrermi abbondantemente
lungo la spina dorsale. Mentre consultavo l'orologio
mi accorsi che stavo tremando. Erano quasi le cinque
e mezzo di mattina e io avevo perso del tempo, come se non avesse importanza.
Improvvisamente avevo capito dove avrei potuto trovare
Spaad Helo. Avevo tutte le risposte e sapevo chi era il
principale responsabile. Entrai in un bar, trovai un telefono
e chiamai Charlie Corbinet. Insistetti a lungo, ma non
ebbi risposta. Allora uscii dalla cabina e cercai di decidere
che cosa avrei dovuto fare. Se avessi chiamato la polizia,
gli sbirri avrebbero preferito arrestarmi, piuttosto
che starmi ad ascoltare. E se anche mi avessero dato retta,
c'era sempre la possibilit di qualche mossa sbagliata che
avrebbe messo a repentaglio la vita di molte persone.
La radio del bar stava comunicando le ultime notizie.
Lo speaker parlava con calma ma riusciva a mascherare
a stento l'eccitazione. Una delle nostre organizzazioni
segrete aveva impedito la probabile distruzione di un importante
edificio governativo di Washington, e bench l'informazione
fosse segretissima, si pensava che nelle successive
trasmissioni ci sarebbero state ulteriori notizie.
Ce l'avevano fatta. Erano arrivati in tempo. Ma sarebbe stato sufficiente?
Fermai un taxi, diedi all'autista l'indirizzo del magazzino
e gli dissi di fermare la macchina all'angolo dell'isolato.
Il taxista annu, abbass la bandierina e si avvi in direzione
della West Side Highway. Da l potei godere il
panorama di tutta la citt. Queste erano le uniche ore
in cui quel Gargantua di cemento e di acciaio si concedeva
un po' di riposo. Verso est si scorgeva il primo chiarore
dell'alba. La pioggia si era trasformata in una nebbiolina
leggera che scomparve prima ancora che lasciassimo l'autostrada.
Sapevo che Randolph non aveva perso tempo e che ogni
macchina della polizia e ogni sbirro aveva l'ordine di rintracciarmi.
Il luogo dove il taxi si ferm era un tale deserto
che qualsiasi cosa in movimento avrebbe richiamato
l'attenzione e io non mi potevo permettere il rischio di
essere arrestato proprio quando stavo per raggiungere la meta.
Mi sbarazzai dell'impermeabile, temendo che per il colore
chiaro fosse troppo visibile, e lo buttai in un bidone di
immondizie. Con l'abito scuro che indossavo non mi avrebbero scorto tanto facilmente.
Per un paio di volte fui sorpassato da una macchina
della polizia ma feci in tempo a nascondermi, addossandomi
al muro. Quando arrivai in fondo all'isolato, girai
attorno all'ultima casa, trovai la scala metallica che portava
sul tetto e salii, rannicchiandomi nel buio per osservare
se non ci fosse nessuno in agguato.
Verso est il cielo si stava schiarendo. Tra mezz'ora il
sole sarebbe sorto. Un'altra alba.
Quante persone erano morte, questa volta? Quante altre
sarebbero morte prima che il sole cominciasse la sua discesa
verso ovest? Chi sarebbe vissuto per vedere l'indomani?...
E se non riuscivo a eliminare quelli che meritavano
la morte, quante altre vite si sarebbero dovute sacrificare?
Mi preparai. Strisciai sul tetto fino a un camino, mi fermai
un momento davanti al parapetto che separa le due
case, poi lo scavalcai e mi lasciai cadere sull'altro tetto.
Le mie scarpe avevano la suola di gomma e non producevano
alcun rumore, ma il leggerissimo scricchiolio come di
ghiaia mi pareva simile a una serie di piccole esplosioni.
Anche l non c'era nessuno. Controllai a lungo, con cautela
e alla fine superai l'ultimo ostacolo di mattoni e di
tegole e mi lasciai scivolare gi beatamente.
Sapevo dove mi trovavo. Mi ero servito molto spesso
di quella casa e ne conoscevo ogni angolo. Martin Grady
l'aveva fatta sistemare in previsione di casi come questo.
A meno che non la si fosse esplorata a fondo, nessuno si
sarebbe accorto della vecchia botola che portava nella stanza di sotto.
Non si sarebbero aspettati di vedermi arrivare da quella
parte. Si attendevano il segnale alla porta e sarebbero
stati l, in attesa. Mi restavano ancora alcune possibilit di
riuscita, se avessi agito con una certa destrezza. Le mie
dita trovarono la botola e la sollevarono sui cardini ben
lubrificati. La lasciai aperta, mi introdussi nel vuoto e
tastai coi piedi, cercando i gradini della scala di ferro.
Poi richiusi la botola sulla mia testa e cominciai a scendere al piano di sotto.
Gli scalini erano rivestiti di plastica e non c'era pericolo
che scricchiolassero. Quando raggiunsi il piano, afferrai la
.45 e la caricai. Sapevo che di fronte a me avrei trovato
la porta. Allungai la mano nel buio e tastai la maniglia.
Al di l della parete c'era un mormorio di voci.
Voci familiari.
Dovevo procedere rapidamente. Il passaggio era stato
creato per servire come uscita, non come entrata. Dall'altra
parte non potevano immaginare l'esistenza di una porta
nella parete, celata come era dal pannello di legno che rivestiva
tutta la stanza. Potevo avere il vantaggio di qualche
secondo, ma non di pi, se non fossi riuscito subito ad
approfittare dell'occasione, non ne avrei avuta una seconda.
Dovevo entrare, puntare sulla persona giusta ed essere rapidissimo..
Non mi restava che una opportunit.
L'altro sarebbe stato altrettanto rapido, e se non fossi
riuscito a scorgerlo subito, sarebbe stato in vantaggio su di me.
Be', non c'era che un mezzo per sincerarsene. Afferrai
la maniglia della porta, la girai, e piombai nella stanza lanciando un urlo selvaggio.
Li vidi tutti in una frazione di secondo. Rondine e Martrel
giacevano legati sul pavimento. L'omaccione che indossava
un soprabito era accanto all'altra porta della stanza
e si gir verso di me socchiudendo gli occhi e cominciando
a sparare ancor prima di individuarmi.
La calibro 45 mi rincul in mano vomitando una serie di proiettili
che lo inchiodarono contro il muro mentre il fracasso
e il fumo degli spari riempivano la stanza. Pur essendo
colpito dal piombo della .45, Spaad Helo non mor subito.
Cerc di biascicare una bestemmia e ebbe la forza di
alzare l'arma e di puntarla contro Martrel. Il mio primo
sparo gliela strapp di mano e il secondo lo colp in
piena fronte. Spaad Helo si afflosci al suolo, e il cappello,
pieno della sua materia cerebrale, si spiaccicc accanto a lui.
Non afferrai subito il significato dell'urlo di Rondine,
ma vidi il suo sguardo. Prima che potessi interpretarlo, era
gi troppo tardi. Un proiettile mi colp al braccio e la .45
cadde a terra. Mi lasciai cadere al suolo e un altro proiettile
mi sfior la guancia. Cercai di raggiungere la pistola con
la sinistra ma un tiro preciso la fece schizzar lontano da me.
La mia fortuna si era esaurita.
Se fai un solo movimento, uccido la ragazza, disse Sonia.
Martrel emise un gemito disperato. Sembrava molto pi
vecchio, ora, e completamente distrutto.
Mi misi a sedere, cercando di tamponare con la mano la
ferita al braccio. Tirai fuori un fazzoletto e mi bendai alla
meglio, torcendo il tessuto e tenendolo stretto con le dita.
Ti aspettavamo, disse Sonia entrando nella stanza.
Lo sapevo.
Dovevamo perquisire questa casa pi accuratamente.
Se lo avessimo fatto, forse Spaad non sarebbe morto. Sono
cose che capitano quando si trascurano i particolari.
Sonia diede un'occhiata al cadavere senza mostrare alcun
segno di compassione. Anche tu hai commesso degli errori, Tiger.
Succede molto spesso.
Se tu non fossi venuto solo, a quest'ora gli altri sarebbero
gi entrati. Ho ragione di supporre che tu sei solo?
Sono solo ma tra poco verr molta gente. Non serviva
a nulla cercare di mentirle. Sonia la sapeva lunga.
S, ma quando quella gente verr, tu sarai gi morto.
Non me ne curo. Ti sei troppo preoccupato di non rivelare
a nessuno dove mi avevi portata. Dir loro che mi avevi nascosta in un altro posto.
Buon per te.
Guardai Rondine che era stesa su un fianco con le mani
legate dietro la schiena e i piedi immobilizzati da un giro
di corda. Anche Martrel era nelle sue stesse condizioni.
Le dissi: Mi spiace, tesoro. Non avrei voluto cacciarti in questo pasticcio.
La voce di Rondine era incredibilmente calma. Gli inglesi
dovevano comportarsi come lei, quando Hitler faceva
piovere le bombe sulle loro teste. Non importa, caro.
 una scenetta commovente!
Rondine la guard e Sonia si irrigid. Sonia era in una
posizione di vantaggio, ma era evidente l'enorme differenza
che esisteva tra le due donne. Sonia era una contadina sulla
quale una grande dama stava posando lo sguardo. Le sue
labbra, che mi erano sembrate cos morbide, si erano indurite
e sul suo viso dagli zigomi sporgenti era apparsa
una volgarit che non conoscevo. Pieg la bocca in una
smorfia di disprezzo e disse a Rondine: Voi non potrete mai vincere.
Rondine sorrise fieramente e rispose: Noi non potremo mai perdere.
Per un attimo credetti che Sonia avrebbe premuto il
grilletto della sua piccola pistola automatica, ma non lo
fece. Martrel si contorse sul pavimento e supplic con
voce tremante: Sonia... ti prego.
Traditore! ringhi la donna contro di lui. Porco
schifoso. Credevi di poter vivere per tradirci? Credevi che
io fossi come te? No, mai. Io non ho disertato, vecchio
porco. Mi hanno mandata qui. Ho ricevuto l'ordine di fare
quello che ho fatto e di tenermi pronta. Sono venuta qui
disposta ad uccidere qualcuno come te, se fosse stato necessario.
E ora  giunto il momento.
Feci una smorfia, allentai la stretta del fazzoletto e poi
lo strinsi di nuovo. Il vostro gruppo  stato annientato,
Sonia. Tu sei l'unica superstite e sei in pericolo. Abbiamo
distrutto il vostro metodo di comunicazione da Fountain
e siamo riusciti a mandare a monte il Progetto Valchek.
Abbiamo i nomi di tutti i vostri agenti, grazie alle liste trovate
da Fountain. E ben presto, i decifratori troveranno
anche il tuo nome e ti daranno la caccia come a un cane idrofobo.
Le mie parole la colpirono. Si volt verso di me, fissandomi
con uno sguardo furibondo. Ci sei riuscito, allora!
Proprio cos, cara. Tiger c' riuscito.
Voleva esserne certa. Voleva sapere e non pot evitare
di chiedermi: Come hai fatto?
Presi tempo, prima di rispondere. Il tempo era la sola
cosa che mi restava. Con un po' di tempo a mia disposizione.
sarei riuscito ad escogitare qualcosa. Forse.
Dissi: La tua passione per un certo tipo di biancheria
stravagante, bambina. Ti ha tradito. Le tue comunicazioni
con Fountain erano sempre camuffate da ordinazioni e per
sostenere la commedia, quando Fountain rispondeva ti
mandava anche un po' della sua merce. Oh, niente di speciale,
niente che una donna di un certo gusto avrebbe indossato,
ma la robetta andante che Fountain appioppava ai gonzi di tutto il paese.
Ma tu avevi un punto debole. Ambiente, educazione,
come lo vuoi chiamare. Io direi mancanza di classe. Il tuo
gusto era pessimo e non avevi il coraggio di liberarti di
quella roba. Tu stessa me l'hai detto... nel tuo paese le
donne vanno pazze per quel genere di indumenti. Non sono
tollerati perch riflettono il decadentismo capitalista, ma li adorano.
Quando ho visto quella paccottiglia da Fountain, avrei
dovuto capirlo, ma mi ci  voluto un bel po' di tempo
prima di arrivarci. Sono proprio caduto nella tua trappola
astuta. Tu avevi avuto il compito di eliminare Martrel
e io ho fatto tutto il lavoro per te. Era un'azione ben
studiata ma non  stata abbastanza rapida, e perci il vostro
gruppo ha tentato con altri mezzi. Come ti ho detto, tutti
sono stati fermati in tempo. Ci vorr un bel po', prima
che i vostri riescano a mettere assieme un altro gruppo del genere.
Sono stati stupidi a lasciarsi cogliere.
Lo sono stato anch'io.
Sonia Dutko mi guard, leggermente sorpresa. Io continuavo
a cercare di guadagnare tempo, ma non avevo ancora tutte le risposte.
Avrei potuto fermarti quando il tuo amico Spaad si 
vestito da donna per mettersi in contatto con te e per
darti le istruzioni del caso. Ann Lighter vi ha sorpreso e
Spaad l'ha uccisa. Il biglietto che tu le hai preso era firmato
T. Mann. Non c'era scritto "Tiger", e tuttavia tu mi
hai chiamato cos, la prima volta che mi hai telefonato.
Ann non te lo avrebbe detto certamente, ma un agente comunista
al corrente della lista nera l'avrebbe potuto sapere.
Ecco qual  stato il tuo errore, ragazza mia.
Sonia mosse la pistola.  un errore, ma non  stato
fatale quanto il tuo. Guard gli altri. O il loro. Osservai
la faccia di Martrel mentre Sonia gli sorrideva.
Questo povero cretino sarebbe disposto anche a chiacchierare,
ora che  al corrente di ogni cosa. Per vendicarsi, rivelerebbe ogni cosa.
Il corpo di Martrel nascondeva quello di Wally, che gemette,
cerc di divincolarsi senza riuscire ad allentare le
corde, e cominci a bestemmiare. Pronunzi il mio nome
una dozzina di volte, prima di rassegnarsi. Rondine aveva
capito il mio gioco e intervenne. Perch non ci uccidete subito?
Perch ho intenzione di fare qualcosa di meglio con la
valigia che il compagno Helo ha portato qui. Seguii il
suo sguardo e notai una valigetta nera posata accanto a
una sedia. Sapete che cosa contiene?
Lo sapevo.
Sonia parl per Rondine, per Martrel e per Wally. C'
una bomba a orologeria, amici miei. Morirete tutti assieme.
Per molto tempo non si sapr qual  la vostra identit o
perch siete morti. Ma allora saremo riusciti a controllare
di nuovo la situazione, perch vedi, caro Tiger, adesso tu
farai per me una cosa che Gabin  stato costretto a fare poco fa.
Tir fuori dalla tasca alcuni fogli piegati. Per salvare
le loro vite ha firmato una dichiarazione nella quale dice
di non essere venuto in questo paese volontariamente, ma
di esservi stato portato con la forza e trattenuto da agenti
del vostro controspionaggio. Dice inoltre che teme di essere
in pericolo di vita, perch non ha voluto fare le rivelazioni
che i vostri gli richiedevano. Termina giurando fedelt
completa alla nostra gloriosa Unione Sovietica e questa,
Tiger,  la tua fine. Quando questa notizia arriver alle
Nazioni Unite e sar abilmente sfruttata, avremo degli ottimi
motivi per protestare, e questo sar un altro cuneo
ficcato tra voi e i paesi tentennanti.
Mi sentii rabbrividire. Anche le pulsazioni del mio braccio erano cessate.
Tutti sanno che io non sono amico dei comunisti.
Gi, ma inoltre non sanno che non sei impiegato da
questo paese. Tu firmerai una dichiarazione sotto giuramento
e dirai che sei stato incaricato di rapire Martrel prima
che egli potesse far sapere la verit al mondo. Mi rivolse
un sorriso freddissimo. .Ti sei comportato molto
bene. L'hai rapito e lui sar trovato morto. Penseranno i
giornali a metterti in una situazione imbarazzante.
E se io mi rifiutassi di firmare?
Lo farai, disse guardando Rondine. La colpirei in un posto dove soffrirebbe terribilmente. Non morirebbe presto, come voi, e voi sareste costretti a vedere il suo tormento.
No, penso che tu firmerai.
Rondine, senza alcuna traccia di timore o di agitazione nella voce, calma come se si fosse trovata a casa sua, disse: Non firmare, Tiger.
Preferisci che ti spari?
Altri sono stati colpiti prima di me. E ce ne saranno molti altri ancora, ma noi possiamo conservare il nostro senso dell'onore.
Non la pensereste cos con una pallottola nello stomaco, disse Sonia, assaporando ogni parola.
Forse no, ma se ci gli impedisse di firmare quel documento, io sarei disposta a forzarvi la mano.
Era sincera, era maledettamente sincera! Ma io non avevo alcuna intenzione di lasciarla fare e dissi: Sta' zitta, Rondine.
La vidi sorridere. Mi mand un bacio e colsi lo sguardo deciso che era nei suoi occhi. Non sono la tua Rondine, ricordi? Forse lei avrebbe voluto morire in fretta e perdere tutto ci a cui aveva dedicato la vita. Io sono Edith, sono diversa da Rondine. Anche se mi chiami col suo nome, io sono una persona completamente diversa da lei, amore mio.
 inutile, dissi.
E allora tutto quello che hai fatto non serve? Moriremo tutti per nulla. Io credevo che tu avessi fede nel tuo lavoro. Ne eri cos entusiasta... Avrei voluto che tu lo abbandonassi, ma poi ho capito che non ne saresti mai stato capace e ero disposta a dividere i rischi della tua vita con te. Sapevo che era necessario che qualcuno facesse il tuo lavoro, e sapevo anche che tu sei il migliore, e perci io ero disposta ad accettarti cos come sei. Ora sono pronta a morire per i tuoi principi, Tiger. Credo che sia il minimo che io possa fare per te.
Ma allora Rondine era tutta mia; anche legata e prostrata lei vinceva ed era tutta mia e mi aveva fatto guadagnare il tempo di cui avevo bisogno!
Per un attimo credetti che fosse ormai troppo tardi e che la pistola si sarebbe messa a sparare prima che io riuscissi a fermarla. Dissi: Sonia... fermati. Firmer quella roba.
Sonia rivolse a Rondine un sorriso trionfante. La serva aveva vinto contro la padrona. Sei molto saggio, mio caro Tiger. Mi spiace che tu debba morire. Ricorder ancora per un po' di tempo le albe che abbiamo trascorso assieme.
Poi, tutto passer nel dimenticatoio.
Lentamente, Sonia indietreggi fino al cadavere di Spaad Helo, gli frug in tasca e tir fuori un paio di sottili manette d'acciaio che mi butt. Infilatene una nel polso sinistro e attacca l'altra a quel tubo che  accanto a te. Non tentare scherzi perch ti sorveglio e conosco tutti i tuoi trucchi.
Raccolsi le manette, e feci come Sonia mi aveva ordinato.
La ragazza si avvicin a me tenendo la pistola spianata verso la mia testa. Si frug in tasca e tir fuori un notes che gett ai miei piedi. Ti detter quello che devi scrivere, disse.
Tiger, per favore, disse dolcemente Rondine. I suoi occhi erano umidi per l'amarezza della sconfitta.
Lascia perdere, tesoro. Ha vinto lei. Deve pur succedere, qualche volta.
Ma non in questo modo.
Presi in mano il notes. Ti ho detto di star zitta!
Rondine si mise a singhiozzare sommessamente. Tirai fuori la penna a sfera di Ernie, l'aggeggino che conteneva una carica esplosiva equivalente a tre candelotti di dinamite, ne tolsi il cappuccio che infilai all'altro estremo e dissi: Sono pronto.
Sonia mi dett tre pagine di accuse gravissime contro il nostro paese, costringendomi a darle dei particolari che rendessero il documento valido. Con la coda dell'occhio vidi Wally che mi guardava a bocca aperta e con l'orrore dipinto sul volto. Mi accorsi anche della rassegnazione di Martrel, oltre al disgusto e all'odio che egli provava per un sistema di vita che aveva contorto cos completamente il cervello della donna che egli aveva creduto di amare.
Vidi anche la profonda delusione dipinta sul viso di Rondine.
Scrissi tutto, firmai, mentre il sangue scorreva abbondantemente lungo il mio braccio, e mi abbandonai, completamente stremato. Sonia attese che avessi finito, poi prese la valigetta, la apr e avvi un movimento a orologeria che cominci a ticchettare con un suono sinistro. Tra cinque minuti, tutto sar finito, disse. Potete urlare e gridare finch vorrete, ma nessuno vi pu sentire. Questa stanza  a prova di rumori e le strade sono ancora deserte.
 ancora troppo presto,  appena l'alba.
Aspettai che Sonia fosse pronta, diedi al cappuccio il leggero giro necessario e agganciai la penna ai fogli, prima di consegnarglieli. Sonia me li strapp di mano senza perdermi di vista e se li cacci in tasca. Una fitta di dolore al braccio mi fece quasi piacere perch la smorfia che provoc nascose l'espressione di trionfo dei miei occhi.
Grazie, mio caro Tiger. Sono quasi spiacente di non rivederti pi. Addio.
Non risposi. La lasciai andare, continuando a sorvegliare il ticchettio della valigetta. Sonia spost con una pedata il cadavere di Helo, apr la porta e usc.
Rondine esclam: Oh, Tiger. Come hai potuto?
Il fattore importante era ancora una volta il tempo. Pochi secondi. Il tubo al quale ero incatenato era alto circa tre metri e era chiuso in cima da un coperchio. Mi misi quasi a urlare per il dolore che mi provocava la ferita, ma riuscii ad arrampicarmi fin su e a far uscire la manetta.
Ricaddi a terra, mi rialzai, poi strappai i fili del detonatore contenuto nella valigia.
Cominciai a slegare Wally e poi mi preoccupai degli altri, ordinando al reporter: Trascinali nel retro. Presto.
Dobbiamo avere almeno un paio di muri tra noi e lei.
Wally cap che non era il caso di fare domande. Prese Martrel sotto le braccia e io trascinai a fatica Rondine, servendomi del mio braccio sano. Uscimmo nel cortile, ci riparammo alla meglio dietro una pila di blocchi di cemento, e in quel momento ci sembr che il mondo intero esplodesse in una pioggia di fiamme, di fumo e di polvere.
Quando tutto fu finito, slegai Rondine e Martrel. Guardai il mio amore negli occhi che ora dimostravano una completa comprensione. Avevo conservato un asso nella manica, l'avevo giocato, e alla fine avevamo vinto. Camminammo tra le macerie e raggiungemmo la facciata della casa. Da lontano giungeva fino a noi l'ululato delle sirene che si stavano avvicinando.
Ora potevamo dar loro il benvenuto, pensai. Avrei dato il benvenuto a chiunque.
Il sole stava sorgendo da levante. Era la sommit di una enorme palla color arancione che illuminava di fuoco il nuovo giorno. Sonia era ancora qui con noi, ma non poteva osservare questa alba. In realt, ne faceva quasi parte; grandi macchie rosse umide e lucenti sulle macerie grigiastre, che riflettevano il trionfo di un nuovo giorno e di un lavoro felicemente concluso.
...
.
...
FINE.